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Recensione: “Primal endurance”. Mark Sisson.

Recensione: “Primal endurance”. Mark Sisson.

13 giugno 2018Brad KearnsMark Sissonprimal endurance256Visualizzazioni

Pubblicato un paio di anni or sono, “primal endurance” non ha avuto grande seguito nel mondo e comunità “paleo” ancestrale. Primal Endurance. Mark Sisson e Brad Kearns

di Angelo

Sono grande appassionato di sport di endurance, praticando multidisciplina duathlon e triathlon e dieta secondo natura da 20 anni, ho scoperto stranamente questo libro solo quest’anno.

Un libro che propone un compromesso (forse ideale) tra endurance e salute SENZA RINNEGARE LA NOSTRA BIOCHIMICA.

Ormai in alcuni ambienti, purtroppo anche medici, va di moda questa mania della chetogenica/low carb cronica abbinata allo sport di endurance. Promettono grandi risultati… Ma la realtà è ben diversa. La biochimica non si può aggirare.

Le diete low carb per sport di endurance: altra bufala mediatica o totale ignoranza! (Parte Prima).

Sisson, coadiuvato da un suo allievo, ex campione di trialthlon, propone in questo libro un metodo interessante ispirato ai lavori del grande Phil Maffettone. Un clinico (ma anche atleta che prima di parlare ha applicato su se stesso) che conosce bene la biochimica umana.

In estrema sintesi il duo Sisson Kearns, propone un programma di lavoro diviso in 3 fasi annuali.

La prima di almeno 3 mesi di “potenza” aerobica. Uscite in bici, nuoto, corsa, sci di fondo… Tutte a ritmi molto blandi da abbinare ad una dieta low carb. Solo così si può tollerare una dieta così scarsa in carboidrati potenziando mitocondri ed educando il fisico ad attingere carburante dal meccanismo lipidico.

In questo modo si impara a risparmiare i carburante a più ottani, ma anche tossico per i mitocondri: i carboidrati.

Secondo Sisson solo così ci si può trasformare e diventare macchine brucia-grassi ed atleti di livello superiore (rispetto al basale).

Poi una fase di palestra con sedute brevi ed intense con poche ripetute e lunghi recuperi (meccanismo anaerobico), oltre a sedute di sprint massimali molto brevi. In questa fase si possono e si devono aumentare i carboidrati.

In una terza fase (gare) si alternano settimane (2-3) di allenamenti e gare più o meno secondo schemi classici dello sport di endurance, alternate da altrettante settimane di allenamenti “aerobici” come nella prima fase.

Nelle settimane “agonistiche” i carboidrati vanno aumentati ulteriormente. Nelle fasi aerobiche di nuovo fortemente limitati.

Questi recuperi ciclici aerobici servono per recupero generale, per rigenerare i mitocondri ed altri fattori psicologici.

L’obiettivo del metodo è mantenere la salute ottimale e mai diventare schiavi dei carboidrati. Dipendenti dai carboidrati come i classici atleti di endurance. La dipendenza da carboidrati è il primo passo per rovinare la salute ed entrare in overtraining.

Un libro che consiglio vivamente anche se l’applicazione di questa metodologia richiede estrema applicazione ed abnegazione. In una parola DISCIPLINA. Allenamenti in solitaria… Ecc…

Basta uno sbaglio, un allenamento fuori dalle righe, per rischiare di rovinare tutto.

Ma tutto deve essere ISTINTIVO. Infatti si danno delle indicazioni ma mai schemi. I classici schemi sono nati per fallire. Bisogna seguire istinto e sensazioni. Insomma, come in tutte le cose, dobbiamo diventare indipendenti.

In conclusione, un ex atleta come Sisson, come spesso accade, si rivela conoscitore della biochimica umana, molto più preparato di medici ed altri PT improvvisati.

 

 

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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