Vitamina D? Integrare, ma con giudizio

Scritto da Angelo

Categorie: integratori | Pillole

23 Ottobre 2013

a cura di Mario

Il metodo più efficace per monitorare i livelli di Vitamina D nel corpo umano è la misurazione del calcidiolo, un preormone che, attraverso una reazione nei reni, dà luogo anche alla forma attiva della Vit. D.
Alcuni studi hanno verificato che esiste una forte relazione tra i livelli di calcidiolo e la mortalità per malattie cardiovascolari e per altre cause. Questa relazione però non era stata indagata a sufficienza rispetto agli individui adulti in salute. Uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora ha cercato di colmare questa lacuna.
Dall’analisi dei dati di oltre 10.000 cittadini statunitensi, è emersa, negli individui con livelli di calcidiolo uguali o inferiori a 21 ng/mL (ovvero la soglia ritenuta “adeguata” dalla comunità medica), un’associazione inversa tra questo preormone e la mortalità per malattie cardiovascolari e per altre cause. Lo studio ha confermato che con buoni livelli di Vitamina D si riducono in media del 50% i rischi di morte prematura.
Il coordinatore dello studio, Amer Muhammad, sottolinea però che oltre questa soglia la Vitamina D non sembra offrire nessun beneficio, e, al contrario, può essere correlabile a rischi per la salute anche gravi.
E’ quindi opportuno effettuare le analisi appropriate prima di stabilire i quantitativi individualizzati di eventuali integratori.

Relationship between 25-Hydroxyvitamin D and All-cause and Cardiovascular Disease Mortality, Muhammad Amer, MD, MHS, FACP, Rehan Qayyum, MD, MHS. Department of Medicine, Johns Hopkins University, Baltimore, Md

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