REPLICA AL DOTTOR FABIO FRANCHI DA PARTE DI ALESSIO ANGELERI

PREMESSA DI ANGELO ROSSIELLO:

Permetto al mio amico Alessio di occuparsi anche di queste faccende di attualità ma che non portano alcun beneficio economico alle aziende che gestisco e delle quali Alessio è collaboratore, perchè questo è esattamente lo spirito che pervade e ha pervaso questo blog dalla sua nascita: la ricerca spasmodica della “verità”… Verità che non abbiamo mai preteso di possedere…

E’ importante continuare con questo spirito ed afflato… Non dobbiamo mai perdere le forti motivazioni che ci hanno portato dove siamo ora.

FINE PREMESSA

Il dottor Fabio Franchi ha deciso di scrivere una replica alla mia intervista con il dottor Mark Bailey:

ALESSIO INTERVISTA MARK BAILEY: LE FANTASIE DELLA TEORIA DEI GERMI

Ecco il link alla replica del dottor Franchi:

https://drive.proton.me/urls/NHP1KNS7H4#kHaAaj5WCpzu

A quest’altro link potete ascoltare il primo dibattito tra i due:

https://t.me/evolutamente/22248

Vediamo di replicare a nostra volta, estrapolando i punti salienti:

  • “L’ing Alessio Angeleri si inserisce nel dibattito sulla “teoria dei germi” e pensa di poter dare il giudizio definitivo, dopo aver intervistato il dott Mark Bailey.”

Nessuno vuole dare un giudizio definitivo, ma solo mettere in discussione i dogmi e chiedere prove scientifiche a supporto delle ipotesi che vengono presentate. L’onere della prova è ovviamente a carico di chi propone l’ipotesi. Se io propongo che gli unicorni esistono, l’onere della prova spetta a me e non a chi deve dimostrare che non esistono.

  • “Il riferimento è a quanto sostenuto da un medico italiano che ha lavorato per tanti anni in un reparto infettivi e che pensa di poter parlare in base alla sua esperienza aneddotica senza portare alcuna prova”. Chi sarà mai?”

“Non credo sia il mio caso, visto che riporto la mia discreta esperienza – di decenni – da un osservatorio privilegiato. E sono un osservatore qualificato.”

Ha detto bene: OSSERVATORE!!! Osservazionealtrimenti gli studi osservazionali sarebbero il golden standard della ricerca scientifica, invece di essere giustamente relegati a tools per generare ipotesi.

  • “A questa piccola difficoltà se ne aggiunge un’altra: essendo i germi in questione ubiquitari e spesso presenti nell’ambiente e sulle mucose respiratorie di soggetti a cui non danno alcun fastidio, come si farebbe a distinguere e separare i due gruppi? Uno può essere portatore sano oggi e non esserlo domani (e viceversa). “

A questo punto ecco il triplo salto carpiato che stupra brutalmente la logica, violando il principio di causalità, ossia un vilipendio del metodo scientifico:

Il fatto che i batteri siano ampiamente presenti e ubiquitari, e anche gli individui “sani” ne siano pieni, falsifica l’ipotesi in partenza, violando il primo postulato di Koch: Il microrganismo deve essere presente in abbondanza in tutti i soggetti malati, ma non deve essere presente nei soggetti sani.

Per cui, invece di pensare che l’ipotesi sia falsa, si crea un’alternativa non falsificabile, ossia il concetto di “portatore sano”.

Allora, con un ulteriore salto mortale, si dice che in particolari condizioni i batteri si trasformino da dottor Jekyll a Mr. Hyde e comincino a creare danni facendo ammalare la malcapitata vittima. Peccato che il dottore non sia stato in grado di proporre un meccanismo a riguardo. 

  • “Dice Bailey: “vi sono malattie senza batteri e batteri senza malattia”. È un’ovvietà già troppo discussa. È risaputo. Fa parte della teoria che si ostinano a contrastare, pur essendo uguale alla loro in questo aspetto.”

Dopo l’ipotesi non scientifica dei “portatori sani”, l’altra condizione è ancora più sconcertante: presunte malattie di origine batterica che non mostrano la presenza dei fantomatici batteri che sono accusati di causare la malattia. È la falsificazione TOTALE dell’ipotesi dei germi (si IPOTESI, in quanto non è definibile come TEORIA).

  • “Tocca sentire ancora lo stanco ritornello: “correlazione non significa causa”.”

Peccato che il metodo scientifico e la logica di base richiedano requisiti imprescindibili che il dottore non riesce a soddisfare.

  • “È come minimo un forte indizio, da considerare seriamente, specie se non vi siano altre spiegazioni, specie se ripetuto innumerevoli volte. “

Infatti, qui ammette che ha solamente indizi; un indizio non è una prova-validazione di un’ipotesi e anche se non si trovassero spiegazioni migliori non significa che l’ipotesi sia corretta. Inoltre, di spiegazioni plausibili ce ne sono a bizzeffe, ma il dottore non le vuole proprio considerare”.

  • “Vero, però in pratica la spiegazione alternativa è ineludibile, specie per il medico.”

Bene, allora perché non è riuscito a proporre un meccanismo secondo il quale i batteri si possano trasformare da commensali simbiotici a pericolosi killer?

  • “ll medico deve operare una scelta, non può restare con le mani in mano in dolce attesa: c’è un intervento migliore o no?”

Nessuno ha detto che non si debba mai intervenire, qui si sta discutendo meramente sulle basi logico-scientifiche alla base dell’ipotesi dei germi. Gli interventi dipendono sempre dal rapporto rischi-benefici.

  • “Dicono che il carico della prova sta nei proponenti la teoria. Sono evidentemente inconsapevoli di aver proposto ipotesi alternative: una imprecisata e sempreverde intossicazione, i tessuti morti (quali?) su cui proliferano i germi con il compito di spazzini o vigili del fuoco, la cattiva alimentazione, gli inquinanti e così via. Ma loro si sentono esentati dal fornire non dico delle dimostrazioni adeguate, ma pure un qualsiasi straccio di dimostrazione. “

Nessuno ha detto di avere la verità in tasca, anzi! Il fatto che non ci siano prove finali delle spiegazioni alternative non rende però necessariamente vera quella corrente. Inoltre, il solo fatto che esistano altre spiegazioni plausibili e logiche dovrebbe far riflettere seriamente.

  • “In più giungono a colpevolizzare il malato: “se stai male è per colpa tua”, razzi tuoi!”

Nessuno ha mai detto “cavoli tuoi”.…e la conclusione che non si debbano aiutare le persone è puro frutto della sua fantasia…anche se…sicuramente, molti si ammalano per propria colpa; non a caso la maggior parte delle “vittime” della fantomatica malattia protagonista degli ultimi anni è caratterizzata da persone obese e/o altamente infiammate…se uno è affetto da sindrome metabolica, diabete di tipo 2, obeso e infiammato è colpa di un presunto patogeno, della genetica maligna, della sfortuna o dell’alimentazione e dello stile di vita alieno alla fisiologia umana?

Su “MITOCHONDRIAL TRAINING” viene spiegato perfettamente perché le disfunzioni mitocondriali (guarda a caso, molto probabilmente, i mitocondri sono proprio organelli di origine batterica!) sono il denominatore comune delle malattie “infiammatorie” e delle presunte “infezioni” “batteriche” e “virali”.

https://shop.evolutamente.it/prodotto/mitochondrial-training-allenamento-mitocondriale/

  • “Gli antibiotici hanno effetto come anti infiammatori.” Come mai non lo hanno quando non sono mirati secondo antibiogramma? Come mai le meningiti non vengono risolte all’inizio quando si usano solo antinfiammatori? Fosse quello il loro effetto più importante, non ci sarebbe alcuna differenza nell’usarne uno o l’altro, funzionerebbero tutti indistintamente. Inoltre le resistenze batteriche multiple non costituirebbero un problema per la medesima ragione.”

Molecole diverse hanno effetti diversi, spengono pathways biochimici diversi (regolazione delle numerose citochine, ecc.); non a caso esistono bizzeffe di antinfiammatori, come mai? Secondo il suo ragionamento, allora, dovrebbe esistere solamente un ristretto numero di molecole “tuttofare”.

Come mai negli esseri viventi esiste una pletora di molecole che inducono migliaia e migliaia di pathways metabolici diversi?

In ogni caso, ancora una volta, occorre avere in mano studi scientifici affidabili e opportunamente controllati.

Gli effetti indotti dalle varie molecole dovrebbero essere proprio l’ABC della medicina…

Le meningiti non vengono risolte immediatamente forse proprio perché il corpo ha bisogno di tempo per “guarire” e auto-rigenerarsi; non a caso il famoso detto: “con gli antibiotici è guarito in una settimana e senza in sette giorni…”.

Il metodo scientifico richiede di isolare e lavorare su UNA VARIABILE alla volta!!

Purtroppo, finché non ci sono solidi RCT, sono solo speculazioni non scientifiche basate su condizionamenti personali.

Infatti, in alcuni casi, quando vengono effettuati trial randomizzati controllati, la famosa efficacia delle molecole “miracolose” comincia a vacillare1,2.

Ma facciamo gli avvocati del diavolo, ammettiamo che in alcuni casi possano essere interessanti grazie alle proprietà antinfiammatorie3,4,5 o per altri meccanismi più o meno conosciuti o proposti.

L’infiammazione è un processo fondamentale del corpo, per rigenerare i tessuti, rimuovere scarti e tossine, ecc. Deve avere una fase di innesco, un picco e una risoluzione.

Nella nostra società malata, purtroppo, l’infiammazione si cronicizza, rendendo le persone fragili e incapaci di gestire eventi acuti (vedi obesi e infiammati). Quindi, ci può stare che alcuni metaboliti batterici, in quanto sostanze di scarto, possano alimentare il loop infiammatorio, esacerbando la sintomatologia e in alcuni casi intossicando l’organismo6.

Se vogliamo fare ulteriormente gli avvocati del diavolo, possiamo ipotizzare che gli antibiotici, in alcuni casi, possano “funzionare” nella soppressione del sintomo proprio perché uccidono i batteri. Ma anche questa non è una prova che supporta l’ipotesi che essi siano la causa scatenante. Infatti, è possibile che la riduzione dell’infiammazione esacerbata dai metaboliti batterici, dia “respiro” al corpo mentre attua i processi di guarigione e rigenerazione.

Non è scientifico asserire che la presenza dei batteri sia condizione necessaria e sufficiente per definire la causa della malattia.

A tal proposito, calza a pennello l’esempio di Daniel Roytas di Humanley:

“Nel corpo umano, il ruolo dei batteri è quello di decomporre i tessuti morti e morenti. Il loro compito è quello di fare pulizia. Se il tessuto che stanno decomponendo è tossico, anche i loro prodotti metabolici di scarto saranno tossici.

Pensate ai batteri come a una squadra di smaltimento e pulizia dei rifiuti. Immaginate un camion che trasporta rifiuti innocui che si ribalta in autostrada. La squadra arriva per ripulire la zona, mettendo i detriti nei sacchi (rifiuti metabolici). Quando le persone entrano in contatto con i sacchi, non accade nulla.

Una settimana dopo, un altro camion si rovescia mentre trasporta barili di sostanze tossiche contenenti prodotti petrolchimici e metalli pesanti. Ancora una volta, la squadra di pulizia arriva e mette i detriti nei sacchi. Quando alcuni cittadini vi entrano in contatto, si ammalano.

Nessuno incolpa la squadra di pulizia come causa del problema. Erano semplicemente lì a svolgere il proprio lavoro. È esattamente la stessa cosa per i batteri. Non sono la causa del problema, ma la conseguenza o la risposta al problema.”

Allora il dottore dice: “come mai la malattia sparisce solo quando spariscono i batteri?”

Ecco un’altra spiegazione alternativa alla sua: “Gli antibiotici abbassano l’infiammazione e la portano a livelli non pericolosi o letali, mentre il corpo si auto-ripara dopo alcuni giorni e i batteri se ne vanno perché non hanno più cibo con cui banchettare”.

Ovviamente è tutto da dimostrare, ma è più che sufficiente a mettere in luce che esistono spiegazioni alternative convincenti e che per dimostrare la correttezza di uno dei tanti meccanismi proposti occorre seguire il metodo scientifico e non basarsi su mere osservazioni, speculazioni e condizionamenti personali.

Ora, al dottore piace la meningite perché si sente particolarmente esperto sul tema, ma ricordiamo i moltissimi casi di “infezioni recidive”; dopo un po’ i batteri tornano numerosi sul presunto “luogo del delitto”, non perché siano delinquenti cattivi o chimere mutate e “resistenti” …la spiegazione più logica, plausibile e pacifica è che il “terreno” offra loro un bel po’ di cibo (degradazione cellulare, tossine, ecc…).

Ricordiamo che le famose “infezioni virali”, sono spesso trattate parallelamente con antibiotici per evitare “infezioni batteriche opportunistiche” …altra correlazione: materiale genetico prodotto dalla degradazione cellulare, effetto citopatico (vedere esperimento di controllo di Stefan Lanka) associato al “rave party” batterico.

  • “Gli antibiotici non garantiscono l’immortalità. Ma che “non abbiano mai fatto niente” è affermazione solo sua. “

Nessuno ha mai detto che non abbiano mai fatto niente! Il dottor Bailey in realtà precisa che gli antibiotici possono “funzionare” nel miglioramento dei sintomi (infiammazione) in alcuni casi per il loro effetto antinfiammatorio.

Infine, parte la speculazione sulla meningite di Bailey quando era ragazzo…ma che ne sa cosa è successo a Bailey 40 anni fa dall’altra parte del mondo? Questa digressione è totalmente inutile e improduttiva ai fini del dibattito scientifico.

  • “Accusano me, erroneamente, di usare discorsi circolari, non avvedendosi che sono proprio loro a farli.”

A questo punto, pare non essersi accorto dell’analogia con la virologia che lui stesso, coraggiosamente, mette in discussione da anni:

VIROLOGO: “I virus hanno causato la malattia perché dando gli antivirali il paziente è guarito”!

FRANCHI: “I batteri hanno causato la malattia perché dando gli antibiotici il paziente è guarito”.

Come mai le critiche valgono solo per la virologia?

Per concludere, il dottor Franchi non ha portato nessuna prova scientifica a supporto delle sue ipotesi e osservazioni.

Detto questo, nessuno vuole sminuire il suo valore, il suo lavoro e la sua carriera, e gli interventi che ha svolto durante la sua pratica medica.

Questo voleva solamente essere un dibattito scientifico costruttivo riguardante la teoria (meglio dire ipotesi) dei germi.

In ogni caso è doveroso specificare e ribadire che indipendentemente da quali possano essere i meccanismi di base, non abbiamo alcuna intenzione e non è nostra competenza criticare o disincentivare alcun intervento medico, che OVVIAMENTE è di competenza del personale addetto.

Lo scopo dei dibattiti è solamente quello di porre domande costruttive.

Per approfondimenti sulla “teoria del contagio”, rimandiamo al testo “ELETTROMAGNETISMO: LE BASI DELLA VITA”.

https://shop.evolutamente.it/prodotto/elettromagnetismo-le-basi-della-vita/

Alessio Angeleri 

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