Le statine potrebbero essere sovraprescritte fino a 5-6 volte per un errore nelle equazioni di calcolo del rischio!

Scritto da Angelo

Categorie: Pillole | Salute

3 Giugno 2016

Adattamento: Angelo

STILL LIFE, FOTO SIMBOLICA, FARMACI CON SOLDI BANCONOTE EURO (Alberto Cattaneo / Fotogramma, MILANO - 2012-08-23) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Nel 2013 il famigerato duo ultrasponsorizzato dalle aziende del farmaco: American College of Cardiology e l’American Heart Association (ACC/AHA) hanno emanato delle linee guida preventive fornendo un’equazione che potesse stimare il rischio a 10 anni in assoluto per la malattia aterosclerotica cardiovascolare (ASCVD) nella prevenzione primaria (in persone SANE che non hanno sviluppato la malattia cardiovascolare clinicamente manifesta). (ndr. Tutto questo è già abominevole, un’equazione! Come se il corpo umano fosse un robot… Tutti uguali…).

L’obiettivo di questo studio era valutare l’accuratezza di questa equazione. Lo studio ha incluso 307,591 adulti etnicamente diversi senza diabete e che non assumevano statine (età 40-75 anni) che sono stati valutati per oltre cinque anni per/o un totale di 1,515,142 persone-anno.

Lo studio ha rilevato:

  • Coloro che, secondo l’equazione, avrebbero avuto un rischio previsto fino al 2,49% di contrarre malattie aterosclerotiche ed eventi cardiovascolari, in realtà hanno mostrato un reale misero rischio del 0,20%.
  • i soggetti con un rischio previsto compreso tra il 2,50 ed il 3,74%, in realtà hanno mostrato solo un vero e proprio rischio dello 0,65%.
  • i soggetti con un rischio previsto compreso tra 3,75 ed il 4,99%, in realtà hanno avuto appena il 0,90%.
  • i soggetti con un rischio previsto di oltre il 5,0%, hanno mostrato un vero e proprio rischio del 1,85%.

Il dr. Rana (ndr. che non è quello dei tortellini) ha concluso: “nel mondo reale, l’equazione sviluppata dalla ACC/AHA ha sopravvalutato sostanzialmente il reale rischio a 5 anni negli adulti senza diabete, ed in tutti i sottogruppi sociodemografici.”

L’autore senior dello studio, il dottor Alan S. Go, responsabile della Cardiovascular and Metabolic Conditions Research presso il Kaiser Permanente Northern California Division of Research, ha commentato: “la sovrastima dell’equazione sviluppata dalla ACC/AHA è di circa 5/6 volte più alta… Il che, tradotto, vorrebbe dire che saremmo sovra-trattati… Il nostro studio fornisce la prova fondamentale per sostenere la ricalibrazione dell’equazione di rischio nel ‘mondo reale’, soprattutto in considerazione dei singoli e per le implicazioni per la salute pubblica per la diffusa applicazione di questo calcolatore di rischio”.

Cari lettori, noi siamo nelle mani di questi signori… Io non sarei poi tanto sereno… Eppure c’è ancora gente che asserisce che nel 2016 il top del valore scientifico sono le linee guida e che io, e tanti altri come me, siamo solo folli complottisti…

Riferimento:
http://healthydietsandscience.blogspot.it/
Journal of the American College of Cardiology 2016 May 10;67(18):2118-30
Accuracy of the Atherosclerotic Cardiovascular Risk Equation in a Large Contemporary, Multiethnic Population.
Rana JS, Tabada GH, Solomon MD, Lo JC, Jaffe MG, Sung SH, Ballantyne CM, Go AS.
Link: qui

Statine? No, grazie!

 

 

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