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Le interviste di evolutamente.it: Paolo De Donno

Le interviste di evolutamente.it: Paolo De Donno

30 Novembre 2014cibo e mentePaolo De DonnoThomas Kuhn1695Visualizzazioni

Continuano le interviste di evolutamente.it. Stavolta è il turno di Paolo De Donno, Psicologo-Psicoterapeuta fiorentino ed esperto di connessione mente-cibo.

Paolo De Donno

Angelo– Ciao Paolo, benvenuto sulle pagine del nostro blog e grazie per il tuo tempo. Puoi darci un breve excursus della tua carriera professionale? Di cosa ti occupi oggi?

Paolo:
Grazie a te ed alla tua ospitalità ingegnere, la mia carriera professionale?… Iscritto a medicina nel 1981 lascio la facoltà al 4° anno, nonostante in pari con gli esami e i discreti risultati… Perché?… Inquietudine, un sentimento che ha sempre caratterizzato le mie scelte. Inizio quindi una carriera da commerciante/imprenditore nel settore moda (pensa tu!) che mi porta a produrre e vendere in mezza Europa… Ma dopo una decina d’anni accade qualcosa che cambia drasticamente la mia visione delle cose, scopro l’ipnosi, la sua pratica e le sue potenzialità, e visto che la cosa mi riusciva con piacere oltre che con una certa facilità, ho deciso di ritornare a studiare…Stavolta laureandomi in Psicologia Sperimentale, indirizzo che mi sembrava più adatto e conseguente per uno che aveva dato un congruo numero di esami alla Facoltà di medicina. Da lì in poi ho preso qualche altro “pezzo di carta”: un master in Ipnosi Clinica al CIICS di Torino, la scuola del compianto Prof. Granone… Quello che per intenderci ha introdotto l’Ipnosi scientifica in Italia negli anni ’60, quando la setta psicoanalitica la faceva da padrone ( si nota la mia antipatia per i seguaci di Freud e compagni?). Una specializzazione in Psicoterapia Funzionale Corporea, che rispecchia la mia attenzione al corpo, al sistema nervoso autonomo ed alle sue risorse/funzioni, oltre che al linguaggio ed al pensiero che normalmente sono i soli attrezzi di lavoro dello psicoterapeuta italiano standard. Ma vedi….in realtà le cose, le tappe cui tengo di più nella mia carriera sono i miei “lavoretti” sperimentali: uno studio ospedaliero a Firenze in cui, primi in Italia, abbiamo dimostrato l’aumento di potenza della Variabilità Cardiaca dopo una serie di sedute in stato ipnotico (stato che per me è un vero e proprio strumento di lavoro) ed uno studio al S. Raffaele di Milano in cui, assieme al prof. De Sperati, psicofisiologo, cercavamo marcatori dello stato ipnotico attraverso lo studio dei movimenti oculari lenti e della corteccia occipitale… Insomma cosette forse un po’ troppo scientifiche ed operative, che in genere i miei colleghi psicologi vedono con sospetto ed una certa antipatia, occupati come sono ad appartenere al loro approccio teorico/filosofico e a non derogare mai dallo schema imparato alla specializzazione, per me l’unico approccio rimane quello sperimentale, i Guru e il supposto carisma dell’analista in genere, mi fanno un po’ sorridere, sento odore di aria fritta, non so se mi spiego. In conclusione mi ritrovo a 52 anni con un titolo di Psicologo che mi sta stretto come un paio di scarpe da tennis lavate in lavatrice, qualche pubblicazione scientifica e tanta voglia di vedere che cosa c’è di nuovo nella scienza della salute umana.

Angelo– Dai tuoi interventi su facebook, che leggo sempre con piacere, so che sei un affezionato della dieta paleo. Come ti sei approcciato ad essa?

Paolo:
Onesto da far schifo?… Stavo male Angelo, a 42 anni, vuoi per lo stress accumulato dai miei giri intorno al mondo, vuoi per la fatica di capire chi ero , mi ritrovai con un paio di problemini, prostata (ero già candidato all’intervento nel giro di pochi anni, come mio padre e mio nonno) ed emicrania, che proprio non riuscivo a risolvere, neanche con l’aiuto dei miei tanti amici medici, anzi, credo proprio che un cattivo uso di antibiotici e antinfiammatori mi abbia solo instradato al peggioramento. E bada Angelo, sono sempre stato un discreto sportivo ed all’aspetto la mia forma fisica faceva invidia ai miei coetanei… Eppure qualcosa iniziava a cedere. Iniziai a studiare e praticare il digiuno terapeutico con qualche risultato, un primo approccio al “culto” vegetariano, cereali integrali e frutta e tutta la sequela di “disintossicanti” che però non disintossicavano un bel nulla… C’era qualcosa che proprio non quadrava; ero sempre più debole, facile ad ammalarmi di raffreddore ed influenza e bastava un raggio di sole a scatenarmi un bell’Herpes sul naso! Poi ho scoperto Piero Mozzi, il medico che in Italia ha importato la “dottrina” dei gruppi sanguigni, sono un gruppo zero e quindi senza saperlo mi ritrovai a praticare la Paleo alimentazione; i miglioramenti sono stati immediati e costanti, quando poi, tramite l’amico Andrea luchi, il nostro medico nutrizionista di riferimento, ho definitivamente scoperto la Paleo… Bè non l’ho mollata più. I miei problemi di salute si sono praticamente azzerati, ma come sai c’è ancora tanto da imparare e sperimentare, siamo pionieri.

Angelo– Hai avuto esperienze sull’applicazione dei principi nutrizionali paleo su tuoi pazienti?

Paolo:
La mia non può essere che un’attività informativa, educativa entro certi limiti; il mio mestiere non è proporre una dieta, suggerire integratori e prescrivere analisi… Tuttavia hai centrato un punto importante: perché diavolo uno psicoterapeuta si può occupare, ad esempio, dei disturbi alimentari e non di alimentazione? Sai, una volta diventato praticante Paleo con un certo impegno, ho cominciato a far caso ad alcuni interessanti fenomeni, te ne elenco alcuni per esser più chiaro:

1- L’ansioso-depressivo ( perdona la sintesi, i disturbi d’ansia e quelli depressivi sono parte di uno spettro piuttosto complesso) è ad esempio un perfetto carbomane, e non l’ho capito solo da cosa mangia, ma dai suoi denti… E’ praticamente un assegno circolare vivente per i dentisti, certo le mie osservazioni sono per ora riservate a poche decine di persone, ma ti assicuro che al di là dei disturbi tipo bruxismo o trascuratezza ( nelle sindromi depressive gravi spesso la pulizia del corpo e dei denti sono un optional) questa categoria di pazienti vive praticamente di cereali raffinati e dolciumi, non sono rari casi in cui la pizza e la coca cola, il cornetto e cappuccino sono praticamente i soli nutrienti assunti, la carne e le verdure in genere sono guardate con disgusto… Certo che in questi casi mi attivo per spiegare a grandi linee il ruolo delle proteine e delle verdure e se possibile invio al nutrizionista;

2- Il desiderio di carboidrati e creme dolci varie va di pari passo col crescere dello stato ansioso, del vuoto, dell’angoscia ; è interessante notare che la relazione è comunque biunivoca: puoi agire sulla limitazione dei carboidrati ed ottieni meno ansia, ma puoi agire anche sulla limitazione dell’ansia e ( ad esempio con una banale tecnica di rilassamento che si apprende in poche sedute) la gente sente meno il bisogno di smangiucchiare dolci e cibo spazzatura in genere, anzi quasi sempre dimagrisce e riacquista salute…”Sei dimagrito, hai fatto una dieta?… No sono andato dallo psicologo.”… Forse su questo varrebbe la pena di riflettere un po’ più a lungo: è la mente che in definitiva ratifica o meno un vero cambiamento di stato del corpo... Diversamente si passa la vita a dieta, guardati intorno Angelo quanti amici e amiche soprattutto sono ossessionati da quello che mangiano? Senza una decisione interiore, un apprendimento profondo, persino ossessivo in principio, i nostri tentativi lasciano il tempo che trovano e l’abitudine e la cattiva educazione riprende il sopravvento ( per questa “ossessione” i gruppi Facebook fanno miracoli, creano “focalizzazione” e spirito d’appartenenza, due nutrienti molto graditi al lobo frontale dell’Homo Sapiens)… Su questo sono disposto al duello con qualsiasi nutrizionista!

3- Il caso dei Vegeto/Vegani: vedi, si tratta esattamente di quello che dicevo sopra… Sono “vincenti”( nel senso di sempre più numerosi e mediaticamente credibili))!… Perché hanno scientificamente ragione?… Perché loro ed i loro bambini hanno una salute migliore degli altri? Nient’affatto, sempre più studi scientifici mettono in guardia questi signori e… Tuttavia loro sono “vincenti”, hanno forzato corpo e mente con un’arma tra le più potenti a disposizione del mammifero più evoluto del pianeta: l’ossessione, o l’ideologia se preferisci ( io ti sono moralmente superiore…attento a te sporco mangiatore di animaletti), certamente lo hanno fatto, per quanto mi riguarda, nella direzione errata.

Angelo– A tuo parere, quali sono i cibi assolutamente da evitare per non rischiare di incorrere in patologie psichiatriche?

Paolo:
Domandona, vediamo… Se dai un’occhiata al blog della Psichiatra americana Emily Dean te ne fai un’idea originale e immediata: zuccheri raffinati in primis e poi l’eterno duetto glutine/caseina ( il caso della Signora psicotica in remissione semplicemente togliendo zuccheri e bevande zuccherate sta facendo il giro del mondo…Psichiatrico/psicologico). Ma qui voglio essere più cauto e ti rispondo con uno schemino semplice semplice:

Una cattiva alimentazione può provocare, meglio, slatentizzare/acutizzare un disturbo psicologico/psichiatrico?

Purtroppo la risposta è si e senza scomodare i padri e gli adepti della paleo basterà ricordare che da sempre in medicina e psicologia è nota la correlazione (carceri, quartieri poveri, sanatori, scorbuto nei naviganti ecc.) malnutrizione-disagio mentale!

Può una corretta alimentazione curare un disturbo psichiatrico (psicologico o del comportamento che dir si voglia)?

Qui la risposta è infinitamente più complessa, in questo noi studiosi della mente non abbiamo la stessa fortuna degli studiosi del corpo (perdona questa vetusta, indecente divisione ma qui mi occorre) e sai perché Angelo?… Perché la mente si nutre di grassi, proteine si certamente ma anche e soprattutto di relazioni!!!… E pare proprio, non ti sto a far rassegna di studi, che quando la mente si nutre di cattiva relazione a farne le spese sia anche quello che sta sotto, il corpo ( e così ho ripristinato la sacra unità). Ergo, puoi mangiar bene quanto vuoi, ma se tuo padre è un picchiatore alcolizzato e tua madre una maniaco depressiva che hai sempre visto piagnucolare e lamentarsi… Mi sa che prima o poi ci vediamo nel mio studio e non dovrò parlarti solo di alimentazione evolutiva.

Ma il giorno che vedo un nutrizionista risolvere una condotta di fobia sociale, un comportamento ossessivo compulsivo o un narcisismo inveterato… Giuro che cambio mestiere!

Quindi a conclusione di questa tua difficile domanda: una corretta alimentazione facilita senz’altro la remissione di disturbi mentali in cui infiammazione, dismetabolismo e carenza vitaminica sono parte in causa. Ma si dà il caso che il disagio mentale più diffuso è fondamentalmente a carattere Relazionale, costituito, nutrito e rinforzato cioè da cattiva relazione col prossimo!

Angelo– Ci sono patologie che tratti con integrazioni di vitamina D ed Omega 3? Se si, con quali risultati ed a quali dosaggi?

Paolo:
Non consiglio integratori, anche se ne assumo alcuni in via sperimentale e ciclicamente per valutarne gli effetti, per questo ci sono gli amici medici e nutrizionisti.

Angelo– Abbiamo appreso con dispiacere che non parteciperai più come relatore al congresso “cibo e salute” che si terrà a fine novembre a Grosseto. Puoi sommariamente riassumerci i punti salienti della tua mancata relazione?

Paolo:
Si alcuni professionisti me compreso non parteciperanno a questo congresso per problemi organizzativi dell’Azienda Sanitaria di Grosseto, tuttavia occorre riconoscere che il lavoro del Dr. Andrea Luchi è stato veramente pionieristico: il primo congresso di medicina evolutiva in Italia… Cosa avrei detto?

Certamente avrei portato la mia brava lista di studi e lavoretti scaricati da Pub Med, come tutti quelli che vogliono puzzare di scienza e fare la loro porca figuretta (neurotrasmettitori e flora intestinale è materia che mi sta affascinando da qualche tempo), ma avrei anche messo l’accento su un paio di cosette, forse tre.

Una te l’ho accennata sopra , la mente si nutre di relazioni, non solo di sostanze che attraversano il tubo digerente.

Un’altra che mi prude da quando seguo spassionatamente la Paleo è la seguente: ” Uh… Quanto sono magri e in forma gli aborigeni, eh… Come sono bellocci e glamour i Masai, ah… Come stava bene l’uomo di Neanderthal che non aveva il diabete e la psoriasi e non era mai ciccione”!!! Non sono medico e non discuto i loro trigliceridi e l’imponenza della loro massa muscolare, invidiabile…eh si Angelo consentimi un po’ di teatro dai: ma sapevi che una delle teorie più accreditate in sede scientifica, la teoria del doppio legame di Gregory Bateson è nata proprio in uno studio sulle popolazioni primitive? Di cosa parla questa teoria?… Parla di come si genera la schizofrenia, come dire, la bestia nera, il mostro assoluto, il serial killer per chiunque faccia il mio mestiere. Mi sono spiegato? Sani, primitivi, belli come divinità i nostri antenati… Ma nient’affatto al sicuro dalla regina delle malattie mentali.

Portare la filosofia Paleo in ambiente medico sarà dura, in ambiente psicologico/psichiatrico sarà mooooolto più dura… Ancora una volta devo ribadire: mangiate bene, ma soprattutto relazionatevi bene!

E infine: la Paleo è una rivoluzione? Ok assumiamo per ipotesi di avere una rivoluzione alimentare in corso, in fondo gli elementi ci sono tutti: mangia quanto ti pare, le calorie non si contano più, i grassi non fanno male (i grassi non fanno male???), la carne fa bene ( la carne fa bene???), insomma una rivoluzione ok? Ora, c’è un tizio di nome Thomas Kuhn, filosofo della scienza, quello del paradigma scientifico, si proprio quello che ha dettato le leggi di una rivoluzione scientifica d.o.c., che sostiene che per accettare un nuovo paradigma la comunità scientifica ha bisogno di una cosa fondamentale, quale?… Si lo so, tu Angelo da bravo Ingegnere dirai che la comunità scientifica vuole le prove, le evidenze, le basi scientifiche appunto per accettare una novità giusto?… NO, sbagliato! Per accettare un nuovo paradigma, la Paleo ad esempio, la comunità scientifica vuole una cosa tutta particolare: la morte del vecchio paradigma!….in mancanza di questo hai voglia a produrre le strisciate di studi su Pub Med… Hai presente quando la gente risponde: “…eh si ma Veronesi ( come citassero S. Francesco o Padre Pio) dice che la ciccia fa male eh… Come la mettiamo?” Ecco questa gente è nel vecchio paradigma, e per gente leggi medici e colleghi psicologi, vegetariani e impiegati del catasto… Tutti noi insomma.

Occorreranno anni, e qualche altro milione di morti e malati per assumere che grassi e proteine animali correttamente assunti non fanno male? Probabilmente si. Il vecchio paradigma sta scricchiolando? Vero, ma non bastano morti e feriti a dimostrare l’errore dice Kuhn… Ma chiudo questa domanda dicendoti una cosa che riguarda direttamente la mia professione: alla voce Eziologia si legge sul Dizionario Internazionale di Psicoterapia di G. Nardone e A. Salvini (2013 Garzanti): “… L’eziologia della maggioranza dei disturbi descritti dal DSM è sconosciuta… E ancora,… Non potendo, al momento, fare riferimento con precisione ad agenti infettivi o ad alterazione metaboliche e/o fisiche, di competenza medica e non essendo altresì chiare le dinamiche di correlazione e causalità lineare o circolare… Non è chiaro se siano i processi fisiologici ad influenzare gli stati emotivi oppure se sia la dimensione psichica ad avere un effetto sugli aspetti metabolici, fisiologici ed endocrinologici… Per Bartalanffy (teoria dei Sistemi: Causalità vs Linearità ecc) l’origine dei problemi psicologici è riconducibile ad un complesso sistema di interrelazioni tra fattori biologici, sociali e psicologici non esclusivamente riferibili a fenomeni di causazione lineare propri dell’indagine medica”.

Traduco per i profani e gli svogliati: ... Per noi signori della mente la causa dei disturbi mentali non ha precise cause, l’indagine medica tradizionale per noi non conta nulla… Pigliati il prozac, il litio o fai psicoterapia, abbraccia il maestro di yoga, suonati la campana tibetana, fatti un corso di risate a pagamento… Fai un po’ tu, noi, da dove si origina sta roba psichiatrica non ne abbiamo che una vaga idea… Punto! ( magari questo ti spiega anche perché noi strizzacervelli siamo guardati con sospetto/rispetto/… Diletto?! Stiamo nella scienza…ma anche no, facciamo quello che cavolo ci pare, magari domani inventiamo pure che tuo figlio l’hai guardato male e fa la pipì a letto per colpa tua… Toh!).

Testo universitario del 2013 eh… Un anno fa! E a questi , che sono chiaramente nel vecchio paradigma direbbe Kuhn, chi li informa che la Paleo e l’alimentazione in genere potrebbe dare una mano ai disturbati mentali? Le slides con gli studi copiaincollati da Pub Med?… Non ci facciamo illusioni. Occorre uccidere il vecchio…Paradigma.

Così come esiste una Paleo Medicina con tante sfumature, occorrerà sostanziare una Paleo Psicologia, una scienza del comportamento che tenga conto del dato culturale ed educativo, non solo dei nutrienti… Educazione sportiva ad esempio, e tu ne sai qualcosa.

Thomas Kuhn

In foto: Thomas Kuhn

Ciclo di Kuhn

Il ciclo di Kuhn

Angelo– Una riflessione un po’ da “vecchio”… Ai miei tempi, quando ancora frequentavo la scuola non esistevano tutte queste patologie mentali che si trovano oggi in bambini ed adolescenti. Autismo, disordini dell’attenzione, dislessia… Come mai oggigiorno sono estremamente comuni? Non se ne parlava all’epoca o, a tuo parere, è cambiato qualcosa?

Paolo:
Questione urticante la tua, come risponderti? Abbiamo più diagnosi? Un’epidemia di psicologhe infantili a caccia di pazienti? I complottisti del vaccino facile? Mamme in carriera e disattente? Ad esempio: ora ci sono più casi di pedofilia a scuola e maltrattamento dei minori?… O forse prima non erano denunciati?

Senti, io che a scuola ci sono andato negli anni sessanta e che avevo una madre insegnante ti dico che miseria, disagio sociale, malnutrizione (ricordo bambini che alle cinque di mattina aiutavano il padre a scaricare la frutta dal camion o in officina e poi venivano a scuola… A dormire) ci sono sempre stati. Forse oggi c’è più benessere economico e meno benessere affettivo? Si, mi verrebbe proprio voglia di affermarlo. Io bimbi così profondamente soli ed asociali e pressati, caricati di aspettative, incompresi ed inascoltati come ne vedo oggi proprio non li ricordo quaranta anni fa. Vuoi che ti dica che anche qui ci possa essere lo zampino dei cibi raffinati? Possibile, ma attenderei evidenze più sostanziose, mentre per l’obesità infantile ed adolescenziale… Ormai è senza dubbio emergenza.

Un discorso a parte invece meritano i programmi nutrizionali del tipo Gaps (Gut and Psychology Syndrome e Gut and Physiology Syndrome) che si stanno rivelando utili per autismo, dislessia e le varie sindromi dei disturbi dell’attenzione. Questi trattamenti pare riescano ad intervenire sulla flora intestinale, devastata da antibiotici (ancora loro vedi?) e latte artificiale, che in alcuni bambini avrebbero prodotto sostanze tossiche per il cervello, impedendo così un corretto apprendimento degli stimoli ambientali e relazionali: sapevi che l’autistico vive l’afflusso sensoriale esterno e in particolare quello con i suoi simili come una vera e propria catastrofica intrusione?… A volte basta uno sguardo, un colpo di tosse o una parola sbagliata per scatenare crisi spaventose. Ma chi, come me, ha lavorato con vari tipi di autismo, compreso quello a comorbidità psicotica, sa che difficilmente la sola alimentazione permetterà a quel paziente di svegliarsi un mattino e correre incontro alle persone guardandole negli occhi; certamente questi approcci stanno aprendo nuove vie, nuove eziologie che, proprio nell’autismo, latitavano da sempre, e sono sicuro che l’intervento precoce ( c’è tutto un discorso di finestra d’apprendimento che va compreso) potrà dare risultati insperati anche solo un decennio fa.

Angelo– In letteratura si trovano alcuni studi che associano il vegetarianesimo a possibili patologie mentali. Qual è la tua opinione in merito?

Paolo:

Capito, mi vuoi far bruciare la macchina o subire un attentato dall’esercito delle 12 scimmie vegetariane te eh!? Ma se me lo chiede uno che ha intervistato Jaminet e Barry Sears devo inventarmi qualcosa anch’io… Sai l’argomento qui è delicato, potrei rimandarti a una ventina di studi che associano carenza di grassi acidi o di complessi di Vitamina B a “possibili” patologie, addirittura a riduzioni del volume cerebrale, quanto basta per allarmare, vero e giusto. Ma il vero problema è che la maggior parte degli abitanti del planisfero occidentale, e da un po’ anche quello orientale in crescita economica esponenziale, sta imparando sempre di più a “mangiare male”… E allora che senso ha per un clinico come me incazzarsi più di tanto coi vegeto/vegani?… Sono ideologizzati questo si, presupponenti, insopportabili con la loro verità in tasca e la loro scienza approssimativa… Ma gli altri stanno comunque peggio. Gli uni moriranno depressi, nervosetti e convinti di aver salvato il pianeta, gli altri moriranno sfondandosi fegato, cuore e colon… Sai che bella prospettiva?!

Cervello e cibo

Angelo– Quali testi di semplice lettura ti sentiresti di consigliare ad un lettore che, come me, per cultura personale, volesse approfondire le tematiche relative a cibo-mente?

Paolo:
Testi specifici che io sappia non ne esistono ancora, ma voglio risegnalare il blog della Emily Deans e un bel progetto britannico dal titolo Food and MoodFluctuations in blood sugar levels are associated with changes in mood and energy, and are affected by what we eat.” (ndr. le fluttuazioni dei livelli di zuccheri ematici sono associate con cambiamenti dell’umore d dell’energia, e sono affetti da come si mangia)… Avrai un’idea di come in altri luoghi del pianeta si prende sul serio la connessione da te evocata Angelo.

Angelo- Sei stato protagonista su facebook di un primo sondaggio italiano “paleo” al quale hanno partecipato spontaneamente ben 300 persone. Puoi commentarne i punti che più ti hanno sorpreso?

Paolo:
Sorpreso è la parola giusta; tanti blog, tante pagine Facebook, tanti “singoli” entusiasti dei risultati e… nessuno aveva avuto la voglia di fare una semplice cosa: iniziare a contarci… A chiederci se funziona e quanto funziona sui grandi numeri, chi fa la Paleo e chi fa fatica a farla. Da Psicologo sperimentale mi son detto che l’avrei fatto io questo primo passo. Non è un lavoro scientifico in senso stretto, non ci sono cartelle cliniche standardizzate e le persone rispondono via Internet con una libertà impensabile in un lavoro sperimentale, ma per la prima volta in Italia un nutrito gruppo di persone aderenti, a vario grado, all’alimentazione Paleo Evolutiva si sono “contate e misurate”. Le sorprese?… Intanto che non basta fare una lista di cibi consentiti e non consentiti, occorre una ri-educazione; le persone soffrono nell’abbandonare alcune sostanze sia a livello fisico che psichico… Pensa al pane, alla pasta ai dolciumi, pensa a quanto sono profondamente radicati nell’educazione dei figli da parte di mamme , nonne, stare a tavola assieme, il cibo come comunicazione e condivisione, volevo capire se questa rivoluzione di abitudini alimentare trovasse aiuto in famiglia o se i nostri soggetti provassero un senso di esclusione. Vedi Angelo, allo psicologo non interessano tanto i trigliceridi quanto la fatica, il nuovo apprendimento cui si sono sottoposti i nostri pionieri, e soprattutto quelli che non ce la fanno, quelli che gli amici medici e nutrizionisti si guardano bene dal pubblicizzare… Ecco a me proprio quelli stanno più a cuore. Allora ho voluto provare a capire quale cibo era più difficile abbandonare e se alimentarsi correttamente avesse dato una mano alle dimensioni affettive, autostima ad esempio. Ma la tabella di cui vado più orgoglioso è quella che vedi sotto… Si commenta da sé.

grafico

La tabella riepilogativa patologie risolte con la Dieta Paleo

Angelo– Sul blog cerchiamo di dare spazio a ricerche sulla connessione cibo-mente. Cosa ne pensi del nostro blog? Consigli per migliorarlo?

Paolo:
A me il fatto che uno sportivo e per di più ingegnere s’impicci di alimentazione piace assai, sarà che io sono un pianista che s’ìmpiccia di Ipnosi, un velista che ama il parapendio… Mi piace chi curiosa e studia con passione. Migliorare?… La rete è la vera rivoluzione oggi, “…L’informazione è la differenza che fa la differenza”. Diceva Bateson , quello che ha scoperto la schizofrenia tra i bei primitivi, tu stai connesso e con la tua voglia di fare (noto che anche a te non piace l’aria fritta e il parlare per parlare su Facebook) e imparerai un sacco di cose, come me d’altronde.

Angelo– Vuoi aggiungere qualcosa all’intervista, magari dando dei riferimenti, link utili per chi volesse approfondire i tuoi approcci?

Paolo:
Due cosette?

La rete è la vera chance, la vera rivoluzione oggi, come dicevo sopra… Ma attenzione ai pericoli: c’è un ego della vita reale ed un ego di rete; non confondete le cose…Possono esserci risvolti dolorosi, addirittura patologici, ancora molte persone con un Io fragile non sono preparate a questa “scissione” dell’Io.

I gruppi Facebook, una cosa meravigliosa, io stesso imparo cose tutti i giorni: anche qui attenzione, la vita reale è altrove, abbisogna dei cinque sensi connessi con il tronco encefalico e con gli altri corpi-mente attorno a noi… Il rischio è un profondo senso di solitudine che agogna quel po’ di metadone che è la chat sul computer, e poi basta un frainteso, un non senso… A scatenare afflizioni. Parlo a ragion veduta ascoltate le storie di alcuni pazienti, e come sappiamo da recenti fatti di cronaca l’epidemia è in corso.

Grazie Angelo.
Firenze Novembre 2014

Angelo– Grazie Paolo per la tua disponibilità e per la preziosa intervista!

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

Dieta a Zona e performance atletica: nessuna prova dei vantaggi

Un elevato apporto di proteine dalla carne, come complemento al latte materno, aumenta la crescita, ma non l’adiposità nei neonati.