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Perche la dieta paleo per alcune persone sembra non funzionare? Equilibrio acido-base. PARTE QUARTA

Perche la dieta paleo per alcune persone sembra non funzionare? Equilibrio acido-base. PARTE QUARTA

Nella prima parte ho parlato di: rapporto omega 6 vs omega 3; micronutrienti; dimagrimento; nella seconda parte dei bassi livelli di acidità nello stomaco. Nella terza dell’importanza FONDAMENTALE del prendere il sole.

Perche la dieta paleo per alcune persone sembra non funzionare? PRIMA PARTE

di Angelo

In questa parte cercherò di spiegare un altro fattore cruciale: l’equilibrio acido-base. Da molti quest’argomento viene considerato pseudoscienza. Anche la dieta paleo, l’esposizione solare, il grounding, l’uso di lenti blue blocker la sera… Erano considerate pseudoscienza… Eppure oggi tanti se ne riempiono la bocca quando, anni fa, eravamo persino derisi.
Del resto il prof. Cordain, uno dei padri fondatori del movimento “paleo“, ne parla abbondantemente nei suoi due libri diffusamente e nel suo sito ci sono 2 articoli che ne trattano lo scottante tema: qui e qui.
Spero che la lettura sia piacevole ed interessante!

Equilibrio acido-base: un fattore essenziale per la nostra salute.

PREMESSA

La dieta occidentale, a differenza di una dieta paleolitica, prevederebbe una gran quantità di calcio alimentare al fine di prevenire l’osteoporosi. L’errore di fondo che i nostri bravi nutrizionisti non capiscono è che l’osteoporosi deriva da un deficit nell’equilibrio del calcio osseo (calcio assorbito vs. calcio espulso).
Un equilibrio alterato del calcio è associato anche ad altri problemi oltre all’osteoporosi.
Molti stati di disagio non possono sussistere quando il PH ematico è leggermente alcalino. Persino batteri, i virus e i funghi non riescono a riprodursi.
Alcuni Istituti accreditati stimano in milioni, le persone over 50 anni, a rischio di osteoporosi con, a cascata, i relativi problemi di salute globale e spese sanitarie a carico degli Stati.
Il problema sta persino iniziando ad affliggere generazioni di giovani quando, fino a qualche anno fa, era appannaggio solo degli anziani. Inoltre la malattia si scopre tardi perché non porta dolori o altri sintomi evidenti fino al suo manifestarsi. (1) (2) (3)

Come mai ci troviamo davanti ad un paradosso apparentemente così clamoroso?

DISCUSSIONE

Molti nutrizionisti consigliano, come prevenzione di alimentarsi con latte e formaggi che contengono tanto calcio. Purtroppo l’assunzione di calcio è solo una parte dell’equazione. L’altra parte è la perdita di calcio che avviene attraverso le urine.
Dobbiamo pensare al corpo umano come una banca che “incassa” una determinata quantità di calcio con l’alimentazione ma che poi, per non andare in deficit, non ne deve cedere, con le urine, oltre quel quantitativo che ha “incassato”. (1) (2) (3)

Perche la dieta paleo per alcune persone sembra non funzionare? SECONDA PARTE.

Purtroppo nel corpo umano non sussiste sempre il principio di causa-effetto ma i fattori che influenzano la salute ossea possono essere molteplici:
livelli inadeguati di vitamina D, carenza di attività fisica, controllo dello stress oltre all’alimentazione.

Per brevità, in quest’articolo mi soffermerò sull’alimentazione!

L’ALIMENTAZIONE

L’alimentazione è fondamentale e deve garantire:

  • sufficienti livelli di micronutrienti. Non solo il calcio ma anche il magnesio, lo zinco, il rame, l’acido folico, le vitamine K, B2, B6 e B12;
  • buoni, se non alti, livelli di proteine di alta qualità. Queste aumentano l’assorbimento di calcio a livello intestinale e rinforzano i muscoli e le ossa stesse aumentando i livelli di IGF1 che ha un potente effetto anabolico (5) (altro che dieta vegetariana o vegana);
  • un miglioramento del rapporto omega 6 vs. omega 3 (4) (6) (come già discusso nella prima parte di questa serie di articoli);
  • un abbassamento dei livelli d’insulina e del grasso corporeo (7).

L’escrezione urinaria di calcio però è innalzata anche quando si mangiano cibi “acidi” (o meglio acidificanti). Tutti i cibi, una volta assorbiti, influenzano i metabolismo osseo con il loro carico “acido” o “alcalino”.
Per esserci la vita il PH ematico dovrà essere sempre sopra al valore di 7 (tra 7,35 e 7,45).

Se la dieta è prevalentemente acidificante, il corpo umano reagirà cedendo minerali alcalini per riequilibrare il PH ematico ai valori indicati. Questo processo attingerà dalle riserve (ovvero dai minerali componenti le ossa). Se il processo descritto continua per anni, lustri, e senza adeguate compensazioni, allora il deficit di minerali ossei porterà ad avere prima l’osteopenia ed eventualmente degenerare in osteoporosi.

I cibi acidificanti includono: formaggi, cereali, carni, pesce, uova e cibi conservati. Invece i cibi alcalinizzanti sono prevalentemente la frutta e la verdura. In generale i cibi grassi sono neutri e non influiscono sul bilancio del calcio (3).

Strategie nutrizionali per ossa ed apparato cardiovascolare sano.

La dieta occidentale moderna prevede quantità di cibi acidificanti, prevalentemente da cereali e formaggi, e questo influenza pesantemente ed in modo negativo il bilancio del calcio favorendo la demineralizzazione. Pertanto sostituendo questi alimenti con buone quantità di verdure e frutta di stagione già si avrà un beneficio sensibile.

La ricerca, come già detto, sta evidenziando che una dieta alta in proteine animali, nonostante siano acidificanti, promuove la produzione di un potente fattore di crescita: l’IGF1 (5). Pertanto non dobbiamo preoccuparci di mangiare tante proteine animali ma basta utilizzare alcune attenzioni. Per esempio la cottura! Le cotture se leggere, delicate e fatte con le dovute accortezze, lasceranno intatti alcuni micronutrienti che andranno a parziale/completa compensazione dell’equilibrio acido/basico. Il pesce, dopo congelato per abbatterne il potenziale carico di parassiti, potrà anche essere mangiato crudo. Stesso discorso vale per le carni. Insomma: crudo è molto meno acidificante che cotto!
Da evitare o limitare al massimo i salumi che sono ricchi di sale e conservanti e, pertanto, molto acidificanti.

Discorso a parte per lo yogurth che nelle tabelle che si reperiscono in rete, è considerato un alimento fortemente alcalinizzante. In realtà quest’alimento stimola in modo anomalo l’insulina (pur essendo a basso impatto glicemico) e pertanto potrà andare a disturbare l’equilibrio del calcio (7).

PERCHE LA DIETA PALEO PER ALCUNE PERSONE SEMBRA NON FUNZIONARE? IL SOLE FONTE PRIMARIA DI VITA. (Parte 3).

CONCLUSIONI

Il corpo umano è un grande insieme: tutte le molecole, le cellule, gli organi comunicano tra di loro. Un tutt’uno!
Per la nostra salute e vigore allora uno dei fattori fondamentale da considerare è il PH ematico.
Quando il PH è ben bilanciato allora saremo forti e sani.

Dieta alcalinizzante e metabolismo proteico per la salute e l’attività fisica.

RIFERIMENTI

(1) Alkaline diets favor lean tissue mass in older adults
Bess Dawson-Hughes, Susan S Harris and Lisa Ceglia
From the Jean Mayer US Department of Agriculture Human Nutrition Research Center on Aging at Tufts University, Boston, MA

(2) Potential renal acid load of foods and its influence on urine pH.
Remer T, Manz F. J
Am Diet Assoc 1995;95:791-797.

(3) Bone buffering of acid and base in humans.
Lemann J, et al. American Journal of Physiology.
Renal Physiology. 285(5):F811-F832, November 2003

(4) Effect of dietary fatty acids on inflammatory gene expression in healthy humans.
Weaver KL, Ivester P, Seeds M, Case LD, Arm JP, Chilton FH.
J Biol Chem. 2009 Jun 5;284(23):15400-7. Epub 2009 Apr 9.

(5) Protein intake, calcium balance and health consequences.
Calvez J, Poupin N, Chesneau C, Lassale C, Tomé D.
AgroParisTech, CRNH-IdF, UMR914 Nutrition Physiology and Ingestive Behavior, Paris, France.
Eur J Clin Nutr. 2011 Nov 30. doi: 10.1038/ejcn.2011.196.

(6) 2005 American Society for Clinical Nutrition, Ratio of n−6 to n−3 fatty acids and bone mineral density in older adults: the Rancho Bernardo Study. Lauren A Weiss, Elizabeth Barrett-Connor, and Denise von Mühlen
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(7) New insights into osteoporosis: the bone–fat connection
M. Kawai1, F. J. A. de Paula2, C. J. Rosen3
Journal of Internal MedicineVolume 272, Issue 4, pages 317–329, October 2012
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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

La Vitamina D negli atleti di endurance.

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