Occhiali blue blocker? Non bastano! Occorre bloccare anche la luce verde!

Scritto da Angelo

Categorie: Salute

18 Gennaio 2018

Come molti nostri lettori sanno, da qualche tempo stiamo vendendo occhiali blue blocker. Crediamo moltissimo in questo progetto che sta andando molto bene al momento. Speriamo di vendere sempre più occhiali per promuovere la salute dei nostri lettori ed, in generale, la salute pubblica!
Il problema di gran parte delle lenti in commercio è che non bloccano la luce verde…

di Angelo

Per offrire il massimo in termini di costo/estetica/tecnologia ho fatto una lunga ricerca ed ho finalmente trovato quello che credo sia il top in commercio. L’unico problema è che sta in Australia, ma nel 2018 le distanze non devono più spaventare!

Stiamo assistendo ad una vera e propria epidemia di sonno disturbato… Questo è la causa praticamente di tutte le malattie mitocondriali.

Il diabete di tipo 3, una malattia prevenibile con qualche accorgimento: Alzheimer e melatonina.

Per un sonno migliore utilizzate questi occhiali dopo le 18 in casa o in giro con gli amici:

Ci sono modelli per bambini ed anche uno con clip per chi già indossa occhiali correttivi il visus.

Ma passiamo allo studio di oggi che ci fa capire perchè per ottenere il massimo dai propri occhiali, questi devono bloccare non solo la luce blu… Ma anche la verde!

L’esposizione dei cromofori biologici alle radiazioni ultraviolette può portare a danni fotochimici. Tuttavia, il ruolo della luce visibile, in particolare nella regione blu dello spettro, è stato ampiamente ignorato. Per verificare l’ipotesi che la luce blu sia tossica per le cellule epiteliali non pigmentate, i ricercatori hanno esposto alla luce visibile (390-550 nm a 2.8 milliwatt / cm2) fino a 6 ore le colture confluenti delle cellule epiteliali retiniche primarie umane.

Ricordiamo che lo spettro visibile è il seguente:

  • da 400 a 430 nm: zona del violetto;
  • da 430 a 490 nm: zona del blu nelle sue seguenti tonalità intermedie;
  • da 430 a 465 nm : indaco
  • da 466 a 482 nm : blu
  • da 483 a 490 nm : blu verdastro
  • da 491 a 560 nm: zona del verde nelle sue seguenti tonalità intermedie;
  • da 490 a 498 nm : verde bluastro
  • da 499 a 530 nm : verde
  • da 531 a 560 nm : verde giallastro
  • da 561 a 580 nm: zona del giallo nelle sue seguenti tonalità intermedie;
  • da 561 a 570 nm : giallo-verde
  • da 571 a 575 nm : giallo citrino
  • da 576 a 580 nm : giallo
  • da 581 a 620 nm:  zona dell’arancione nelle sue seguenti tonalità intermedie
  • da 581 a 586 nm: arancione giallastro
  • da 587 a 596 nm : arancione
  • da 597 a 620 nm : arancione rossastro
  • da 620 a 700 nm :  zona del rosso nelle sue tonalità intermedie
  • da 621 a 680 nm : rosso
  • da 681 a 700 nm : rosso profondo

Per cui le cellule sono state esposte a frequenze dall’ultravioletto al verde.

Una piccola perdita dell’attività respiratoria mitocondriale è stata osservata a 6 ore rispetto alle cellule mantenute allo scuro. Questa perdita è aumentata con l’aumentare del tempo di esposizione.

L’esposizione alla luce ha danneggiato significativamente il DNA mitocondriale a 3 ore (0,7 lesioni / 10 kb di DNA) rispetto ai controlli mantenuti al buio.

I mitocondri isolati esposti alla luce generano ossigeno, l’anione superossido e il radicale idrossile. Gli antiossidanti hanno confermato che l’anione superossido è la specie principale responsabile delle lesioni del DNA mitocondriale.

I ricercatori concludono che la luce visibile può causare disfunzioni cellulari attraverso l’azione di specie reattive dell’ossigeno sul DNA e che ciò può contribuire all’invecchiamento cellulare, alle patologie legate all’età e alla tumorigenesi.

RIFERIMENTO:
J Biol Chem. 2005 Jun 3;280(22):21061-6. Epub 2005 Mar 29.
Blue light induces mitochondrial DNA damage and free radical production in epithelial cells.
Godley BF, et al.
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