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Le interviste di evolutamente.it: Paolo Antolini
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Le interviste di evolutamente.it: Paolo Antolini

Continuano le interviste di evolutamente.it. Stavolta è il turno di un bravissimo biochimico molto attivo su Facebook con il suo affollatissimo gruppo  “Psoriasi l’alternativa naturale”.

Promotore, negli ultimi anni, di una serie di congressi dedicati al tema Psoriasi ed in genere le malattie autoimmuni.
Inventore del Metodo Apollo.

Una persona davvero squisita, disponibile e generosa che mi pregio di chiamare “amico“.

Paolo
Paolo con il dr. Cordain

Buona lettura!

Angelo: Siamo molto lieti di ospitare sulle pagine di evolutamente.it il grande Paolo Antolini.
Paolo, il nostro e mio personale benvenuto!

Paolo:

Io sono onorato della possibilità di poter raccontare della nostra avventura in uno spazio così importante per il contesto evoluzionistico in Italia.

Angelo: puoi darci un breve excursus della tua carriera?

Paolo:

Te lo do sulla mia “carriera di malato”…

Mio padre aveva la psoriasi, sono cresciuto con la spada di damocle sulla testa, sapendo che prima o poi sarebbe stato molto probabile che lo stesso supplizio toccasse anche a me. Come da previsione per i miei 18 anni di età è arrivata la prima chiazza.

Il percorso è stato lo stesso di tutti gli altri malati di psoriasi, sono andato dal dermatologo di mio padre, che mi ha prospettato la medesima soluzione: cortisone e ciclosporina. Ovviamente la frase successiva è stata: non puoi fare nulla, è una malattia a vita, potrai solamente tenerla sotto controllo.

Al che il mio pensiero è stato, ma se mio papà non ha mai risolto nulla in 30 anni di malattia, sarà difficile che anche io sulla stessa strada possa raggiungere qualche risultato.

Da lì ho deciso che avrei fatto il possibile per capire a fondo la malattia e che avrei trovato una soluzione, perché mi sembrava impossibile che esistesse una tale condanna e non ci fosse una via d’uscita.

Ho studiato biochimica e ho fatto il ricercatore per una delle case farmaceutiche Major, prima in Italia e poi in Inghilterra, nello specifico lavorando sui modulatori dell’infiammazione. Poi per motivi da una parte sentimentali e per scrupolo personale ho lasciato la ricerca privata per tornare in Italia.

Nel frattempo mi sono capitati in mano i testi di Sears (ndr. intervistato per il nostro blog), che parlavano di infiammazione silente e legavano l’alimentazione ad una serie di malattie croniche che stanno flagellando il mondo occidentale. A livello accademico allora nessuno aveva fatto questi collegamenti, invece guardando i meccanismi biologici sono davvero evidentissimi.

Altro mattone che mi ha fatto collegare il cibo alla psoriasi è stato il lavoro di Pagano, il pioniere che per primo ha parlato di psoriasi come problema intestinale e non dermatologico.

Ho deciso che quello sarebbe stato il filone da approfondire e ho iniziato a studiare tutto quello che era stato pubblicato sull’argomento: Cordain, Holick e ovviamente a controllare tutti gli studi pubblicati sulla psoriasi e sulle malattie autoimmuni.

Angelo: Come è nato il tuo approccio alla paleo-dieta?

Paolo:

Non ci crederai, ma in un articolo web che stavo leggendo sul sito della Weston Price foundation si diceva che oltre alla dentatura perfetta nelle popolazioni tribali il concetto di malattia autoimmune era assente.

Il pensiero successivo è stato, se le malattie autoimmuni sono così presenti nella nostra moderna società e assenti nelle società preagricole, forse è qualcosa nel nostro stile di vita che ci rende così esposti a questi disturbi.

Nella realtà dei fatti lo stile alimentare che più si avvicina a quello tribale è ovviamente quello di tipo evoluzionistico. E dati i numerosi studi che collegavano già 10 anni fa glutine, caseina e psoriasi il passaggio alla Paleo è stato scontato.

La mia psoriasi al passaggio in Paleo ha avuto un grosso miglioramento, ma non era pulita del tutto, per arrivare ad una situazione ottimale ho dovuto stringere ancora di più la rosa dei cibi e fare delle integrazioni specifiche come la vit d e l’omega 3, ma alla fine ho vinto io.

Messo a punto un protocollo base per me ho deciso di diffonderlo e mi sono unito ad un gruppo Fb che per la psoriasi si affidava al metodo Pagano. Il gruppo era stato fondato da una persona straordinaria, intelligenza vivissima e soprattutto un grandissimo spirito di osservazione.

Dall’unione delle nostre due esperienze sono nate le linee guida che ormai abbiamo diffuso a più di 10.000 persone che si sono unite al gruppo e che hanno deciso di affrontare la psoriasi agendo dalle cause e non dalla superficie.

Cosa molto importante è che Io e Iacopo abbiamo due metabolismi opposti, e questo lavoro combinato ci ha portato a creare qualcosa che davvero funziona in maniera molto generalizzata.

Angelo: Ci parli un po’ del prossimo Congresso che si terrà a Venezia il prossimo giugno? Date info e quant’altro?

Paolo:

Il convegno di Venezia segna per noi una tappa fondamentale della storia del gruppo.
Si terrà al lido di Venezia il 6/7 giugno, presso Ca Del Moro, ad oggi siamo quasi 150 iscritti.
La giornata di sabato sarà dedicata alle relazioni, parleremo di tutti i fattori che sono coinvolti nella psoriasi e nelle malattie autoimmuni, alimentazione, disordini endocrini, digestivi, allergici e porteremo l’esperienza fatta su ormai 12.000 persone in questi anni. Le informazioni che divulgheremo sono quanto di più specifico e pragmatico esista oggi, visto che tutto viene dall’esperienza diretta sulle persone e non da studi in piccolissimo taglio.
La giornata di domenica verrà dedicata alla scuola di cucina, la nostra super cuoca Monica Benedetti terrá una masterclass evoluzionistica, dove i presenti potranno portare a casa un bagaglio di ricette che renderanno la loro dieta squisita oltre che supersalutare.
Il costo del convegno è in pratica solo un rimborso spese, abbiamo chiesto 20 euro per la giornata di Sabato e 30 per il pacchetto completo.

Tengo a sottolineare che non abbiamo alcun tipo di sponsor, e non ne vogliamo. Tutte le informazioni che daremo saranno senza filtro e senza censura, spesso avere sponsor vuol dire anche limitare la libertà di parola per non intaccare gli interessi dei finanziatori.

Ovviamente tema principale della giornata sarà la presentazione del nostro libro…

Angelo: Ci parli un po’ del libro che state per pubblicare? Gli autori? A quale pubblico si rivolge?

Paolo:

Mi fai proprio una bella domanda…

Il libro è in realtà un salto quantico del nostro metodo, è una bibbia per il malato di psoriasi. È una grossa evoluzione delle nostre linee guida, raccoglie tutto il lavoro fatto su migliaia di persone in tutti questi anni.
Gli autori siamo io e il mio “socio” fondatore e co amministratore del gruppo.
Abbiamo voluto creare una guida pratica per uscire dalla psoriasi, una pubblicazione che accompagnasse la persona a capire i meccanismi profondi della malattia, che lo aiutasse prima nel trovare i suoi fattori scatenanti e poi a correggerli fino al controllo totale del problema.
Il libro indica tutti i fattori coinvolti:
Rapporto tra cibo e psoriasi
Sindrome metabolica
Leaky gut
Disordini endocrini tiroidei e surrenali
Istamina e allergie
Infezioni, sub infezioni e parassiti
Polimorfismi genetici
Microbioma
E molto altro…

Ci tengo a sottolineare che il taglio che abbiamo voluto dare è estremamente pragmatico, abbiamo inserito uno schema che consente a chi lo legge di capire quali siano i fattori scatenanti predominanti nella sua malattia, le analisi che lo aiutano ad identificare il problema specifico e la relativa soluzione.

Il libro è ricchissimo di approfondimenti tecnici, ovviamente correlati di tutta la relativa bibliografia, scritti per chi vuole indagare a fondo tutti i meccanismi coinvolti e per gli operatori sanitari che sono interessati ad assistere i loro pazienti ad un altro livello.

Non abbiamo la pretesa di essere arrivati a sapere tutto della malattia, come non possiamo garantire che possa funzionare per tutti. La lezione più importante che abbiamo imparato in questi anni è che la psoriasi è una malattia davvero molto sfaccettata, in cui anche la psiche gioca un ruolo fondamentale e che l’unico approccio che paga è quello a 360 gradi, in cui si lavora sul corpo, sulla mente e sull’inconscio.
Occorre approcciarsi alla psoriasi con estrema umiltà e senza arroganza, e soprattutto senza dare nulla per scontato.

Angelo: ora mi devi togliere una curiosità… In una pausa del Congresso di Verona, di cui ho provato a riportare i punti salienti trattati, ti ho visto chiacchierare “fitto fitto” col il prof. Cordain… Ma che cavolo vi siete detti?

Paolo:

Bravo Angelo, hai l’occhio lungo…

Si ho avuto la straordinaria occasione di poter chiacchierare mezz’ora a tu per tu con il Prof. Lorain Cordain, se penso che forse è il ricercatore che stimo di più al mondo è stato come per una adolescente trovarsi in camerino con Justin Bieber…

Ci siamo scambiati i nostri punti di vista sulla paleo nelle malattie autoimmuni, gli ho raccontato la straordinaria esperienza fatta col gruppo, e lui è rimasto molto impressionato, non si aspettava che così tante persone potessero seguire con successo la “sua” dieta per controllare la propria malattia.

È stato talmente colpito che ci siamo scambiati gli indirizzi mail per condividere dati ed esperienze.

Aggiungo che Il Prof. Cordain è una persona dall’umiltà e dall’apertura mentale straordinaria, come spesso accade per i numeri 1, la semplicità che il prof. Cordain ha dimostrato lo rende ancora più prezioso e non ho dubbi che nei prossimi anni sarà uno dei massimi protagonisti dei cambiamenti che stanno avvenendo nella comunità scientifica.

Angelo: Ci puoi sciorinare un po’ di numeri del tuo gruppo Facebook? Hai per caso statistiche di casi risolti? Sarebbe bello avere dati attendibili per dimostrare che l’approccio funziona e potrebbe portare persino un po’ di respiro alla disastrate casse del Ministero della Salute!

Paolo:

Tengo a ribadire che il gruppo non è mio, ma nostro. Al di là di me e di Iacopo, di tutte le migliaia di persone che lo animano e che hanno creato una comunità molto legata sia online che nel mondo reale.

Lasciami un secondo di arroganza, a livello di numeri siamo la prima comunità al Mondo sulla psoriasi, se penso che siamo italiani, e la seconda è mondiale direi che possiamo davvero essere orgogliosi di quanto ottenuto, ad oggi siamo 12.300…

Ovviamente di 12300 all’anagrafe, chi poi ha richiesto le linee guida sono stati in 7000 e che le applicano circa la metà.
Parlando di quei 3500 che le applicano io ovviamente ho tutto, analisi prima e dopo e ovviamente fotografie prima e dopo.
Circa l’80 per cento di chi le segue tiene sotto controllo la malattia come se fosse sotto trattamento farmacologico, ovviamente senza effetti collaterali, se non quello di miglioramento della salute generale e della qualità della vita.
Di questi circa il 40/45 arriva alla scomparsa totale per la maggior parte dell’anno.
Occorre che ognuno personalizzi il metodo su se stesso e lavori sulle sue cause, per questo abbiamo una rete di professionisti, medici e nutrizionisti sul territorio che sono a disposizione per accompagnare le persone nel percorso.

La cosa particolare del nostro gruppo, a differenza dagli altri dichiaratamente Paleo, il nostro in realtà è un gruppo di conversione. Le persone entrano da noi per sapere qualcosa sulla psoriasi e si convertono allo stile evoluzionistico, per cui possiamo un po’ anche prenderci il merito di essere tra i principali protagonisti della crescita della paleo in Italia, avvisami se la sto sparando grossa…

Per quanto riguarda il nostro povero SSNN, dobbiamo tenere presente che la spesa sanitaria per i malati autoimmuni cronici è davvero altissima, soprattutto per l’utilizzo dei farmaci biologici, dove una singola infusione può costare migliaia di euro. Più o meno un malato di psoriasi può costare anche 1500 euro al mese.

In occasione del convegno Cibo e Salute di Grosseto, organizzato dall’ottimo dr. Andrea Luchi (ndr. anche lui intervistato per il nostro blog), avevo preparato dei dati, ammetto piuttosto larghi, ma anche abbastanza attendibili. Da quando esiste il nostro gruppo il sistema sanitario ha risparmiato circa 10 milioni di euro per i farmaci che sono stati dismessi perché non più necessari, dal calcolo restano fuori farmaci per diabete, ipertensione e colesterolo che sono diventati superflui per la normalizzazione dovuta all’alimentazione.
In Italia i malati di psoriasi sono più di 2 milioni, facendo una debita proporzione se 3.500 portano 10 milioni di risparmi, applicati su tutti superiamo i 5 miliardi, più o meno come una rata di IMU…

Noi siamo i primi a consigliare di valutare il proprio trattamento farmacologico esclusivamente con lo specialista, mai ci sogneremmo di dire alle persone di abbandonare una terapia in autonomia.
Riteniamo però che sia diritto del paziente essere a conoscenza di ogni possibilità terapeutica per la propria malattia, e che dopo una adeguata e imparziale informazione sia la persona che debba scegliere il tipo di approccio che più risuona con la propria filosofia terapeutica.
Riteniamo che il paziente debba fare un percorso di crescita della sua consapevolezza nei confronti della malattia, e che, da informato, debba discutere con il suo terapeuta della strategia da seguire per il pieno recupero di un ottimale stato di salute.

Ciò implica due cose, avere pazienti desiderosi di apprendere e medici che si aprano anche a protocolli non esclusivamente farmacologici, chiaramente supportati dalla totale validità scientifica.

E in questo concetto trovi riassunto il lavoro del gruppo…

Angelo: In questo ultimo periodo le varie diete paleolitiche stanno ricevendo una crescente attenzione. Secondo te quali sono le prospettive per il prossimo futuro? Autorevoli personaggi in alcune precedenti interviste si sono dimostrati un po’ scettici…

Paolo:

Su queste previsioni è sempre complicato esprimersi.

Io ho trovato che a livello generale l’approccio che ha dato maggiori risultati è quello evoluzionistico, carne pesce frutta e verdura con l’aggiunta di amidi puliti come riso e patate, forse proprio perché è quello che meglio si adatta ai nostri geni.

Nel mondo paleo convivono diverse filosofie, dalle più estremiste alle più elastiche. Io ritengo che la strategia che paga di più è quella di basare la propria alimentazione sul CIBO VERO.

Il vero problema dell’alimentazione moderna non sono la quantità di grassi proteine e carboidrati, ma che la maggior parte del cibo sulla nostra tavola esce da qualche fabbrica più che da madre natura.
Ci sono tribù che vivono con il 70 per cento di carboidrati e stanno benissimo, altri che vivono con il 90 per cento di grassi e proteine e stanno benissimo, la discriminante è che tutti consumano cibo assolutamente naturale senza trasformazioni industriali.
Abbiamo una genetica straordinaria che ci consente di adattarci ad ogni carburante, purché sia quello che madre natura ha previsto per noi, non da qualche multinazionale alimentare.

Fatta questa premessa, penso che il futuro passi per la crescita della consapevolezza del consumatore, che grazie alle sue scelte di consumo potrà orientare il mercato verso una produzione più naturale e sostenibile.
Penso che l’alimentazione debba andare oltre le etichette di Paleo, Vegan o quant’altro, che la cosa che dovrebbe unire le persone sia la ricerca del cibo vero di alta qualità e che ognuno poi debba adattare la dieta al suo metabolismo.

Poi prendi la mia opinione come molto limitata, io mi occupo di persone che fanno la paleo per la gestione delle malattie autoimmuni, e credimi è tutto un altro paio di maniche.

Angelo: secondo te quali sono le principali integrazioni da adottare oggigiorno?

Paolo:

Le principali sono tre, vitamina d, magnesio e omega 3.
Il motivo è semplice, il nostro stile di vita è molto lontano rispetto a quello per cui siamo programmati. Il sole lo vediamo dalla finestra dell’ufficio, l’allevamento intensivo ha tolto dalla carne e dal pesce i grassi omega 3, e lo stress cronico al quale siamo sottoposti mette a dura prova tutto il nostro sistema endocrino.

Poi ritengo molto preziosi anche gli antiossidanti, come la vit c, l’opc, il glutatione, la nac e i vari polifenoli.

Nelle malattie autoimmuni hanno un importante ruolo anche i probiotici e la glutammina, che grazie alla loro azione di equilibrio intestinale possono accelerare molto il pieno recupero dalla Leaky gut.

Angelo: Oltre all’alimentazione, quali sono gli aspetti più importanti da curare per uno stile di vita ottimale?

Paolo:

Questa è una domanda che richiederebbe un libro per essere risposta.

Nel gruppo una delle cose di cui andiamo più fieri, è stata l’aver introdotto una importante sezione dedicata all’analisi psicologica. Maurizio Giannini, una persona che per me è come un fratello, ha fatto uno straordinario lavoro di analisi sulle cause psicologiche e sulle emozioni alla base delle malattie. Non voglio anticipare nulla del suo lavoro, ma vi dico che anche lui sta per pubblicare un libro che non ho dubbi sarà considerato una pietra miliare. Per la prima volta in maniera molto documentata potete trovare i collegamenti tra i vissuti caratteristici dei malati autoimmuni, fatti di abbandono tristezza e prevaricazione e la malattia stessa.

La malattia autoimmune può essere vista anche come un messaggio da parte dell’inconscio e per risolverla occorre decifrarlo e porvi rimedio.

Uno stile di vita ottimale passa per il rispetto verso se stessi, la propria capacità di espressione, il trovare la propria sicurezza, il saper mettere i giusti paletti a chi cerca di prevaricarci, e anche nell’impegnarsi in progetti per lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.

Tutto questo richiede amor proprio, che è la stessa energia che porta a prendersi cura di se stessi, nell’impegnarsi nello sport, nel dedicarsi il giusto riposo, nell’approfondire le nostre conoscenze e a creare quel mood ottimale che porta alla nostra crescita come individui.

Mi rendo conto che forse sono andato fuori tema rispetto alla domanda, spero per te non sia un problema…

Angelo: assolutamente no! E’ un piacere leggerti nelle tue interessanti digressioni… Cosa ti proponi in particolare con il gruppo, già affollatissimo, che hai creato su facebook?

Paolo:

L’obiettivo è quello di creare un poliambulatorio fatto da dermatologo, gastroenterologo, neurologo, nutrizionista ed endocrinologo che possano in maniera coordinata approcciarsi alla malattia autoimmune utilizzando il protocollo evoluzionistico. I numeri sono ormai talmente grandi che le persone hanno bisogno di una base fisica sul territorio, che possa fare da punto di riferimento stabile e magari anche allargarsi in maniera coordinata con più sedi a livello nazionale.
Per finanziarci abbiamo creato una crema specifica per psoriasi, fatta con tutta l’esperienza messa insieme su migliaia di persone, tramite la vendita online del nostro prodotto e a tutta la lead generation che ne seguirà, vogliamo aumentare la nostra capacità di raggiungere le persone e far arrivare queste informazioni il più lontano possibile.

Uno dei nostri obiettivi è quello di tradurre e pubblicare i principali libri americani inerenti agli argomenti che trattiamo, ci troviamo proprio all’inizio di questa avventura e vedremo se saremo bravi abbastanza da passare dai grandi propositi ai risultati reali.

Angelo: cosa ne pensi del nostro blog? Te la senti di darci dei consigli per migliorarci?

Paolo:

non per farti facili leccate di sedere, ma posso solo farti i complimenti per il livello del tuo blog e per la passione che ci metti nel divulgare la nostra filosofia.

Angelo: Wow! Hai qualcosa da aggiungere all’intervista? Link utili?

Paolo:

Direi che per chi soffre di malattie autoimmuni ci sono tre risorse fondamentali che meritano di essere seguite:

Il blog di Leonardo Rubini, che fa il nostro stesso lavoro, partendo dalle MICI e poi allargandosi anche agli altri ambiti legati alla nutrizione. Ha recentemente portato il protocollo Coimbra ad alte dosi di vitamina D in Italia, facendo formare dei medici direttamente in Brasile, realizzando così un gran passo avanti nel trattamento delle malattie autoimmuni con protocolli alternativi ai farmaci, soprattutto per la sclerosi multipla. Ma l’efficacia abbraccia, come detto, tutto lo spettro autoimmune.

Altra preziosa risorsa è il blog di Codice Paleo, meravigliosamente ben fatto e ultra approfondito, racconta le peripezie del buon Gabriele nel risolvere i suoi problemi, è il suo viaggio che lo ha portato a toccare tutti i punti chiave dei concetti evoluzionistici. Non ti nascondo che anche io ho imparato tanto dal suo blog.

Il terzo per i più anglofili è primal docs, una riserva infinita di gran lavori di divulgazione in campo funzionale.

Altri capolavori sono gli articoli di Mercola, Paleomum e, ovviamente, del grandissimo Cordain.

Direi che abbiamo fatto una bella chiacchierata, non è la sede per approfondire tutti i concetti che abbiamo toccato, ma se venite a Venezia vi prometto che tutti questi punti gli scaveremo alla radice…

Angelo: Grazie per la tua disponibilità, caro Paolo! Spero di rincontrati prestissimo!

Paolo:

Grazie a te per l’opportunità, sai che non amo le occasioni di visibilità e tendenzialmente rifiuto tutte le interviste, ma a te non potevo dire di no…

Le tante interessanti interviste di evolutamente.it

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Angelo

Angelo

Angelo 52 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica). Co-autore de IL NUOVO VIVERE SECONDO NATURA ed autore del best seller INSONNIA. IL MALE DEL NUOVO SECOLO.

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