NON TUTTO E’ COME PUO’ APPARIRE A PRIMA VISTA: UNA NUOVA IPOTESI RIGUARDANTE LA PERSISTENZA DELLA LATTASI E L’AUMENTO DELL’AMILASI SALIVARE

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Salute

25 Settembre 2016

Di Alessio A. EVO trainer

latte

I “PALEOFILI” saranno ormai stufi dei patetici tentativi di attaccare le teorie che sostengono le diete evoluzionistiche da parte dei detrattori più accaniti. Ta queste spicca il patetico appiglio riguardante la presunta capacità delle popolazioni neolitiche di ben tollerare gli amidi e il latte.

Le presunte “prove” a loro supporto sarebbero l’aumentata copia dell’enzima amilasi salivare e la persistenza dell’enzima lattasi.

Casomai non dovessero bastare le schiaccianti evidenze visive riguardanti i problemi legati a cereali e latticini con milioni e milioni di individui devastati dalla Sindrome Metabolica e con i Sistemi Sanitari Nazionali sotto pressioni economiche crescenti, proviamo a chiarire ulteriormente alcuni punti.

Brillanti ricercatori, tra cui l’ottimo FA Muskiet, hanno pubblicato la loro ipotesi veramente notevole a riguardo1:

“La persistenza alla lattasi e l’aumentata copia del gene alfa amilasi salivare potrebbero essere state selezionate dall’effetto combinato del glutine a da patogeni nati dal cibo”.

Ecco il testo tradotto:

Sono stati identificati vari adattamenti avvenuti tramite selezione positiva. La persistenza dell’enzima lattasi è tra i più conosciuti e conferisce la capacità di bere il latte dopo lo svezzamento. Un aumentato numero di copie del gene relativo all’espressione dell’enzima amilasi (AMY1), determina un’aumentata attività dell’enzima a livello salivare, ed è stato collegato al consumo di cibi ricchi di amido. L’aumento dell’ AMY1 è stato dimostrato nelle popolazioni con una storia recente di diete ricche di amido.

E’ tuttavia discutibile il fatto che il polimorfismo risultante abbia esercitato una selezione positiva unicamente per fornire una facile fonte di macronutrienti disponibili.

L’uomo ha esplorato nuovi ambienti molto di più di ogni altro animale. Un nuovo ambiente è una sfida per l’ospite, ma specialmente per il per il suo sistema immunitario, date le nuove condizioni climatiche, cibo e agenti patogeni.

Con l’avvento della rivoluzione agricola e la parallela domesticazione del bestiame, arrivarono nuovi agenti patogeni.

lattovo

Noi ipotizziamo che nuovi specifici ingredienti nella dieta (glutine), e nuovi patogeni, hanno guidato la selezione relativa alla lattasi e all’amilasi salivare. Entrambi gli adattamenti forniscono glucosio per l’attivazione dell’ SGLT1 (co trasportatore 1 sodio glucosio dipendente), che è il principale trasportatore di di glucosio, sodio e acqua nel tratto gastro intestinale. Il rapido assorbimento conferisce protezione contro una potenzialmente letale deidratazione, iponatriemia (concentrazione plasmatica di sodio più bassa del normale) e, in ultimo stadio, un danneggiamento degli organi.

La reidratazione orale mira all’attività dell’ SGLT1 e il trattamento viene scelto per diarrea e vomito cronici.

Noi ipotizziamo che la persistenza dell’attività della lattasi e la rapida digestione degli amidi dovrebbe essere considerata come una terapia evoluzionistica covalente alla terapia di reidratazione orale.

Morale della favola:
I tanto decantati adattamenti, utilizzati fino alla nausea per giustificare l’alimentazione neolitica, non sono legati ad un’aumentata capacità di trarre nutrimento da cibi NON Secondo Natura, ma sono serviti meramente a salvarci la pellaccia, e non hanno in alcun modo trasformato il latte e i cereali in un cibo ideale per il genere umano.

Riferimento:

1-Lactase persistence and augmented salivary alpha-amylase gene copy numbers might have been selected by the combined toxic effects of gluten and (food born) pathogens.
Pruimboom L, Fox T2, Muskiet FA.
Link: qui

Chi è Alessio:
Alessio A. 35 anni, laureato in Ingegneria Elettronica ma da sempre appassionato di nutrizione ed esercizio fisico. Ha iniziato a lavorare nel settore nel 2004 come consulente nutrizionale e preparatore fitness presso un negozio di integratori alimentari.
Conseguita la certificazione di Evo Trainer Master e recupero posturale e funzionale,  ha effettuato ricerche ed approfondimenti su tutto quello che riguarda il paradigma evolutivo applicato alla salute e al fitness. Barefooter dal 2011 e membro della Society for Barefoot Living aiuta e segue le persone che vogliono affacciarsi al barefoot hiking e al barefoot running.
Per più info su Alessio potete cercarlo sulla sua pagina di google + ed è già autore di due dei più bei articoli di questo blog (qui e qui).

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