Le lectine contenute negli alimenti possono causare problemi di salute?

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Pillole | Salute

Tag: lectine | veleno | vomito

7 Marzo 2016

Adattamento: Angelo

fagioli

Questo documento pubblicato nel 1999 dal prestigioso BMJ afferma:
Nel 1988 un ospedale ha lanciato la “sana giornata alimentare (ndr ironia della sorte…) che si è svolta nella propria mensa all’ora di pranzo. Una pietanza conteneva fagioli rossi, e ne furono servite 31 porzioni. Alle 03:00 uno dei clienti ha vomitato. Nel corso delle successive quattro ore, 10 e più clienti hanno vomitato in modo cospicuo, alcuni hanno avuto persino la diarrea.

Nessun patogeno fu isolato dal cibo, ma i fagioli contenevano un’anormale concentrazione di una lectina: la fitoemoagglutinina.

Le lectine sono una famiglia di proteine che si lega ai carboidrati che si trovano in natura.

I legumi e i cereali sono i cibi che contengono più lectine, insieme ai vegetali della famiglia delle solanacee. Le lectine potrebbero essersi evolute come meccanismo di difesa della pianta che non vuole essere mangiata ed anche l’uomo è vulnerabile alla tossicità delle lectine. Quantità concentrate ed elevate di lectine potrebbero causare problemi digestivi e, a lungo andare, problemi di salute. Ad esempio la ricina (una lectina che si trova nella pianta dell’olio di ricino) potrebbe anche portare alla morte.

L’autore del report aggiunge che

negli ultimi due decenni abbiamo capito che molte lectine sono:

  • tossiche, infiammatorie o entrambe;
  • resistono alla cottura ed agli enzimi digestivi e
  • sono presenti in gran parte del nostro cibo

Quindi non dovrebbe sorprendere che a volte causino “intossicazione alimentare”.

Ma la scoperta veramente inquietante risale al 1989:  alcune lectine alimentari passano oltre la parete intestinale e si depositano in organi distanti (ndr. causando problemi).

Riferimento:
BMJ 1999; 318 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.318.7190.1023 (Published 17 April 1999)
Do dietary lectins cause disease?
David L J Freed, Allergist
Link: qui

Cereali? No, grazie!

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