L’assunzione di latte ed il rischio di mortalità e di fratture nelle donne e negli uomini: studi di coorte.

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Pillole | Salute

11 Novembre 2014

Adattamento: Angelo.

latte

L’obiettivo di questi studi era esaminare se il consumo di latte alta potesse essere associabile a mortalità e fratture in uomini e donne.

Pubblicato sul prestigioso British Medical Journal.
I partecipanti di due grandi coorti svedesi, una con 61.433 donne (39-74 anni al basale 1987-1990) e una con 45.339 uomini (45-79 anni al basale 1997). A queste persone dono stati fatti compilare questionari alimentari (frequenza di consumo di latte). Le donne hanno risposto ad un secondo questionario di frequenza alimentare nel 1997.

Sono stati applicati modelli di analisi statistica multivariata per verificare la mortalità e la frequenza di fratture al consumo di latte.

Il follow-up medio è stato di 20,1 anni durante i quali 15.541 donne sono morte e 17.252 hanno avuto una frattura, di cui 4.259 hanno avuto una frattura dell’anca.

Nella coorte di sesso maschile con un follow-up medio di 11,2 anni, 10.112 uomini sono morti e 5.066 ha avuto una frattura, con 1.166 casi di frattura dell’anca. Nelle donne “rapporto di rischio” (http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_di_rischio) per la mortalità per tre o più bicchieri di latte al giorno rispetto a meno di un bicchiere al giorno era 1.93 (95% intervallo di confidenza 1,80-2,06). Per ogni bicchiere di latte, il “rapporto di rischio” rispetto alla mortalità per tutte le cause era 1,15 (1,13-1,17) nelle donne e 1,03 (1,01-1,04) negli uomini. Per ogni bicchiere di latte aggiunto nelle donne non è stata osservata alcuna riduzione del rischio di fratture (1,02, 1,00-1,04) o per la frattura dell’anca (1,09, 1,05-1,13). I corrispondenti rapporti di rischio negli uomini erano 1,01 (0,99-1,03) e 1,03 (0,99-1,07). Nel sotto-campioni delle due coorti supplementari, sia nei maschi che nelle donne, è stata evidenziata un’associazione positiva tra l’assunzione di latte e il 8-iso-PGF2α delle urine (un biomarker dello stress ossidativo) e la interleuchina 6 sierica (un importante biomarker infiammatorio), che tradotto significa: più latte=più infiammazione e stress ossidativo.

I ricercatori hanno così concluso: un’alta assunzione di latte è stato associata ad una maggiore mortalità sia in una coorte di donne che in un’altra coorte di uomini ed ad una maggiore incidenza di fratture nelle donne. I ricercatori hanno però anche specificato che i dati andrebbero interpretati con cautela poiché potrebbero avere elementi confondenti per le analisi statistiche.

Ma in TV i nostri baroni soloni continuano a dirci di bere più latte e mangiare più latticini…

Riferimento:
BMJ 2014; 349 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.g6015 (Published 28 October 2014)
Milk intake and risk of mortality and fractures in women and men: cohort studies
1. Karl Michaëlsson, professor1,
2. Alicja Wolk, professor2,
3. Sophie Langenskiöld, senior lecturer3,
4. Samar Basu, professor3,
5. Eva Warensjö Lemming, researcher14,
6. Håkan Melhus, professor5,
7. Liisa Byberg, associate professor1
Author affiliations
1. Correspondence to: K Michaëlsson karl.michaelsson@surgsci.uu.se
Accepted 22 September 2014

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