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L’origine dell’ansia è nell’ippocampo e può essere controllata con… La luce!

L’origine dell’ansia è nell’ippocampo e può essere controllata con… La luce!

12 marzo 2018ansialuceoptogeneticatopi802Visualizzazioni

Un nuovo studio ha indagato sulle basi neurologiche dell’ansia ed ha identificato le “cellule dell’ansia” situate nell’ippocampo; queste sembra regolino il comportamento ansioso; la buona notizia? Possono essere controllate da un raggio di luce…

Traduzione ed adattamento: Angelo

Le scoperte, finora dimostrate in esperimenti con i topi di laboratorio, potrebbero offrire una speranza per milioni di persone in tutto il mondo che soffrono di disturbi d’ansia (tra cui quasi un adulto su cinque negli Stati Uniti).

Volevamo capire dove l’informazione emotiva che si percepisce nella sensazione di ansia è codificata nel cervello“, dice uno dei ricercatori, il neuroscienziato Mazen Kheirbek dell’Università della California, a San Francisco.

Per scoprirlo, il team ha utilizzato una tecnica chiamata imaging del calcio, inserendo microscopi miniaturizzati nel cervello di topi da laboratorio per registrare l’attività delle cellule nell’ippocampo mentre gli animali si facevano strada intorno ai loro recinti.

Anche se queste non erano gabbie ordinarie.

Il team aveva costruito labirinti speciali in cui, alcuni percorsi, conducevano a spazi aperti e piattaforme sopraelevate – ambienti esposti noti per indurre ansia nei topi, a causa della maggiore vulnerabilità ai predatori.

Lontano dalla sicurezza della gabbia, qualcosa è andato storto nelle teste dei topi – i ricercatori hanno osservavato le cellule in una parte dell’ippocampo chiamata CA1 ventrale (vCA1) che erano molto attive. E più erano attive e più i topi avevano comportamenti ansiosi e maggiore era l’attività dei neuroni.

Chiamiamo queste, cellule d’ansia, perché si attivano solo quando gli animali si trovano in posti che, per loro, sono incredibilmente innaturali“, spiega il ricercatore senior Rene Hen della Columbia University.

L’output di queste cellule è stato ricondotto all’ipotalamo, una regione del cervello che – tra le altre cose – regola gli ormoni che controllano le emozioni.

Questo stesso processo di regolazione funziona anche negli umani. Pertanto i ricercatori ipotizzano che lo stesso meccanismo possa essere implicato per noi.

Ora che abbiamo trovato queste cellule nell’ippocampo, si aprono nuove aree per esplorare metodi di trattamento che non sapevamo esistessero prima“, dice una delle collaboratrici al progetto, Jessica Jimenez del Vagelos College of Physicians & Surgeons della Columbia University.

Ma la più interessante è che i ricercatori hano già trovato un modo per controllare queste cellule ansiose – almeno nei topi – ed in una misura che effettivamente modifica il comportamento osservabile degli animali.

Usando una tecnica chiamata optogenetica. Si fa brillare un fascio di luce sulle cellule nella regione vCA1. I ricercatori sono stati in grado di calmare le cellule ansiose in modo efficace e, quindi, calmare i topi.

Quello che abbiamo scoperto è che i topi sono diventati meno ansiosi, in realtà tendevano a voler esplorare ancora di più le zone sconosciute del labirinto“.

Questo interruttore di controllo non funzionava solo in un modo.

Modulando le impostazioni della luce, i ricercatori sono stati in grado anche di potenziare l’attività delle cellule ansiose, facendo tremare gli animali anche quando erano sistemati in un ambiente chiuso e sicuro – non che il team di ricerca pensi necessariamente che la vCA1 sia l’unica regione cerebrale coinvolta.

Queste cellule sono probabilmente solo una parte di un circuito esteso attraverso il quale l’animale impara a conoscere le informazioni relative all’ansia“, ha detto Kheirbek alla NPR, sottolineando che anche altre cellule neuronali giustificano ulteriori studi.

In ogni caso, i prossimi passi saranno scoprire se lo stesso interruttore di controllo è quello che regola l’ansia umana – e sulla base di ciò che sappiamo delle somiglianze cerebrali con i topi, sembra plausibile.

Se l’ansia si spegne, questi risultati potrebbero aprire un nuovo grande vantaggio di ricerca in modi per trattare varie condizioni di ansia.

E questo è qualcosa per cui dovremmo essere tutti grati.

“Abbiamo un obiettivo”, ha spiegato Kheirbek a The Mercury News. “Un modo molto giovane per pensare a nuovi farmaci”…

Nota dell’editore del blog:

I ricercatori scoprono che la luce può controllare l’ansia? Bene!
DEVONO PER FORZA SVILUPPARE IL FARMACO! E’ PROPRIO PIU’ FORTE DI LORO!
VENGONO FORMATI CON CONCEZIONI FARMACOCENTRICHE E NON RIESCONO A SVINCOLARSI.
Comunque la notizia reputo sia di fondamentale importanza e spiega, in un certo senso, anche il perchè quando si è inondati di luce blu per molto tempo ci possa assalire inspiegabilmente l’ansia. Viceversa quando siamo al mare al tramonto, ci rilassiamo… Ecc…

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RIFERIMENTO:
NEURON
Anxiety Cells in a Hippocampal-Hypothalamic Circuit
Autori Vari
Link: qui

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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