Un interessante studio pilota per valutare l’effetto della somministrazione prolungata di alte dosi giornaliere di vitamina D sul decorso clinico della vitiligine e psoriasi.

Scritto da Angelo

Categorie: Pillole | Salute

13 Novembre 2014

Traduzione ed adattamento: Angelo

vitiligine

Le malattie autoimmuni sono state associate alla carenza di vitamina D e la resistenza a polimorfismi genetici legati al metabolismo della vitamina D. Questo è descritto frequentemente nei pazienti affetti. Alte dosi di vitamina D3 potrebbero in teoria compensare questa la resistenza ereditaria. Questo studio pilota che vi presentiamo si proponeva di valutare l’efficacia e la sicurezza di somministrazione di alte dosi prolungate di vitamina D3 nel trattamento di pazienti affetti da psoriasi e vitiligine. Nove pazienti con psoriasi e 16 pazienti con vitiligine hanno ricevuto vitamina D3 nella misura di 35.000 UI/die per sei mesi in associazione con una dieta a basso contenuto di calcio (evitando i latticini e alimenti arricchiti di calcio, come avena, riso o “latte” di soia). I pazienti hanno bevuto minimo 2.5 L d’acqua al giorno. Tutti i pazienti affetti da psoriasi sono stati valutati in base a “Psoriasis Area and Severity Index” (PASI) al basale e dopo il trattamento. La valutazione della risposta clinica di pazienti con vitiligine ha necessitato di una scala di classificazione (quartile). Tutti i pazienti hanno presentato, al basale, bassi livelli di vitamina D (siero 25(OH)D3<=30 ng/mL). Dopo il trattamento i livelli di 25(OH)D3 sono significativamente aumentati (oltre 100 ng/mL) e i livelli di PTH (Paratormone) sono notevolmente diminuiti (da 57.8 ± 16.7 a 28.9 ± 8.2 pg/mL e da 55.3 ± 25.0 a 25.4 ± 10.7 pg/mL) rispettivamente nei pazienti con psoriasi e vitiligine, (il PHT e le concentrazioni di 25(OH)D3 normalmente sono inversamente correlate). Il punteggio PASI è significativamente migliorato in tutti e nove i pazienti con psoriasi. Quattordici dei 16 pazienti con vitiligine aveva un 25-75% di ripigmentazione. L’urea sierica, la creatinina ed il calcio (totale e ionizzato) non sono cambiati e l’escrezione urinaria di calcio è aumentato ma tenendosi nel range di normalità.

I ricercatori (ndr. tra cui il noto dr. Cicero Coimbra) hanno così concluso: “Alte dosi di vitamina D3 terapia possono essere efficace e sicuro per i pazienti vitiligine e psoriasi”.

Riferimento:
Dermatoendocrinol 2013 Jan;5(1):222-34
A pilot study assessing the effect of prolonged administration of high daily doses of vitamin D on the clinical course of vitiligo and psoriasis.
Danilo C Finamor, Rita Sinigaglia-Coimbra, Luiz C M Neves, Marcia Gutierrez, Jeferson J Silva, Lucas D Torres, Fernanda Surano, Domingos J Neto, Neil F Novo, Yara Juliano, Antonio C Lopes, Cicero Galli Coimbra
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