VITAMINA D E CELIACHIA (LEGGASI MALATTIE INFIAMMATORIE)

Scritto da Angelo

Categorie: integratori

4 Novembre 2022

VITAMINA D E CELIACHIA

Ecco un interessante studio che finalmente indaga più seriamente sul metabolismo della VITAMINA D in pazienti con celiachia.

Lo stesso ragionamento potrà essere sovrapposto a tutti i tipi di malattie infiammatorie autoimmunitarie (Sclerosi Multipla, psoriasi… Scerodermia…)…

https://www.dovepress.com/elevated-levels-of-125-dihydroxyvitamin-d-in-plasma-as-a-missing-risk–peer-reviewed-fulltext-article-CEG

SINTETICAMENTE:

MALATO CRONICO INFIAMMATORIO: VITAMINA D DI RISERVA (25OHD3) BASSA

MEDICO RINCITRULLITO: BENE, RABBOCCHIAMO AD ALTE DOSI PER “RIPRISTINARLA”.

REALTA’ (TRISTE REALTA’)!

MALATO CRONICO INFIAMMATORIO: VITAMINA D DI RISERVA (25OHD3) BASSA MA FORMA ATTIVA (1,25OHD3) (CHE I MEDICI NON MISURANO MAI) ALTISSIMA.

RISULTATO: NON SI E’ CARENTI DI VITAMINA D MA BANALMENTE INFIAMMATI.

PERTANTO: MEDICO RINCITRULLITO HA FATTO UNA DIAGNOSI ERRATA ED HA DATO UNA CURA ERRATA

RISULTATO: IL PAZIENTE STA MEGLIO NEL BREVE-MEDIO TERMINE PER L’EFFETTO IMMUNOSOPPRESSIVO DELL’ORMONE E LA MALATTIA VA AVANTI INDISTURBATA PER RIPRESENTARSI IN MODO DEVASTANTE PIU’ AVANTI NELLA VITA.
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IL MEDICO DELLE PANZE.

Riporto un breve estratto dello studio che conferma esattamente ciò che ho riportato con altre prove documentali nel mio libro VITAMINA D.
L’integrazione della VITAMINA D, non solo è tossica ma addirittura distrugge il microbioma ed ADDIRITTURA NEGLI INFANTI POTREBBE SCATENARE IL DISTURBO CELIACO.

Però i pediatri nel 99% dei casi prescrivono l’ormone addirittura dalla gravidanza, invece di consigliare l’esposizione al sole ed una dieta ricca di proteine e grassi animali.

To summarize this section, evidence from animal studies suggests that high-dose vitamin D supplementation has significant negative gastrointestinal effects that are characteristic of CD. Evidence in human studies is mixed, but one human study found a statistically significant association between vitamin D supplementation for greater than 3 months in infancy and CD, and another study found an association between a measure of any prenatal vitamin D supplementation and CD autoimmunity in the child. In addition, the literature suggests that significant vitamin D supplementation in infancy is associated with two conditions that are often comorbid with CD, which is supportive of the hypothesis that vitamin D supplementation in infancy is associated with CD.

TRADUZIONE:

Per riassumere questa sezione, l’evidenza da studi sugli animali suggerisce che la supplementazione di vitamina D ad alte dosi ha effetti gastrointestinali negativi significativi che sono caratteristici della celiachia (CD). Le prove negli studi sull’uomo sono contrastanti, ma uno studio sull’uomo ha trovato un’associazione statisticamente significativa tra l’integrazione di vitamina D per più di 3 mesi nell’infanzia e CD, e un altro studio ha trovato un’associazione tra una misura di qualsiasi integrazione prenatale di vitamina D e l’autoimmunità CD nel bambino. Inoltre, la letteratura suggerisce che un’integrazione significativa di vitamina D nell’infanzia è associata a due condizioni che sono spesso in comorbidità con la celiachia, il che supporta l’ipotesi che la supplementazione di vitamina D nell’infanzia sia associata alla celiachia.

AVETE CAPITO DEFICIENTI?????

E ancora a ulteriore conferma di quanto scritto appena sopra:

If this vitamin D and CD hypothesis is validated, it has profound practical implications. First, the practice of prescribing oral vitamin D to CD patients based on the low levels of 25(OH)D in plasma that are often observed in newly diagnosed CD patients should be reevaluated. Second, among those who do not have CD but do have genetic risk for it, decreasing exposure to the large doses of oral vitamin D that are frequently consumed in many developed countries may decrease the risk of CD. As this would have important consequences for the health of these individuals with genetic susceptibility, if this hypothesis is validated, practice guidelines should be reevaluated.

TRADUZIONE

Se questa ipotesi di vitamina D e CD è convalidata, ha profonde implicazioni pratiche. In primo luogo, dovrebbe essere rivalutata la pratica di prescrivere vitamina D orale ai pazienti con CD in base ai bassi livelli di 25(OH)D nel plasma che sono spesso osservati nei pazienti con CD di nuova diagnosi. In secondo luogo, tra coloro che non hanno la CD ma hanno un rischio genetico per essa, la riduzione dell’esposizione alle grandi dosi di vitamina D orale che vengono frequentemente consumate in molti paesi sviluppati può ridurre il rischio di CD. Poiché ciò avrebbe conseguenze importanti per la salute di questi individui con suscettibilità genetica, se questa ipotesi viene convalidata, le linee guida pratiche dovrebbero essere rivalutate.

DEFICIENTI!
SVEGLIAAAAAAA!!!!!!
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Il mio libro è un vero salvavita e lo potete acquistare sul mio shopping qui:

VITAMINA D (T.R.U. Edizioni)

Buona giornata a tutti.
Angelo Rossiello.

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