Le interviste di evolutamente.it: Paola Bressan e Peter Kramer (Università di Padova)

Scritto da Angelo

Categorie: interviste

11 Settembre 2016

Continuano le interviste di evolutamente.it. Stavolta è il turno di un team di ricercatori formato dalla dr.ssa Paola Bressan e dal dr. Peter Kramer dell’Università di Padova. Li ho conosciuti leggendo e traducendo per il blog il loro incredibile e documentatissimo lavoro: Bread and other edibile agents of mental disease“.

Il nostro blog è da sempre impegnato a divulgare lo stretto collegamento che c’è tra alimentazione e stile di vita con svariate patologie moderne, anche mentali! Gli articoli sul tema della nostra saltuaria collaboratrice e psicologa, Eva, sono stati molto apprezzati.

Vi consiglio di cuore di leggere questa incredibile doppia intervista!

Peter

Angelo: salve Paola e Peter, benvenuti sulle pagine del nostro blog e grazie per il vostro tempo. Potete darci un breve excursus della vostra carriera professionale?

Paola: Sono psicologa sperimentale e ricercatrice all’Università di Padova. La mia passione principale è la scienza, e come la scienza illumina la nostra comprensione delle cose di tutti i giorni. Ho pubblicato un libro rivolto a tutti (“Il colore della luna. Come vediamo e perché”) che è stato tradotto in altre lingue e ha vinto il premio Giovanni Maria Pace 2008 per la migliore opera italiana di divulgazione scientifica.

Peter: Sono uno psicologo olandese con formazione internazionale e vivo in Italia. Sono interessato soprattutto a ricerca psicologica che tocca discipline scientifiche differenti. Il mio lavoro si è concentrato inizialmente sulla percezione visiva e la cognizione matematica, ma attualmente include anche la psicologia clinica; in particolare come la salute mentale viene influenzata da microbi, virus, cellule di altri esseri umani, geni in conflitto fra loro e—ovviamente—dal cibo.

Paola

Angelo: di cosa vi occupate oggi?

Paola e Peter: Un’agenzia letteraria di New York ci ha invitati a scrivere un libro divulgativo sul tema del nostro recente articolo “Humans as Superorganisms. È un lavoro che ci terrà impegnati per uno o due anni almeno. In questo libro mostreremo come il comportamento umano venga influenzato dai microbi che risiedono nel nostro intestino (e a volte nel nostro cervello); dai virus con cui veniamo a contatto; da cellule di altri esseri umani rimaste dentro di noi (cellule di nostra madre, del figlio che abbiamo portato in grembo, del nostro gemello mai nato che non abbiamo mai saputo di avere); e naturalmente dai geni che ereditiamo—ma in modo non ovvio, perché uno stesso gene ci può portare in direzioni opposte a seconda che ci sia stato trasmesso dalla mamma o dal papà. Il nostro cibo quotidiano è importante anche in questo contesto. Ad esempio, ciò che mangiamo contribuisce a determinare la composizione della nostra “flora” intestinale e influenza, nel bene e nel male, i miliardi di mitocondri (molto simili ai normali batteri) che, dentro il nostro corpo, lavorano per creare energia.

Angelo: spero che abbiate avuto modo di dare un’occhiata al nostro blog. In ogni caso la nostra linea editoriale è decisamente “paleo”. Cosa ne pensate di questo approccio alimentare/stile di vita? Tra le righe, nelle conclusioni del vostro lavoro, sembra essere proprio l’approccio dietetico che consigliate!

Paola e Peter: La dieta che attualmente ci convince di più è la “Perfect Health Diet” di Jaminet e Jaminet, che ha parecchio in comune con la dieta paleo. In linea di principio, pensiamo che sia una buona idea mangiare ciò che ci siamo evoluti per mangiare e preferire cibi “veri”, cioè non trasformati, a cibi industriali.

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Angelo: vi faccio i più sinceri complimenti per il vostro lavoro e vi chiedo che prospettive possa avere la corretta alimentazione nella prevenzione e nel trattamento di problemi mentali, anche quelli marginali… Al momento questo sembra essere un approccio trascurato dalla maggioranza dei professionisti.

Paola e Peter: Hai ragione. In effetti, abbiamo scritto il nostro lavoro in un inglese non tecnico e il più chiaro possibile proprio nella speranza che questo messaggio arrivi a tante persone—non solo a psicologi e psichiatri, ma anche ai pazienti stessi e alle loro famiglie. Alla fine saranno i mezzi di informazione, inclusi blog come questo, a modificare l’atteggiamento della gente comune e dei professionisti.

Angelo: ne sono convinto! Come possono il glutine e/o la caseina, che sembrano ai più così innocui, influire sul nostro benessere cerebrale?

Paola e Peter: Finora, il nostro studio della letteratura suggerisce che il glutine possa influenzare il nostro cervello soprattutto in due modi (ricordiamo che si tratta di meccanismi plausibili e non, per il momento, di certezze):

(1) Il glutine somiglia a un microorganismo patogeno, per cui il nostro sistema immunitario lo attacca così come attacca i microbi e i virus con cui veniamo a contatto ogni giorno—dando origine ad anticorpi specifici. Sfortunatamente, il glutine somiglia anche ad alcune componenti del nostro corpo (e cervello). In alcune persone, gli anticorpi che si sono formati in reazione al glutine potrebbero riconoscere come nemiche anche queste componenti, dando luogo a una reazione autoimmune contro il corpo, il cervello, o entrambi.

(2) Durante la digestione, glutine e caseina rilasciano sostanze simili alla morfina. Normalmente queste sostanze non entrano in circolo in quantità apprezzabili, ma potrebbero farlo in caso di eccessiva permeabilità della barriera intestinale. Si sa che questa permeabilità può venire aumentata da una serie di fattori, come infezioni, stress, certi farmaci da banco, e il glutine stesso. Se riescono ad arrivare al cervello, queste sostanze potrebbero avere su di esso effetti simili alla morfina, ad esempio allucinazioni.

Vari studi hanno mostrato che alcuni pazienti psichiatrici migliorano con una dieta priva di glutine e caseina; sono stati riportati anche casi di pazienti che sono guariti completamente. Visti i potenziali benefici che una dieta senza cereali e latticini è in grado di offrire, e l’assenza di effetti collaterali, troviamo incomprensibile che questo tipo di dieta non venga praticamente mai proposto ai pazienti.

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Angelo:  E’ quello che dico anch’io! Si sa che la logica spesso in queste cose manchi… Che ne pensate della supplementazione di omega 3 e vitamina D?

Paola e Peter: Pensiamo che siano utili in molti casi, ma che sarebbe meglio ottenere omega 3 da alimenti naturali (sardine, alici, sgombro…) e vitamina D dalla giusta quantità di esposizione al sole (né poca né troppa). In inverno, la supplementazione con vitamina D potrebbe essere comunque raccomandabile—in particolare per coloro che soffrono di malattie autoimmuni.

Angelo: volete aggiungere qualcosa all’intervista?

Paola e Peter: Ci piacerebbe dire due parole sui medici. Nella nostra esperienza, molti medici non sembrano essere aggiornati sulla letteratura scientifica più recente. Peggio ancora, quasi nessuno ha il tempo di approfondire il vostro caso specifico quanto sarebbe desiderabile. Questa situazione è facile da capire se considerate che un tipico medico ha tanti pazienti e poco tempo, e di conseguenza tende a svolgere un’attività di consulenza rapida: Lei ha questo sintomo? Prenda questo farmaco.

Se voi o un vostro caro avete un problema cronico di salute, quindi, potrebbe essere necessario che facciate un po’ di ricerca per conto vostro. Non lasciatevi convincere da tutto ciò che trovate su internet, ma usate queste informazioni per ragionare e arrivare alla letteratura scientifica rilevante. Questa letteratura può essere difficile da leggere e le sue conclusioni sono, ahimè, sempre provvisorie, ma alla fine non abbiamo altro. Con l’aiuto di queste informazioni potete confermare, integrare, e qualche volta mettere in dubbio, il responso del medico. In quest’ultimo caso potete tornare dallo stesso medico armati delle nuove conoscenze, o cercare una seconda opinione.

State lontano, se potete, dai medici che vi trattano come bambini o come incapaci o come numeri. I siti di recensioni su prodotti e servizi (come Amazon o TripAdvisor) sono un’applicazione meravigliosa del passaparola. Auspichiamo che, nello stesso spirito, venga creato un sito grande e ben organizzato di recensioni sui medici; un sito al quale ogni paziente possa contribuire raccontando la propria esperienza, così che ci possiamo aiutare l’un l’altro nella scelta di un medico illuminato.

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Angelo: Che bella idea! Grazie, vi sono molto grato ed onorato per la vostra disponibilità! Spero di avervi come relatori ad un prossimo auspicato “paleomeeting”!

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