I racconti dei cacciatori-raccoglitori ci trasmettono principi di cooperazione ed uguaglianza.

Scritto da Angelo

Categorie: Salute

20 Dicembre 2017

La narrazione di storie è attività insita nell’animo umano: dal radunarsi attorno al fuoco dove si raccontano aneddoti degli antenati, fino a guardare l’ultimo serial televisivo: gli umani sono produttori incalliti e consumatori di storie.

Di Angelo

Nonostante la sua ubiquità, poca attenzione è stata data alla comprensione della funzione e dell’evoluzione dello storytelling (il racconto di storie). In questo fantastico lavoro che provo a riassumere per i lettori del blog, si esplora l’impatto della narrazione sul comportamento cooperativo ed egualitario dei cacciatori-raccoglitori e i benefici di “fitness” a livello individuale come abili narratori.

Le storie raccontate dagli Agta, una popolazione di cacciatori-raccoglitori filippini, trasmettono messaggi importanti di cooperazione ed uguaglianza. Queste regolano il comportamento in un’ecologia razziale; la cooperazione ed uguaglianza, anche dei sessi. Questi temi sono presenti anche nelle narrative di altre società di cacciatori. La presenza di bravi narratori è associata a una maggiore cooperazione. Inoltre, esperti narratori sono partner sociali preferiti ed hanno un maggiore successo riproduttivo, il che fornisce un percorso attraverso il quale i comportamenti benefici del gruppo, come la narrazione, possono evolversi attraverso la selezione a livello individuale. Una delle funzioni adattive dello storytelling tra i raccoglitori di cacciatori potrebbe essere quella di organizzare la cooperazione.

La disuguaglianze tra gli uomini sono partite con l’introduzione dell’agricoltura.

Riassumendo:

  • le storie degli Agta trasmettono messaggi di cooperazione, uguaglianza di genere ed egualitarismo sociale;
  • anche le storie di altre società di cacciatori-raccoglitori sembrano progettate per coordinare il comportamento sociale e promuovere la cooperazione;
  • le persone provenienti da campi con una percentuale maggiore di narratori qualificati sono più collaborativi;
  • abili narratori sono partner sociali preferiti e con maggiori probabilità di essere cooperativi e
  • gli abili narratori possiedono un maggiore successo riproduttivo.

Notevole notare tristemente questo:

  • Gli umani hanno sviluppato la capacità cognitiva di creare e credere nelle storie. Si ipotizza che queste caratteristiche si siano evolute nelle società di cacciatori-raccoglitori come precursori di forme più elaborate di narrativa, come ad esempio quella moralistica delle Religioni. Nelle società di cacciatori-raccoglitori, che sono altamente ugualitari e cooperative, ma la religione organizzata e gli dei moraleggianti sono comunemente assenti, lo storytelling sembra promuovere la cooperazione, diffondere norme cooperative e rappresentare la punizione per coloro che infrangono le regole.
  • le storie raccontate dai cacciatori-raccoglitori sembrano differire in modo drammatico da quelle delle popolazioni agricole. Per esempio, tra i Bantu nell’Africa meridionale la maggior parte delle storie riguarda il mantenimento dello status quo per preservare l’autorità del leader, che è esattamente l’opposto delle storie di cacciatori-raccoglitori che tendono ad esaltare le virtù dell’egualitarismo e dell’uguaglianza. Sostenendo ulteriormente queste differenze, nei cacciatori-raccoglitori che affrontano un aumento degli insediamenti e dell’agricoltura, i rituali si sono spostati verso pratiche che facilitavano la gerarchia e l’ineguaglianza sessuale.

Vi consiglio di leggere tutto l’articolo per chi padroneggia la lingua inglese.

RIFERIMENTO:
Nature Communications
Cooperation and the evolution of hunter-gatherer storytelling
Autori Vari
Link: full text

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