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Vitamina D e mortalità: una meta-analisi con dati da studi di coorte europei e statunitensi. Il nesso c’è ed è significativo.

Vitamina D e mortalità: una meta-analisi con dati da studi di coorte europei e statunitensi. Il nesso c’è ed è significativo.

1 Luglio 201425(OH)D3mortalitàvitamina D1582Visualizzazioni

Adattamento: Angelo.

vitaminD

Obiettivo della recentissima meta-analisi che vi presentiamo era studiare l’associazione tra le concentrazioni di 25-idrossivitamina D nel siero e la mortalità in un ampio consorzio di studi di coorte con particolare attenzione all’età, il sesso, la stagione, e le differenze di latitudine. 

La meta-analisi è stata progettata con i dati provenienti da otto studi di coorte prospettici europei e statunitensi.

Il totale dei partecipanti è di ben 26.018 uomini e donne di età compresa tra 50-79 anni.

Si è monitorata la mortalità per tutte le cause, cause cardiovascolari, e mortalità per cancro. 

Le concentrazioni di 25OHD3 variavano fortemente a seconda delle stagioni (più alta in estate), per paese (più alta negli Stati Uniti e nel nord Europa) e sesso (maggiore negli uomini) e non è stata osservata nessuna tendenza coerente con l’età. Durante il follow-up, 6.695 partecipanti allo studio sono morti: 2.624 per malattie cardiovascolari e 2.227 di cancro. Il rapporti di rischio per la mortalità cardiovascolare è risultata simile a quella per la mortalità per tutte le cause in soggetti con e senza una storia di malattia cardiovascolare. Per quanto riguarda la mortalità per cancro, l’associazione è stata osservata solo tra i soggetti con una storia di cancro. Non è stata rilevata alcuna associazione significativa per quanto riguarda l’età, il sesso, la stagione, o paese.

Le conclusioni degli studiosi sono state le seguenti: nonostante i livelli ematici di 25OHD3 sono fortemente variabili con il paese, il sesso e la stagione, l’associazione tra 25 (OH) D con tutte le cause di mortalità è stata importante. In ogni caso, prima di consigliare la supplementazione agli individui con bassi livelli sierici di 25OHD3 sarebbe però meglio, ad ulteriore definitiva conferma, attendere i risultati di un lungo studio randomizzato controllato che sta verificando l’associazione tra la longevità e la supplementazione di vitamina D.

Riferimento:
BMJ 2014; 348 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.g3656 (Published 17 June 2014) Cite this as: BMJ 2014;348:g3656
Vitamin D and mortality: meta-analysis of individual participant data from a large consortium of cohort studies from Europe and the United States
Autori vari

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