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Un nuovo parametro per valutare la performance degli sportivi: la respirazione mitocondriale!

Un nuovo parametro per valutare la performance degli sportivi: la respirazione mitocondriale!

1 Aprile 2018respirazione mitocondriale888Visualizzazioni

Quando vai dal trainer per una valutazione (uno serio), questo ti fa alcuni test e ti consiglia alcune analisi ematochimiche. Però a mio parere la vera performance si trova nella “respirazione mitocondriale” ed il suo corretto funzionamento.

di Angelo

Tutti noi abbiamo giorni in cui esprimiamo il massimo potenziale ed altri in cui siamo più fiacchi. Tutto questo non dipende solo da quello che abbiamo mangiato o bevuto, ma da una miriade infinita di fattori che però, tutti insieme, influenzano, positivamente o negativamente, soprattutto i nostri preziosi mitocondri.

Prendiamo ad esempio il ciclismo.

Nel passato si pensava che un campione dovesse avere una capacità polmonare copiosa. Ma questo, col tempo, si rivelò essere solo un “vantaggio”.
Poi si scoprì il ruolo dell’ossigeno ed il suo trasporto. Allora chi aveva un “sangue” più ricco di emoglobina, aveva un vantaggio. E questo è sicuramente vero!
Poi allenamenti mirati allo sviluppo di alcune caratteristiche relative alla forza muscolare (resistenza). Ecc…

Ma la nuova frontiera è rappresentata dai corpuscoli “estranei” presenti nelle nostre cellule: i mitocondri.

Potenziarli, attivarli… Rappresenta una nuova sfida, non solo sportiva ma, in generale, per la salute e la cura di malattie croniche. Infatti sempre più prove portano a pensare che tutte le malattie croniche possano avere origine da disfunzioni mitocondriali dovute a una serie interminabili di mismatch evolutivi. Ovvero il nostro distacco dalla Natura e le sue regole, verso una tecnologia ed abitudini di vita sempre più aliene alla nostra genetica, ancorata a quella dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori.

Vediamo la cosa più nel dettaglio!

Molti processi fisiologici sono regolati con una periodicità di 24 ore per anticipare i cambiamenti ambientali dal giorno alla notte e viceversa. Questi periodi di 24 ore, comunemente definiti ritmi circadiani, controllano tra l’altro il ciclo sonno-veglia, l’attività locomotoria e la preparazione per la disponibilità di cibo durante la fase attiva (giorno per gli esseri umani, notte per gli animali notturni). Disturbare ritmi circadiani a livello di organi o di tutto il corpo da jetlag, far tardi la sera per questioni sociali o lavorare su turni, aumenta il rischio di sviluppare malattie metaboliche croniche come il diabete mellito di tipo 2. La base molecolare di questo rischio è un argomento di crescente interesse. I mitocondri sono organelli essenziali che producono la maggior parte dell’energia negli eucarioti convertendo lipidi e carboidrati in ATP attraverso la fosforilazione ossidativa.

Per adattarsi all’ambiente in continua evoluzione, i mitocondri sono altamente dinamici nelle forme e nelle funzioni. Una perdita di questa flessibilità è legata alle malattie metaboliche. È interessante notare che recenti studi hanno indicato che i cambiamenti nella morfologia mitocondriale (cioè fusione e fissione) e la generazione di nuovi mitocondri dipendono da un orologio circadiano vitale. Inoltre, i processi di fissione e fusione mostrano cambiamenti diurni che sono allineati al ciclo luce/buio. Oltre ai cambiamenti morfologici, anche la respirazione mitocondriale mostra cambiamenti diurni. Disturbare l’orologio molecolare nei modelli animali conduce ad una ritmicità mitocondriale sballata ed ad una respirazione alterata. 

Tra le altre cose, mitocondri ben funzionanti utilizzeranno più grassi come substrato energetico, risparmiando preziosi carboidrati per le fasi di gara più intense.

Per ulteriori notizie seguite il blog utilizzando il motore di ricerca interno.

Per entrare più in dettaglio:

PALEOMEETING 14-15 aprile Rimini.

www.paleomeeting.it

RIFERIMENTO:
J Mol Endocrinol. 2018 Jan 29. pii: JME-17-0196. doi: 10.1530/JME-17-0196
Circadian rhythms in mitochondrial respiration.
de Goede P, et al.
Link: qui

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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