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Vivere in posti più assolati riduce significativamente il rischio Sclerosi Multipla

Vivere in posti più assolati riduce significativamente il rischio Sclerosi Multipla

Le persone che vivono in aree più assolate, in particolare raggi UV-B, potrebbero avere meno probabilità di sviluppare la sclerosi multipla (SM) durante la vita. Questo secondo un nuovo studio appena pubblicato sul prestigioso Neurology. Anche l’esposizione nell’infanzia e nella prima età adulta può ridurre il rischio.

Adattamento: Angelo

I raggi UV-B possono causare scottature e svolgere un ruolo nello sviluppo del cancro della pelle, ma stimolano anche il corpo a produrre vitamina D. Livelli più bassi di vitamina D sono stati associati ad un aumentato rischio di sclerosi multipla.

Ci sarebbe un meccanismo molecolare per l’attività della vitamina D nel trattamento della Sclerosi Multipla.

Mentre studi precedenti hanno dimostrato che una maggiore esposizione al sole può contribuire ad un minor rischio di sclerosi multipla, il nostro studio è andato oltre. Abbiamo esaminato l’esposizione sulla durata della vita di una persona“, ha affermato l’autore dello studio Helen Tremlett, PhD, dell’Università della British Columbia a Vancouver , Canada. “Abbiamo scoperto che il luogo dove una persona vive e le età in cui sono esposte ai raggi UV-B del sole possono svolgere un ruolo importante nel ridurre il rischio di SM“.

Per lo studio, i ricercatori hanno identificato partecipanti del più ampio studio sulla salute sulle infermiere (Nurses’ Health Study); questo ha includeva 151 donne con Sclerosi Multipla (SM) e 235 donne di età simile senza SM. Quasi tutte le donne, il 98%, erano bianche e il 94% ha dichiarato di avere una pelle da chiara a media. Le partecipanti vivevano negli Stati Uniti in una varietà di climi e luoghi. Di quelli con SM, l’età media all’esordio era 40 anni. Tutte le donne hanno completato questionari sull’esposizione al sole estivo, invernale e durante la vita.

I ricercatori hanno diviso le donne in tre gruppi che rappresentano:

  • un’esposizione ai raggi UV-B bassa:
  • moderata e
  • alta

La suddivisione è stata fatta in base al luogo in cui vivevano, in particolare alla latitudine, all’altitudine e alla copertura nuvolosa media per ogni località. Inoltre, è stata esplorata l’esposizione al sole stagionale, con un’esposizione al sole estivo elevata definita come più di 10 ore settimanali e più di quattro ore alla settimana in inverno.

Si è scoperto che le donne che vivevano in climi più soleggiati avevano il 45% di riduzione del rischio di sviluppare la sclerosi multipla rispetto agli altri grupoi!

Andando più nel dettaglio:

  • coloro che vivevano in aree con i più alti livelli di raggi UV-B tra i 5 ei 15 anni avevano un rischio ridotto di SM del 51% rispetto ai gruppi con esposizione più bassa.
  • Un totale di 33 su 147 persone affette da SM (il 22%), aveva avuto un’esposizione elevata tra i 5 ei 15 anni
  • mentre 61 persone (il 41%), avevano avuto una bassa esposizione.
  • coloro che trascorrevano più tempo all’aria aperta in estate (da 5 a 15 anni) in luoghi in cui l’esposizione ai raggi UV-B era più alta, hanno ridotto del 55% il rischio di sviluppare la malattia

Un intervento multimodale (tra cui la dieta paleolitica) per i pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva: fattibilità ed effetti sulla Fatica.

I nostri risultati suggeriscono che una maggiore esposizione ai raggi UV-B del sole, una maggiore esposizione estiva all’aperto e un minore rischio di SM possono verificarsi non solo nell’infanzia, ma anche nella prima età adulta“, ha aggiunto Tremlett.

Tremlett ha proseguito: “Inoltre, la nostra ricerca ha dimostrato che coloro che hanno sviluppato la sclerosi multipla avevano anche una ridotta esposizione al sole o all’aria aperta più avanti nella vita, sia in estate che in inverno, con possibili conseguenze per la salute“.

Una limitazione dello studio è che l’esposizione al sole è stata auto-segnalata e i ricordi, in particolare nei giovani, possono essere affievoliti. Tuttavia, le informazioni relative all’esposizione ai raggi UV-B sono state rilevate utilizzando il luogo di residenza, che ha meno probabilità di essere influenzate da tali fattori. Un altro limite era che quasi tutti i partecipanti allo studio erano di sesso femminile e bianche, il che significa che i risultati potrebbero non essere applicabili ad altre popolazioni.

Uno studio precedente a conferma:

L’esposizione al sole riduce il rischio di sclerosi multipla.

Concludendo:

Sempre più prove portano a pensare che esporsi in modo intelligente al sole (senza bruciarsi) è determinante per la salute più in là nella vita! Indipendentemente dalla vitamina D.

La luce naturale del sole è curativa e preziosa. La luce artificiale di neon, lampade LED, TV, schermi, smartphone… In generale la tecnologia moderna! Tossica e deleteria. Proteggetevi dalla luce tossica ed esponetevi, per quanto possibile, al sole!

E questo vale per la prevenzione di tutte le malattie autoimmuni, non solo la Sclerosi Multipla.

Ricordiamo che la SM è una patologia ad altissimo costo economico e sociale. Il sole è gratis tutto l’anno.

RIFERIMENTO:
NEUROLOGY
Sun exposure over the life course and associations with multiple sclerosis
Helen Tremlett, Feng Zhu, Alberto Ascherio and Kassandra L. Munger
Link: qui

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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