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Perchè la quasi totalità delle linee guida alimentari ufficiali sono errate?

Perchè la quasi totalità delle linee guida alimentari ufficiali sono errate?

13 novembre 2017peer reviewprevalenzastudi10Visualizzazioni

Traduzione: Angelo

Da decenni siamo stati afflitti da regole alimentari basate su studi che hanno trovato associazioni deboli generate da questionari di frequenza alimentare.

Ecco come funziona.

Alcuni ricercatori vogliono esaminare se qualcosa che mangia la gente colpisce la loro salute; elaborano elaborano un sondaggio e lo inviano a 100 persone e con domande tipo questa:

Durante l’ultimo anno quante arance hai mangiato mediamente?

  • 0
  • 1 a settimana
  • 2-6 a settimana
  • una al giorno
  • più di una al giorno

Poi ripetono la stessa domanda sulle uova, sulla pancetta e su Avocado, ecc. Magari per 100 alimenti diversi.

Successivamente fanno domande ai medici di queste stesse persone tipo:

Prendendo in considerazione il paziente pinco pallino, durante l’ultimo anno quanti attacchi cardiaci ha subito?

  • nessuno
  • 1 non fatale
  • alcuni, tutti non mortali
  • 1 mortale

Alla fine i ricercatori raccolgono tutte le informazioni e le inseriscono in un foglio elettronico che potrebbe per esempio restituire risultati (semplificati) del genere:

Coorte Maschi Femmine Infarto non mortale Infarto Mortale
Avocado 50 0 0 0
Bacon 40 0 1 0
Arance 60 0 0 0
Tutti gli alimenti 100 0 2 0

Ad esempio, vedono che l’intera popolazione di 100 persone ha avuto 2 attacchi cardiaci non fatali – perciò la prevalenza è di 2/100 attacchi cardiaci. Ma se si prendono in considerazione solo le 40 persone che hanno mangiato la pancetta almeno una volta alla settimana, uno di loro ha avuto un attacco di cuore – il tasso di incidenza è di 1/40.

Coorte Prevalenza attacchi cardiaci Rischio
Avocado 0/50 0%
Bacon 1/40 2.5%
Arance 0/60 0%
Tutti gli alimenti 2/100 2%

Così il rischio di un attacco cardiaco in tutta la popolazione è del 2%, il rischio di un attacco cardiaco nella popolazione che consuma pancetta è del 2,5%. Un po’ di matematica (2,5-2,0) /2,0 = 25%. Beh, c’è un bel titolo succulento da pubblicare!

“Mangiare bacon è associato con un aumento del 25% del rischio di attacco cardiaco”

E in un’analisi incrociata di dati da più studi simili, altri scienziati si lamentano che tutti i loro soggetti erano maschi bianchi, perciò diciamo che “correggono” questo “problema” inviando il sondaggio ad altre 900 persone che hanno anche le risposte da donne e da gente non di razza caucasica. Lì magari verificano che l’intera popolazione ha avuto 12 attacchi di cuore, quindi il tasso generale scende al 1,2%, ma hanno aggiunto molte donne e persone da gruppi che hanno meno probabilità di attacco cardiaco. Quando esaminano i nuovi dati e ritengono che il rapporto di mangiatori di bacon è sceso da 40 su 100, a 198 su 1000 – e quel gruppo ha avuto 3 attacchi di cuore.

Coorte Maschi Femmine Infarto non mortale Infarto Mortale
Avocado 205 210 5 0
Bacon 140 58 3 0
Arance 290 320 5 0
Tutti gli alimenti 400 600 12 0

Ora abbiamo un tasso di rischio di attacchi di cuore nelle persone che mangiano bacon che va a 1,52%; con un rischio relativo del 26,26% [la matematica è (1,52-1,2) /1,2 = 26,26%]

Coorte Prevalenza attacchi Cardiaci Rischio
Avocado 7/693 1.01%
Bacon 3/198 1.52%
Arance 5/610 0.82%
Tutti gli alimenti 12/1000 1.2%

WOW! I solerti ricercatori pubblicano che gli ultimi dati scientifici dimostrano che il rischio relativo che la pancetta ti spappoli il cuore è aumentato dal 25% a ​​più del 26%! E la stampa mainstream esce con TITOLONI ROBOANTI tipo: 

 “Se smetti di mangiare Bacon, ridurrai la probabilità di morire da infarto di più di un quarto

E’ un’affermazione ragionevole?

Contiamo tutti i problemi con questo scenario:

  1. Quanto sono affidabili i quei dati? Riuscireste veramente a ricordare quello mangiato nell’ultimo anno?
  2. Hanno davvero migliorato la precisione rispetto alla pancetta, aggiungendo relativamente più mangiatori non “baconici”?
  3. Abbiamo visto una riduzione del tasso dei mangiatori di bacon che hanno attacchi cardiaci dal 2,5% al ​​1,52%.
  4. L’aggiunta di più soggetti rende più preciso lo studio? Ricordiamo che il tasso di incidenti è cambiato da 2,5% a 1,52%.
  5. Possiamo dire da questo che mangiare pancetta causi attacchi cardiaci non fatali. Potremmo ugualmente spiegare ragionevolmente che avere un infarto non fatale induca la gente a iniziare a mangiare la pancetta?
  6. È possibile che esista un terzo fattore – come l’abituale ignorare i consigli. Forse che non allenarsi abbia causato l’attacco di cuore? Oppure semplicemente il sale o i grassi saturi della pancetta? (sto inventando), La causa allora non sarebbe la pancetta, ma un effetto.
  7. È possibile che le persone che non mangiano bacon per ragioni religiose, hanno di conseguenza una protezione contro le malattie cardiache?
  8. Oppure le persone mangiano regolarmente bacon con qualche altro cibo ed è proprio questo che causa malattie cardiache?
  9. Avete notato che in questo studio simulato nessuno è morto? Ma i ricercatori hanno utilizzato un’altra associazione tra le persone che hanno un attacco cardiaco non fatale, così da avere più probabilità di un successivo attacco cardiaco fatale.

… possiamo continuare ad andare avanti all’infinito con i modi in cui l’osservazione di un’associazione in uno studio epidemiologico non può fare e non può dedurre la causa.

È un’associazione debole. È sufficiente generare un’ipotesi “che la pancetta causa attacchi di cuore” e quindi possiamo eseguire uno studio clinico a doppio cieco e controllato dove mettiamo metà campione in un gruppo che consuma pancetta e l’altro mezzo gruppo lo alimentiamo con una “finta pancetta”… e manteniamo tutto il resto costante e allora forse proviamo l’ipotesi.

Il problema è che i trial clinici randomizzati come questo sono costosi e difficili da eseguire, quindi le istituzioni risparmiano concentrandosi su studi epidemiologici a basso costo.

Come lo studio Nurses Health, avviato nel 1976 con 121.700 infermiere sposate tra i 30 ei 55 anni, e poi nel 1989 hanno aggiunto 116.430 partecipanti allo studio II delle Nurses Health e stanno attualmente reclutando ulteriori 280.000 infermiere (questa volta prendendo anche soggetti maschi) per NHS III. In questi studi inviano ogni due anni un’indagine sulla frequenza alimentare e chiedono ai partecipanti di compilare i risultati.

Hanno prodotto centinaia di documenti che evidenziano associazioni deboli, una delle quali ha trovato una riduzione del 13% del rischio di malattie cardiache coronariche associata ad una sostituzione del 5% di grassi saturi con polinsaturi.

Come hanno stabilito il rischio di malattie cardiovascolari? Hanno esaminato l’effetto sul colesterolo e hanno usato un’associazione trovata in un altro studio epidemiologico (The Framingham Study) che ha trovato una debole associazione tra colesterolo totale e malattie cardiache negli uomini (e ancora più debole nelle donne).

INCISO

In realtà abbiamo diversi studi clinici controllati randomizzati molto costosi come the Sydney Diet Heart study e il Minnesota Coronary Experiment. E entrambi hanno mostrato che aggiungere grassi polinsaturi al posto dei saturi peggiora la situazione.
Perché non se n’è mai parlato? Sono stati seppelliti per 40 anni. Chi decide? Perché è così?

Questi studi sono sufficienti per mostrare che la sostituzione dei grassi saturi con grassi polinsaturi non è supportata dalle prove. Ma stiamo parlando di studi associativi …

Ovviamente noi di evolutamente ne avevamo parlato eccome…

Sostituire i grassi polinsaturi a scapito dei saturi è associato sia ad un aumento rischio di morte che di rischio di sviluppare malattie cardiocircolatorie.

FINE INCISO

OK, quindi ci sono due modi in cui potete dedurre cause da uno studio associativo come questi. Il primo è se la dimensione dell’effetto è abbastanza grande. Ad esempio, se si vede un’associazione nella popolazione generale del 10%, ma nella popolazione d’intervento del 20%, allora ci sarebbe un aumento di 2x e ora si avrebbe un caso più forte – almeno avreste incontrato un primo livello di causazione.

Anche se aveste trovato un’associazione di 0%, è possibile utilizzare la NON CAUSAZIONE per dedurre NON CORRELATO. Ad esempio, consideriamo il nostro studio ipotetico col cibo che provoca attacchi cardiaci. Diciamo che abbiamo studiato le persone che hanno mangiato avocado; ed abbiamo scoperto che non importa quanti avocado hanno mangiato per la possibilità di un attacco di cuore perchè è rimasto praticamente lo stesso, allora si potrebbe dire che mangiare avocado può essere dimostrato non causare attacchi di cuore.

Uso di Avocado Coorte attacchi cardiaci non fatali Prevalenza
Nessuno 99 1 1.01%
1/settimana 202 2 0.99%
2-6/settimana 96 1 1.04%
uno al giorno 198 2 1.02%
più di uno al giorno 98 1 1.01%

Il che mi porta a parlare dello studio PURE (che ha avuto notevole eco in questi giorni)

Potresti averlo visto, riferito da uno dei principali investigatori, in questo Youtube.

Questo studio è un grande studio epidemiologico di coorte. Si sono studiate 135 335 persone (35-70 anni in 18 paesi) è stato registrato utilizzando questionari validati di frequenza alimentare. I risultati primari sono stati la mortalità totale e gli eventi cardiovascolari più importanti (malattia cardiovascolare fatale, infarto miocardico non fatale, ictus e insufficienza cardiaca).

La sintesi di questo studio è:

L’elevata assunzione di carboidrati è stata associata al rischio di mortalità totale del 28%, mentre il grasso totale (23%) e il grasso saturo (14%) erano legati alla minore mortalità totale. Il grasso totale e i tipi di grasso non erano associati a malattie cardiovascolari, infarto miocardico o mortalità cardiovascolare, mentre il grasso saturo aveva un’associazione inversa con l’ictus. Le linee guida alimentari globali dovrebbero essere riconsiderate alla luce di questi risultati.

Suona abbastanza bene per la nostra ipotesi che i carboidrati nella dieta provocano iperinsulinemia, e l’iperinsulinaemia è sufficiente e necessaria per causare malattie cardiovascolari, giusto?

Ma ecco il problema. È un’associazione debole. Una osservazione del 28% è inadeguata per dedurre che i carboidrati causino la morte da malattie cardiache. È sufficiente dire “Hmmm ipotesi interessante – prova la prova in un esperimento controllato randomizzato“.

Cosa c’è di scientifico nelle linee guida ufficiali?

Tutto questo prova senza ombra di dubbio che non c’è nulla di scientifico nel settore nutrizione, come, tra le altre cose, in altri della Medicina. Ma proprio nulla o giù di lì. Gli unici studi che possono dare risultati interessanti sono i Trial Randomizzati Controllati in doppio cieco. Ma costano molto e comunque i soggetti studiati sono a casa loro a fare la dieta e non si avrà mai la sicurezza di sapere se la seguono correttamente.

Le linee guida esistono perchè esistono le industrie e le lobby che fanno pressioni politiche. Così vengono costruite.

La storia della “piramide alimentare”

Ecco che ognuno ha il suo metodo, il suo protocollo e nessun tribunale può prendere posizione. Nascono le diete vegane, Lemme, Dukan… Chiunque può fare e somministrare diete…

Medici specializzati in nutrizione, biologi nutrizionisti, dietisti… Mi dispiace, ma avete perso tanto tempo a farvi indottrinare dal “sistema”…

Cosa ci resta da fare?

Provare su noi stessi in primis. Poi OSSERVARE, PENSARE, RAGIONARE.
Come abbiamo mangiato per milioni di anni? Questa è l’unica, ultima evidenza che abbiamo…

RIFERIMENTO: qui

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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