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L’assunzione alimentare di grano e di altri cereali ed il loro ruolo nei processi infiammatori (parte seconda)

L’assunzione alimentare di grano e di altri cereali ed il loro ruolo nei processi infiammatori (parte seconda)

Link prima parte:

Prima Parte

Traduzione ed introduzione a cura di Angelo.

Premessa

Ho pensato di tradurre integralmente o quasi (ho tralasciato le parti troppo tecniche o ridondanti) questa review, di recente pubblicazione, che punta il dito contro il grano ed i cereali in generale promuovendo una dieta paleo.
Per i meno esperti, una review è una pubblicazione scientifica che valuta e fa una sintesi di una serie di pubblicazioni scientifiche. Interessante notare che gli autori di questa review dichiarino di non avere interessi o conflitti d’interesse e non abbiamo motivo di credere il contrario!
Spero possa suscitare l’interesse di tutti i lettori.
Ho deciso di dividere la pubblicazione in “puntate” in quanto, la review, è davvero corposa per rendere più snella e meno faticosa la lettura.

Per leggere quest’articolo è necessario comunque leggere anche la prima parte.

Spero mi perdonerete sin d’ora eventuali errori di traduzione.

Nutrients. 2013 March; 5(3): 771–787.
Published online 2013 March 12. 
The Dietary Intake of Wheat and other Cereal Grains and Their Role in Inflammation
Karin de Punder e Leo Pruimboom

 

3 . Aumento della permeabilità intestinale

3.1 . L’aumento della permeabilità intestinale è associata a malattie

La permeabilità intestinale cronica (o sindrome dell’intestino permeabile) permette una maggiore traslocazione degli antigeni microbici e dietetici che possono quindi interagire con le cellule del sistema immunitario. In individui geneticamente suscettibili possono causare perturbazioni e forte risposta immunitaria [23]. Non sorprende che l’aumento della permeabilità intestinale è stata associata a malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1 [24], l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla [18], ma anche malattie legate all’infiammazione cronica come malattia infiammatoria intestinale [18,25], l’asma [26], la sindrome da stanchezza cronica e depressione.

3.2 . La funzione della barriera intestinale e l’infiammazione

La barriera intestinale permette l’assorbimento delle sostanze nutritive e protegge dai danni delle sostanze nocive . Le macromolecole che possono essere immunogeniche come proteine, peptidi grandi, ma anche batteri e lectine, possono essere fagocitati dagli enterociti che formano lo strato epiteliale dell’intestino. Normalmente, solo piccole quantità di antigeni passano la barriera e interagiscono con il sistema immunitario. Il percorso paracellulare è regolato dal complesso giunzionale che permette il passaggio di acqua, soluti e ioni, ma in condizioni normali fornisce una barriera ai peptidi più grandi. Quando la funzione di barriera viene interrotta, vi è un aumentato passaggio di antigeni alimentari e microbi che interagiscono con le cellule del sistema immunitario [25,30] (Figura 1).

FIGURA 1

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Increased intestinal permeability allows for the passage of microbial and dietary antigens across the epithelial layer into the lamina propria, where these antigens can be taken up by APC and presented to T-cells. JC, junctional complex.

3.3 . Il ruolo della zonulina sulla permeabilità intestinale

La permeabilità intestinale è una misura di come funziona la barriera intestinale e che riguarda lo spazio paracellulare che circonda la superficie degli enterociti .
La zonulina è una proteina che modula la permeabilità delle giunzioni cellulari della parete del tubo digerente (http://en.wikipedia.org/wiki/Zonulin). E’ associata ad un aumentato rischio di CD e grave malassorbimento.[32,33] .

3.4 . Alti livelli di zonulina sono osservati nelle malattie autoimmuni e infiammatorie

La Zonulina potrebbe causare riarrangiamenti di filamenti di actina e indurrebbe lo spostamento di proteine dal complesso cellulare giunzionale, aumentando così la permeabilità [18,32,35]. I peptidi della Gliadina avviano permeabilità intestinale attraverso il rilascio di zonulina, consentendo così traslocazione paracellulare di gliadina e altri antigeni dietetici e microbici, che interagendo con il sistema immunitario, provocano infiammazione. S’innesca in questo modo, un circolo vizioso in cui viene creata, come conseguenza della persistente presenza di mediatori proinfiammatori, permeabilità intestinale. Alti livelli di zonulina (insieme a un aumento della permeabilità intestinale) sono stati osservati in malattie autoimmuni ed infiammatorie come CD, la sclerosi multipla, l’asma e le malattie infiammatorie intestinali, sino stati associati anche all’artrite reumatoide, alla spondilite anchilosante, alla schizofrenia e ad alcuni tipi di cancro [32] .
L’inibitore della zonulina, il Larozotide acetato, è stato testato in uno studio randomizzato a doppio cieco, controllato con placebo. Il gruppo di pazienti con CD nel gruppo placebo che sono stati esposti al glutine hanno mostrato un aumento del 70 % della permeabilità intestinale, mentre non sono state registrate variazioni nel gruppo trattato col Larazotide acetato. Anche i sintomi gastrointestinali sono risultati significativamente più frequenti nel gruppo trattato con placebo [32] . Questi risultati suggeriscono che nei pazienti con CD, quando viene ripristinata la funzione della barriera intestinale, l’autoimmunità scompare, anche se il glutine è ancora lì . Oltre gliadina dal glutine di frumento, anche la lectina del grano, l’agglutinina (WGA), ha dimostrato di stimolare le cellule del sistema immunitario e aumentare la permeabilità intestinale.
Di questo si discuterà nella 3^ parte.

Discussione e bibliografia

Terza Parte

Quarta Parte

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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