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Proteine in polvere?

Proteine in polvere?

Prendete qualsiasi rivista bodybuilding e troverete pagine e pagine di annunci pubblicitari di polveri proteiche.

Traduzione: Angelo

Una dose di proteine in polvere

I negozi di alimenti per la salute sono pieni di i contenitori di queste polveri. Ormai i supermercati dispongono di un intero corridoio di polveri proteiche di vari tipi: soia, canapa, siero di latte e alcuni nuovi arrivati, come la proteina del pisello e del riso.

Le proteine in polvere sono proposte ai bodybuilder, agli atleti seri, agli appassionati di fitness e persino la gente comune! Gli esperti di marketing dicono che abbiano bisogno di più proteine ​​di quante non si possano ottenere dalla dieta ordinaria. Su Internet si legge in innumerevoli siti web che queste polveri possono conferire benefici per la salute a tutti e senza effetti collaterali. A volte qualcuno dice che possano causare disagi e meteorismo; o che l’uso eccessivo possa provocare calcoli renali o la gotta. Ma nel complesso, numerosi guru della forma fisica le promuovono senza paura come un modo per costruire forza e resistenza ottimale, costruire massa muscolare ed ottenere una buona salute.

Una quota di proteine adeguate è importante per tutti

Soprattutto per coloro che si esercitano rigorosamente e costantemente. Le proteine verranno utilizzate per la costruzione e la riparazione di muscoli, tessuti, globuli rossi, capelli, unghie e per la sintesi degli ormoni. Le proteine sono necessarie per ridurre il rischio di anemia da carenza di ferro e per promuovere la guarigione da malattie.

La questione è: ma gli atleti e gli altri li assorbono questi prodotti proteici in bevande, brick e barrette?

Forse le abitudini dei popoli sani tradizionali potranno darci un’idea.

Popoli tradizionali, cosiddette culture paleolitiche, vissero mangiando animali terrestri e di mare. Preferivano le carni e il grasso degli organi di questi animali, evitando sempre la carne magra. Per l’aborigeno australiano, un canguro magro o un pesce catturato quando ha un basso contenuto di grassi, è considerato spazzatura e rapidamente scartato (1). L’esploratore Vilhjalmur Stefansson, che ha vissuto tra gli Inuit e gli indiani del Canada, osservò che gli indiani evitavano assiduamente la carne magra: “I gruppi che dipendono dagli animali grassi sono i più fortunati, nel modo di caccia della vita, perché non soffrono mai di fame” scrisse.

L’esperimento di Vilhjalmur Stefansson: solo carne ed acqua per un anno…

Questo problema è peggiore, per quanto riguarda l’America del Nord, tra quegli indiani forestali che a volte dipendono dai conigli, l’animale più magro del Nord e che sviluppano un’estrema fame di grasso conosciuta come rabbit starvation. I mangiatori di coniglio, se non hanno grasso da castori, alci, pesci, svilupperanno diarrea in circa una settimana, con mal di testa, apatia e disagi al nervo vago. Se la gente mangia sempre coniglio, ne possono mangiare fino a crepare; ma non importa quanto ne mangino, si sentono insoddisfatti. Alcuni credono che si possa morire mangiando continuamente carne senza grassi e null’altro, ma questa è una credenza su cui non sono state raccolte prove sufficienti. Al Nord morti di rabbit starvation o di mangiare altre carni magre, sono rari; perché ormai è noto che possano causare gravi problemi e, quindi vengono presi tutti i possibili passi preventivi“. (2)

Ricordiamo che il dottor Price ha descritto queste persone come esemplari muscolosi e magri, esattamente modelli come quelli che l’atleta moderno sta cercando di raggiungere.

Sapevano che una dieta a base di carne magra li avrebbe resi molto ammalati fino a rischiare la morte. Qual è la spiegazione scientifica di questo pericolo?

6 medici testimoniano la degenerazione fisica della razza umana causata dall’alimentazione moderna.

PROTEINE IN POLVERE E VITAMINA A

Non abbiamo bisogno di guardare oltre l’articolo di Chris Masterjohn, “Vitamina A, Nutriente del bodybuilding dimenticato” (Wise Traditions, Autunno 2004). Come spiega Masterjohn, “l’utilizzo delle proteine richiede la vitamina A. Diversi studi sugli animali hanno dimostrato che le riserve epatiche di vitamina A sono esaurite da un’elevata assunzione di proteine, mentre la vitamina A aumenta nei tessuti. Una spiegazione per questo è che proteine ​​adeguate sono necessarie per il trasporto di vitamina A. In uno studio, i ricercatori hanno alimentato con vitamina A con tracciante radioattivo, topi su diete a basso contenuto proteico o alto contenuto proteico, utilizzando la quantità di radioattività presente nei gas esalati, nelle urine e nelle feci come misura del metabolismo della vitamina A. Hanno scoperto che la vitamina A è infatti utilizzata ad un tasso più elevato con una dieta ad alte proteine“.

Un derivato della vitamina A potrebbe trattare il diabete di tipo 2 e prevenire le sue complicanze cardiovascolari.

Masterjohn continua, “La vitamina A non è solo si è esaurita per un elevato assorbimento di proteine, ma è necessaria anche per la sintesi di nuove proteine, che è l’obiettivo del bodybuilder. I ratti alimentati a diete deficitali di vitamina A sintetizzano la proteina ad un tasso inferiore rispetto ai ratti alimentati ad una adeguata vitamina A. Le cellule del muscolo scheletrico coltivate aumentano la quantità di proteine ​​per cellula quando sono esposti a vitamina A e D, ma non quando vengono esposti solo alla vitamina D “.

In altre parole, mangiare carne magra o assumere proteine in polvere invia un segnale al fegato: “Mandami anche la vitamina A“! Le proteine consumate in assenza di grasso, con il loro prezioso carico di vitamine liposolubili, compresa la vitamina A, è un efficace modo per esaurire rapidamente la vitamina A dal fegato.

Un derivato della vitamina A potrebbe trattare il diabete di tipo 2 e prevenire le sue complicanze cardiovascolari.

Cosa succede quando il fegato si impoverisce di vitamina A?

La vitamina A è la chiave per quasi tutti i processi del corpo – il direttore d’orchestra, per così dire – non solo per la sintesi proteica, ma anche per la produzione di ormoni (inclusi gli ormoni sessuali come il testosterone e l’ormone tiroideo); la vitamina A è anche la chiave per la funzione del sistema immunitario, fondamentale per una vista sana e l’udito; svolge un ruolo nella salute delle ossa e lavora in tandem con le vitamine D e K2 per tutto, dalla prevenzione delle malattie cardiache alla produzione di sostanze chimiche. Una dieta di carne magra, o quella che incorpora polveri proteiche, è un modo per predisporsi a disturbi ormonali, stanchezza, depressione, problemi ossei, malattie autoimmuni, problemi visivi e uditivi, malattie cardiache e persino cancro.

Nota dell’editore:
Chiaramente un’alimentazione mista con un moderato apporto di polveri proteiche non può e non sarà mai così drammatica. Anche se gli “esperti” di nutrizione evoluzionistica consigliano sempre il “cibo vero“.
Fine nota.

ALTRI PROBLEMI

Oltre a inondare il corpo con proteine, le polveri di proteine ​​presentano altri pericoli. Le proteine della soia sono le più problematiche, ma tutte le polveri proteiche ​​contengono ingredienti che causano potenzialmente danni. La fabbricazione dell’isolato di proteine ​​di soia (SPI) è una procedura complessa e ad alta tecnologia che avviene nelle fabbriche chimiche e non nelle cucine. Il processo di base inizia con un impasto di soia sgrassato, che viene bollito con una soluzione alcalina caustica per rimuovere la fibra, poi lavata in una soluzione acida per far precipitare la proteina. Le proteine ​ ​​vengono poi immerse in un’altra soluzione alcalina e infine essiccate a spruzzo a temperature estremamente elevate.

Integrazione con proteine della soia e del siero del latte: quali risposte ormonali

Le proteine ​​risultanti sono inevitabilmente denaturate, anche se alcune delle proteine ​​molto resistenti, come gli inibitori della proteasi, sopravvivono al trattamento. Queste effettivamente inibiscono la digestione delle proteine – e possono anche inibire la digestione di alcune proteine “buone” ​​che “casualmente” si mangiano. Queste molecole resistenti sono state associate a problemi digestivi, pancreatite e addirittura cancro al pancreas.

La SPI sono purtroppo mescolate a moltissimi prodotti alimentari venduti nei negozi di oggi – non solo polveri, ma barrette energetiche, merendine, hamburger e hot dog – per non parlare di formule di soia (es. latte di soia). Il composto è fatto dal 90 al 92 % di proteine, l’elaborazione rimuove alcuni degli  sapori amari della soia e riduce i livelli di zuccheri complessi che causano la flatulenza. Ma gli studi hanno dimostrato che gli isolati di soia aumentano la richiesta del corpo di vitamine E, K, D e B12. Tra i minerali, il fosforo è scarsamente utilizzato e le carenze di calcio, magnesio, manganese, molibdeno, rame, ferro e particolarmente zinco appaiono negli animali alimentati da SPI come fonte primaria di proteine ​​nelle loro diete. Gli isolati della proteina di soia sono anche più carenti di aminoacidi solforati rispetto ad altri prodotti della proteina della soia. Quello che è aumentato durante la produzione di SPI sono i livelli di tossine e di sostanze cancerogene come le lisinoininaine e le nitrosammine.

La soia è unica tra legumi contenenti livelli molto elevati di isoflavoni

Sono estrogeni a base vegetale e sarebbero concentrati nell’isolato di proteine ​​di soia. Questi possono bloccare il testosterone negli uomini, causando infertilità e persino sviluppo del seno (ginecomastia). Gli isoflavoni sono responsabili anche degli effetti deprivanti della tiroide, non solo in prodotti altamente artificiali come l’isolamento delle proteine ​​di soia, ma anche in quelli più tradizionali come il tofu.

Uso massiccio di latte di soia e rischio di ginecomastia…

La maggior parte degli atleti (ndr. tranne i vegani che hanno carenza di sinapsi) hanno appreso che la soia non è loro amica; infatti i prodotti di soia hanno sicuramente perso i loro appeal. Le esposizioni importanti del latte di soia e della proteina di soia stanno scomparendo dai negozi alimentari e sanitari, sostituiti da cose tipo il latte di mandorla e la polvere di proteine ​​della canapa.

Tuttavia, qualsiasi polvere di proteine ​​vegetale passa attraverso un simile processo produttivo; la separazione dalla fibra avviene bollendo il prodotto in soluzioni alcaline caustiche e poi spruzzando alta temperatura, lasciando le proteine ​​denaturate e forse tossiche.

La proteina di canapa non può contenere un carico di isoflavoni, ma contiene cannabinaoidi, la stessa sostanza trovata nella sua cugina marijuana. Non allo stesso livello, ovviamente; i produttori di proteine ​​di canapa rapidamente sottolineano che la quantità di cannabinoidi nella canapa è solo circa il 5 % di quella della marijuana. Ma quanta polvere di canapa mangiano gli atleti (vegani)? E con questa, quanti alcaloidi problematici concentrati in una polvere di proteine?

La proteina di pisello è l’ultima polvere di legumi sul mercato.

Un produttore descrive l’isolamento delle proteine ​​di piselli come “fatta da piselli di non-OGM di alta qualità, dai processi di isolamento, omogeneizzazione, evaporazione flash, sterilizzazione e essiccazione a spruzzo“. Sembrano proprio ben tre processi ad alta temperatura! I piselli possono essere molto più bassi negli isoflavoni rispetto alle soia, ma contengono ancora molti composti problematici, come l’acido fitico e gli oligosaccaridi difficili da digerire. Questi possono essere parzialmente neutralizzati con un’adeguata abbondante cottura tradizionale – ma non è così che si ottiene l’isolamento proteico di piselli.

LE AMATE WHEY?

La proteina di soia è derivata dal prodotto dei rifiuti dell’industria petrolifera della soia: è il modo per fare profitto dai fanghi ad alto contenuto proteico lasciati dopo la produzione dell’olio di soia. Il siero è il prodotto di scarto dell’industria del formaggio. In passato, prima che Big Ag (la grande industria agroalimentare) arrivasse con la sua folle idea di separare tutte le specie in azienda e di sollevarle in strutture di singola specie. Il siero del formaggio era alimento per suini delle stesse o vicine fattorie. Questo è il sistema ancora in uso in Italia: il siero di produzione del formaggio parmigiano va ai suini delle aziende vicine per produrre delizioso prosciutto. Questo è difficile da fare In USA quando tutti i suini sono in South Carolina e tutte le vacche da latte sono in Wisconsin o in Texas.

Il problema del siero è che si solidifica come il calcestruzzo, quindi non si può buttare nelle fogne. Ma non preoccuparti; l’industria ha capito come trasformare questa sostanza in polvere delicata. In un processo complicato, il siero del latte viene separato dal latte pastorizzato che viene dalla fabbricazione del formaggio e viene messo sotto pressione e forzato attraverso una membrana per separare le proteine ​​dalle molecole più piccole – questo accade almeno due volte: microfiltrazione e poi ultrafiltrazione. Le pressioni utilizzate variano dai 30 ai 100 psi. Questo processo danneggia le proteine ​​del siero di latte? Secondo una fonte Internet, questa pressione, anche se non considerata eccessiva, è sufficiente a modificare la struttura dell’acqua legata all’idrogeno e quindi distruggerebbe anche la struttura proteica (3). Ma solo nel caso in cui la proteina del siero ha una vita dopo la pastorizzazione e il processo di filtrazione, il liquido risultante viene estratto da un ugello a 250 ° C per produrre la polvere. Il risultato è la denaturazione delle proteine ​​e l’ossidazione delle minuscole particelle.

Il siero di latte crudo è una sorgente meravigliosa di glutatione, de-tossificante master del corpo. Ma il glutatione non funziona dopo che è stato riscaldato. Il siero può anche essere polverizzato anche attraverso un processo di liofilizzazione, ma è una procedura costosa e pochi marchi sul mercato oggi li elaborano in questo modo.

In ogni caso il siero è già proveniente dal latte pastorizzato e solo le temperature di pastorizzazione sono sufficienti per denaturare il delicato glutatione.

Nota dell’editore:
Il prof. Cordain al master Paleodiet di Roma disse che le whey possono portare ad insulinoresistenza come tutti i derivati del latte che hanno indice glicemico (basso) disgiunto dall’indice insulinico (altissimo).
Eventualmente potrebbero andar bene nei post workout ma mai cronicamente.
Fine nota.

REQUISITI PROTEICI

Rimane la domanda: coloro che subiscono una formazione vigorosa, o addirittura i sedentari ordinari, hanno bisogno di proteine ​​extra; è difficile soddisfare le nostre esigenze proteiche con una moderna dieta occidentale?

Un elevato apporto di proteine dalla carne, come complemento al latte materno, aumenta la crescita, ma non l’adiposità nei neonati.

I requisiti proteici variano con l’età, il sesso, il peso e il livello di attività fisica. Nei numeri, i requisiti proteici per gli uomini variano da circa 50 a 100 grammi al giorno; per le donne da circa 50 a 75 grammi al giorno. Un uomo di 90 kg impegnato in una formazione fisica vigorosa può richiedere fino a 160 grammi al giorno.

(ultimamente queste quantità sono state riviste verso l’alto).

Un buon modo per misurare l’assunzione di proteine ​​è pensare agli alimenti proteici come blocchi di circa 25 grammi di proteine. Per esempio, i seguenti alimenti forniscono circa 25 grammi di proteine:

• 1 porzione di carne, fegato, pollame o pesce (circa 100 grammi)
• 1 porzione di formaggio (circa 80 grammi)
• 4 uova
• 3 tazze di latte

Le esigenze proteiche della donna sono soddisfatte da due o tre unità. Così una porzione di carne, una porzione di formaggio, due uova e due bicchieri latte (che sconsigliamo) forniranno circa 75 grammi di proteine.

Le esigenze proteiche di un uomo richiedono fino a quattro unità. Così due porzioni di carne, una porzione di formaggio, quattro uova o tre bicchieri di latte forniranno circa 100 grammi di proteine.

Che dire del bodybuilder o dei triatleti che richiedono fino a 160 grammi di proteine ​​al giorno?

Se mangia la carne tre pasti al giorno, più una porzione di formaggio, quattro uova e un litro di latte (latte crudo ovviamente), i loro requisiti di proteine ​​sono più che soddisfatti. Questo può sembrare un sacco di cibo per la persona ordinaria, ma gli atleti consumano un sacco di cibo! E questo è un vero cibo, il cibo che l’organismo sa come digerire, il cibo che viene fornito con il suo completo complemento di vitamine, minerali e cofattori.

Con tutte queste proteine, gli atleti devono prestare molta attenzione a ottenere sufficiente vitamina A per assimilare le proteine stesse. Come Masterjohn avverte: “I bodybuilder e gli altri atleti interessati a ottenere il muscolo hanno un interesse anche a stimolare i loro livelli di testosterone e altri fattori di crescita e massimizzare la loro utilizzazione di proteine ​​e la loro incorporazione nelle cellule muscolari. Le raccomandazioni tipiche di solito comprendono quantità molto elevate di proteine, ma escludono cibi come il fegato che presentano elevate quantità di vitamina A, pertanto rischiano di introdurre insufficiente vitamina A…. La combinazione di una dieta ad alte proteine depleta la vitamina A e una dieta a bassa percentuale di grassi non riesce a fornire vitamina A è una chiara ricetta per la carenza di questa nutriente vitale. Gli esercizi che provocano un’elevata domanda di testosterone, come gli squat e i deadlifts, sono spesso consigliati per la crescita muscolare, ma senza vitamina A il corpo non può soddisfare questa domanda di testosterone. È giunto il momento per gli atleti di dimenticare i moderni mantra e ricordare la saggezza alimentare del passato, ottenendo un fisico magro e muscoloso attraverso cibi tradizionali come il fegato, i tuorli d’uovo, il latte (crudo) pieno di grassi, il burro di vacche allevate ad erba e l’olio di fegato di merluzzo”(4).

E ricordate, ragazzi, la carriera atletica non durerà per sempre. Quando vi ritirerete, si vorrà essere abbastanza sani per godere le vostre vincite, i figli e vivere bene nella vecchiaia. Ciò è garantito solo con una dieta basata su un cibo reale, tra cui carni e grassi.

ALTRE PROTEINE IN POLVERE

PROTEINE DEL RISO è l’ultimo caro nel mondo degli alimenti per la salute. Pubblicizzato come non allergenico, facilmente digerito e “completamente vegano “, la maggior parte delle proteine ​​di riso viene ancora prodotta usando sostanze chimiche caustiche e caldo, anche se alcuni sono pubblicizzati come prodotte utilizzando una tecnica enzimatica “alimenti grezzi”. Tuttavia, anche quelli che pretendono di lavorare naturale ammettono che la
la polvere risultante ha sapore amaro, persino “repulsivo”, quindi deve essere nascosto con altri ingredienti, ossia gli edulcoranti. Come tutte le polveri di piante proteiche, fornisce solo proteine ​​incomplete, quindi richiede l’integrazione con una sorta di legumi. Basta mangiare la carne è un’alternativa migliore.

PROTEINE DEGLI ALBUMI sono essiccate a spruzzo a temperature molto elevate ed è probabile che siano altamente allergizzanti.

CRANBERRY PROTEIN: Davvero? Realizzate con la pelle di mirtilli pressati per il succo – un altro prodotto di scarto! pubblicizzate come ricche di antiossidanti e acidi grassi omega-3, la proteina del mirtillo è improbabile che contenga proteine ​​di buona qualità. Inoltre, hanno bisogno di un sacco di dolcificanti per nascondere il sapore amaro.

PROTEINE DEL CARCIOFO: roba da matti! Pubblicizzate come ricche di inulina, un carboidrato molto difficile da digerire fatto di molecole di fruttosio, è destinata a causare flatulenza e rivoltare come un calzino il fegato.

PROTEINE DI BRODO DI OSSA: Probabilmente sono una delle principali fonti di glifosato a meno che non siano prodotti con animali al pascolo o nutriti con cereali bio. Meglio farsi a casa il proprio brodo con le ossa di animali nutriti di erba.

Un alimento tradizionale e ricco di proprietà salutari: il brodo di ossa (Prima Parte).

ALTRI INGREDIENTI
Poche polveri proteiche vengono aggiunti altri ingredienti. Questi includono:

DOLCIFICANTI: Gli addolcitori sono necessari perché queste polveri tendono ad essere molto amare. Gli edulcoranti calorici includono entrambi zucchero e sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Il dolcificante artificiale più comune è il sucralosio. L’acesulfame, considerato da alcuni come l’edulcorante più pericoloso, si presenta su molte delle etichette. Poi c’è il maltodestrina, un dolcificante fatto col mais.

AMINOACIDI: La più comune è la L-glutamina, probabilmente sostanza neurotossica e molto brutta per coloro che sono allergici ai glutammati liberi. Molti prodotti contengono un’intera quantità di amminoacidi liberi, composti che possono avere effetti simili ai farmaci e devono essere utilizzati solo sotto la direzione di un medico qualificato.

OLI VEGETALI tra cui olio di semi di girasole e olio di soia. Un’etichetta afferma (illegalmente) che l’olio di soia proteggerà contro malattia del cuore!

Le sindromi dolorose idiopatiche come la fibromialgia potrebbero derivare anche dal consumo eccessivo di oli vegetali.

ADDITIVI compresi aromi naturali e artificiali, coloranti alimentari, carageenano, gomma di cellulosa, gomma xantham e mono e di-gliceridi.

PEZZI DI BISCOTTO: Non si scherza, il prodotto contiene “pezzi di biscotto“.

CACAO/CIOCCOLATO: i buffoni dell’allenamento sembrano amare il cioccolato: è aggiunto a tanti di questi prodotti.

Riferimenti:

Tradotto dal sito Weston Price: qui

1. Rouja and others. Fat, Fishing Patterns, and Health Among the Bardi People of North Western
Australia. Lipids 2003 38(4)399-405.
2. Vilhjalmur Stefansson, The Fat of the Land, MacMillan Company, 1956
3. http://biology.stackexchange.com/questions/23246/how-does-protein-denaturation-work
4. http://www.westonaprice.org/health-topics/vitamin-a-the-forgotten-bodybuilding-nutrient/
5. http://www.rice.edu/~jenky/caryn/protein.html.

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell’evento “paleomeeting”, past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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