Perché camminare (e correre) scalzi fa bene? Terza Parte

Scritto da Angelo

Categorie: Salute

15 Luglio 2014

di: Alessio A.

supervisione: Angelo R.

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Prima Parte

Seconda Parte

Ok, ma sulla strada ci sono vetri, chiodi, ecc..

L’esperienza pluriennale di tutti i barefooters che ho conosciuto (me compreso) sfata totalmente questo mito. Innanzitutto basta guardare dove si mettono i piedi, e l’asfalto delle nostre città ad esempio, offre un’ottima visibilità verso eventuali oggetti contundenti.
In secondo luogo, io e altri amici barefooters abbiamo girato in lungo e in largo in ogni parte del mondo e non abbiamo mai avuto alcun infortunio o ferita ai piedi. Se presentasse veramente un così alto rischio, persone che lo fanno da tutta la vita avrebbero sicuramente avuto almeno un infortunio serio.
Se disgraziatamente ci dovesse essere una piccola scheggia in posizione eretta (di solito i vetri giacciono parallelamente al terreno) che il nostro occhio non riesce a captare, procurerebbe un infortunio irrisorio risolvibile senza problemi. Ogni tanto capita di tagliarsi le mani (da notare che nel mio caso ai piedi non è mai successo, nonostante siano molto più esposti come interfaccia tra il mio peso e il terreno), ma non per questo si indossano i guanti regolarmente.
Inoltre, la pelle della pianta del piede diventa con l’allenamento sempre più coriacea e resistente, di difficile penetrazione, e piano piano, il barefooter sviluppa anche una specie di sesto senso che gli permette di percepire gli ostacoli ancora prima di focalizzarli.
Riassumendo, quindi, i danni cumulativi a lungo termine provocati dalla scarpa oltrepassano di gran lunga i modesti rischi di puntura o abrasione del piede nudo.

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– E i germi, funghi e verruche?

Anche qui sono sorti miti di varia natura legati al piede nudo. A onor del vero derivano veramente da un’esperienza diretta, ma il processo reale di contagio non è lineare scalzo=infezione, vediamo perché: l’habitat ideale di funghi e batteri è l’ambiente chiuso, buio, umido, caldo e poco ossigenato, viene in mente qualcosa? Si, proprio la scarpa.
La gente tende a fare il contrario di quello che dovrebbe fare e poi per ragionamento deduttivo colpevolizza solo un aspetto tralasciando la valutazione di tutte le variabili coinvolte nel processo. I meccanismi biologici non sono lineari, ma presentano un notevole numero di variabili, meccansismi e feedback che rendono difficile studiare il processo.
Le verruche (provocate dal virus HPV) sono pressochè sconosciute nelle popolazioni che vivono abitualmente scalze, con un’incidenza media dello 0,29% contro il 7-10% medio degli americani.
Camminando abitualmente scalzi la pelle della pianta del piede (tessuto epiteliale glabro) si rafforza e rende il piede quasi “invulnerabile” alle infezioni, e la continua esposizione alla luce e all’ossigeno funge da “disinfettante” naturale contro funghi, virus e batteri.
La scarpa, invece, è l’incubatrice perfetta di funghi, batteri, ecc.., in quanto essi prosperano in ambiente buio, anaerobico, caldo e umido; non a caso il 70% degli americani soffre del piede dell’atleta e il cattivo odore delle scarpe è generato proprio dai milioni di batteri che vi abitano, tra i quali i famosi Staphylococcus e Pseudomonas.
Inoltre, oltre a far proliferare i batteri “cattivi”, le scarpe fanno allo stesso tempo da barriera a quelli “buoni”, considerati “amici” che influenzano positivamente il nostro umore e il sistema immunitario.

– Ma non hai freddo?

Il corpo umano, tramite meccanismi di vasocostrizione-vasodilatazione, se lasciato libero di interpretare l’ambiente circostante senza interferenze (nel nostro caso le scarpe), è perfettamente in grado, entro certi limiti dettati dalla fisiologia umana, di adattarsi alla temperatura ambientale.
Quando i nostri piedi nudi avvertono il freddo, si instaura un meccanismo circolatorio atto alla termoregolazione, aiutando anche a migliorare la salute generale, (non a caso esistono vere e proprie terapie che consistono nel camminare a piedi nudi sulla neve per riattivare la circolazione). Ovviamente, esistono dei range oltre i quali la deambulazione umana non è fisiologicamente possibile senza protezioni, range dettato dai nostri parametri evolutivi (siamo pur sempre plantigradi africani; da notare però, che in Africa di notte le temperature scendono anche fino allo zero).
Le scarpe, poi, bloccano la circolazione comprimendo le vene e le arterie del piede, bloccando quindi il meccanismo di termoregolazione e provocando un ristagno sanguigno e linfatico periferico (gambe gonfie e dolenti), vene varicose, ecc..

Riassumendo, le scarpe alterano la biomeccanica posturale e cinetica, non solo relativamente al piede, ma provocano squilibri compensatori in tutte le parti del corpo, partecipando attivamente alla formazione di processi infiammatori ai danni delle articolazioni, tendini e legamenti.
Inoltre deformano il piede rispetto alla condizione naturale, favoriscono funghi, micosi, verruche e altre infezioni.
Camminare scalzi presenta benefici che sovrastano di gran lunga (soprattutto a lungo termine) gli eventuali inconvenienti quali piccole abrasioni e ferite, mentre le scarpe possono rappresentare un utile strumento in condizioni estreme quali estremo freddo/caldo, esposizione ad agenti chimici pericolosi.
Il più “ostico” dei problemi però pare essere ancora di natura “sociale”, le scarpe da anni fanno parte della “divisa” umana, pertanto la “sfida” sulla quale i barefooters devono lavorare nei prossimi anni è quella di rendere questo salutare stile di vita una scelta accessibile a tutti in ogni ambiente e in ogni circostanza. Quando in gioco c’è la salute, occorre avere la possibilità che essa venga rispettata oltrepassando tradizioni e stupidi pregiudizi.
Come una persona ha il diritto di non respirare il fumo degli altri, deve avere il diritto di poter evitare qualsiasi costrizione che possa mettere a repentaglio la propria salute, soprattutto quando la pratica preventiva consiste nel camminare scalzi, attività che non arreca danno né offende nessuno. Anzi, calpestare il suolo con dolcezza e leggerezza è anche simbolo di rispetto per il mondo che ci circonda.

Nella prossima, ultima parte, parleremo di COME, dopo anni di camminata o corsa calzata si potrà passare al barefooting.

Quarta Parte-come iniziare da zero

Discussione

Fonti:

“A piedi nudi” – Daniel Howell

www.stevenrobbinsmd.com

www.humanbodyusermanual.com

Why shoes make normal gait impossible – William Rossi

Footwear: the primary cause of foot disorders – William Rossi

Fashion and foot deformation – William Rossi

Shod versus unshod: The emergence of forefoot pathology in modern humans? – B. Zipfel L.R. Berger

www.barefootrunning.fas.harvard.edu

http://www.runbare.com

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2095254614000374

“Anatomy trains” – Tom Myers

“Barefoot walking” – Michael Sandler and Jessica Lee

www.barefooters.org

www.unshod.org

http://ahcuah.wordpress.com/

www.nati-scalzi.org

The Truth About Plantar Warts

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