Perdere peso può migliorare significativamente i livelli di vitamina D nelle donne obese

Scritto da Angelo

Categorie: Salute

19 Giugno 2014

di L.J. Devon (NaturalNews)
Traduzione ed adattamento: Angelo.

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E’ noto nella comunità medica che l’obesità aumenta il rischio di ammalarsi di cancro, malattie cardiache e diabete, ma c’è anche qualcos’altro… Infatti, in un nuovo studio, i campioni di sangue della maggior parte degli individui obesi (70%) hanno mostrato bassi livelli di vitamina D. Tale correlazione è abbastanza logica, dal momento che la vitamina D è un nutriente liposolubile.

La vitamina D va sottoutilizzata negli individui obesi, perché viene “intrappolata” nei depositi di grasso. Questo limita un ruolo attivo della sostanza nel promuovere la salute e rafforzare il sistema immunitario. I nuovi studi del Fred Hutchinson Cancer Research Center hanno associato l’obesità con bassi livelli di vitamina D, il che porta un rischio di malattia più elevato.

La ricerca ha dimostrato che, quando le donne obese perdono più del 15% del loro peso corporeo, i livelli circolanti di vitamina D possono persino triplicarsi!

Dal momento che la vitamina D è generalmente più bassa nelle persone obese, è possibile che questo dato possa spiegare, in parte, il collegamento tra obesità e malattie come il cancro, malattie cardiache e diabete“, ha detto Caitlin Mason, Ph.D. “Determinare se la perdita di peso aiuta a cambiare i livelli circolanti di vitamina D è importante per capire potenziali vie per la prevenzione delle malattie.”

La super-vitamina del sole è importante per la funzione cellulare.

Prodotta tramite l’esposizione al sole, la vitamina D è un catalizzatore importante per la vita a livello cellulare, influenzando la crescita cellulare e neuromuscolare e la funzione immunitaria. La vitamina D è in grado di ridurre l’infiammazione e aumentare l’assorbimento del calcio, che è essenziale per la crescita ossea. Questa necessità di base alla vita modula anche specifiche proteine che regolano le funzioni cellulari come la morte cellulare programmata.

Gli studi dimostrano come il grasso intrappola la vitamina D, non permette al corpo di utilizzarla correttamente. Quando si dimagrisce con la dieta e l’esercizio fisico, la vitamina D viene finalmente rilasciata nel sangue, dove viene attivata.

Essere sedentari è persino più pericoloso che accumulare semplicemente grasso.

Lo studio mostra fondamentalmente come stili di vita sedentari, la pigrizia e l’ozio possano limitare una persona al di là del semplicistico effetto antiestetico del grasso. L’accumulo di grasso attraverso un comportamento inattivo e una dieta povera crea “una punizione intrinseca” che sabota i livelli di vitamina D. Questo studio mette in evidenza però una buona notizia, infatti mostra come la riduzione del peso può aumentare i livelli di vitamina D drasticamente, migliorando il sistema immunitario e la vitalità cellulare.

Le donne obese che perdono il 15% del proprio peso corporeo in eccesso fanno risalire in modo impressionante i livelli di vitamina D.

Lo studio è durato un anno ed ha coinvolto ben 439 donne obese sedentarie di Seattle di età compresa tra i 50 ed i 75 anni. Circa il 70% di esse aveva bassi di vitamina D, mentre il 12% erano proprio carenti (livelli ematici inferiore a 12 ng / mL).

La scala di riferimento si è basata sulle indicazioni Institute of Medicine’s vitamin D che sottolinea come i livelli ottimali di vitamina D circolante debbano essere tra i 20 ed i 50 nanogrammi per millilitro (ng/mL) (ndr. queste indicazioni sono probabilmente ottimistiche, nuovi studi indicano che i livelli minimi debbano essere non inferiori a 40-50 ng/mL); livelli inferiori a 20 ng/mL sono inadeguati per la salute delle ossa. Invece, livelli superiori a 50 ng / mL potrebbero causare calcoli renali (ndr. questo dato sembra davvero eccessivo).

Le donne sono state suddivise in quattro gruppi: un gruppo che ha fatto esercizio fisico; un gruppo che ha fatto una dieta dimagrante; ed un gruppo che ha fatto sia dieta che esercizio fisico ed, infine, un gruppo sedentario senza alcun intervento come riferimento.

Le donne che hanno seguito la dieta o esercizio fisico ed hanno perso da 5 a 10 kg hanno avuto un aumento dei livelli ematici di vitamina D di circa 2,7 ng / mL. Le donne che hanno perso 30 o più chili (15 per cento del loro peso corporeo) hanno avuto un aumento dei livelli di vitamina D del 300%! Da sottolineare che questo aumento medio di 7,7 ng/mL di livello ematico di vitamina D era indipendente supplementazione.

Questo dimostra quanto, semplicemente perendo peso, si possa migliorare in modo importante lo stato generale di salute. Si avranno processi cellulari più efficienti e si rafforzerà il sistema immunitario. La ricerca ha anche mostrato che la vitamina D e perdita di peso non hanno una correlazione lineare perché i livelli di vitamina D in realtà aumentano sempre più velocemente man mano che si perde peso in modo costante.

Riferimenti:

http://www.fhcrc.org

http://science.naturalnews.com

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