Una dieta vegetariana abbassa i livelli del colesterolo “buono” HDL e potrebbe aumentare la possibilità di contrarre la Sindrome Metabolica

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Pillole | Salute

1 Aprile 2016

Adattamento: Angelo

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Bassi livelli di lipoproteine ​​ad alta densità (HDL) sono considerati un fattore di rischio importante per le malattie cardiovascolari e costituiscono uno dei criteri per la verifica della Sindrome Metabolica (SM).

Interventi sullo stile di vita che promuovono diete a basso contenuto di grassi ed alti in vegetali sembrano ridurre il rischio cardiovascolare, ma, paradossalmente, anche i livelli di HDL. Questo studio ha voluto esaminare i cambiamenti di alcuni fattori che determinano il rischio della sindrome metabolica, in particolare l’HDL, in un’ampia coorte di partecipanti con un intervento sullo stile di vita di 30 giorni che ha promosso uno dieta a basso contenuto di grassi, a base vegetali1.
I partecipanti (n = 5046; età = 57,3 ± 12,9 anni; 33,5% uomini, 66,5% donne) sono stati valutati al basale e dopo 30 giorni per i cambiamenti nell’indice di massa corporea (BMI), la pressione sanguigna (BP), il profilo lipidico e la glicemia a digiuno (FPG).

Risultati

  • i livelli di HDL sono diminuiti del 8,7% (p <0.001)
  • riduzioni significative (p <0.001) in BMI (-3,2%), pressione sistolica (-5,2%), pressione diastolica (-5,2%), trigliceridi (TG; -7,7% ), glicemia a digiuno (-6,3%), LDL (-13,0%), colesterolo totale (TC, -11,1%),
  • rapporto TC: HDL (-3,2%), e rapporto LDL: HDL (-5,3%).
  • Mentre 323 partecipanti classificati come aventi sindrome metabolica all’inizio dello programma non l’avevano più dopo 30 giorni, ben, 112 partecipanti l’hanno acquisita a seguito della riduzione dei loro livelli di HDL.

Conclusioni

Quando ci si sposta verso una dieta a basso contenuto di grassi, e base vegetale, i livelli di HDL diminuiscono mentre gli altri indicatori di rischio cardiovascolare migliorano. Questa osservazione solleva interrogativi circa l’utilizzo delle HDL come predittore di rischio cardiovascolare nella popolazioni che non consumano una tipica dieta occidentale. L’HDL è parte importante per la definizione dei fattori di rischio che costituiscono la sindrome metabolica, classificando gli individui con sindrome metabolica potrebbe non essere appropriato nella pratica clinica o di ricerca in sede di applicazione degli interventi relativi allo stile di vita che promuovono un modello alimentare a base vegetale.

Come si evince da questo articolo è davvero complicato definire con esattezza i parametri per diagnosticare la sindrome metabolica. E’ talmente radicato nella testa dei ricercatori che una dieta vegetariana possa essere salubre che nelle conclusioni, come al solito, sono estremamente prudenti.

Riferimento:
Nutrition & Metabolism 2013 10:58 DOI: 10.1186/1743-7075-10-58
The effect of a low-fat, plant-based lifestyle intervention (CHIP) on serum HDL levels and the implications for metabolic syndrome status – a cohort study
Lillian KentEmail author, Darren Morton, Paul Rankin, Ewan Ward, Ross Grant, John Gobble and Hans Diehl
Link: qui

Vegetariano? Non ci penso proprio!

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