L’ALTA INTENSITA’ NON STIMOLA LA BIOGENESI MITOCONDRIALE

Scritto da Angelo

Categorie: Salute

30 Ottobre 2023

Incredibile studio appena pubblicato che voglio commentare a parziale integrazione del mio ultimo libro MITOCHONDRIAL TRAINING.

L’alta intensità non stimola la biogenesi mitocondriale (ma altre caratteristiche del fitness e dell’antiaging).

Vediamo cosa dice di preciso lo studio:

Prima cosa lo studio è eseguito su atleti già molto allenati e questo conferisce ancora più attendibilità allo stesso.

Quando l’intensità dell’esercizio aumenta da moderato a elevato, vicino o sopra il VO2max, l’utilizzo complessivo dei grassi diminuisce sostanzialmente in cambio di un elevato metabolismo del glucosio/glicogeno.

In pratica si smentiscono tutte le stupidaggini che vi raccontano i guru delle LOW CARB che con queste diete c’è adattamento.

A questo proposito, è stato suggerito che l’utilizzo dei lipidi intramuscolari potrebbe essere regolato diversamente rispetto a quello dei depositi di adipociti e che l’utilizzo dei lipidi intramuscolari potrebbe, invece, essere stimolato a intensità di esercizio più elevate…

Inoltre, quando l’esercizio viene ripetuto più volte, i tassi di degradazione del glicogeno si stabilizzano e la dipendenza dai grassi come combustibile aumenta, il che potrebbe alterare il modello di utilizzo dei lipidi intramuscolari…

Infine, i lipidi intramuscolari possono fornire un serbatoio di grasso prontamente disponibile durante l’inizio dell’esercizio prima della liberazione degli acidi grassi dalle riserve degli adipociti e/o fornire carburante durante i numerosi intervalli di riposo di compiti intermittenti quando il tasso di glicolisi diminuisce bruscamente…

Lo scopo di questo studio era di indagare l’utilizzo specifico del tipo di fibra e del compartimento delle goccioline lipidiche intramuscolari durante un compito di esercizio intermittente ripetuto ad alta intensità in giovani maschi sani (ndr e già ben allenati)…

…con un’ulteriore enfasi sull’andamento temporale del potenziale turnover delle goccioline lipidiche.

MA ECCO LE SCOPERTE:

La scoperta principale dello studio è stata che non vi era alcun utilizzo netto delle goccioline lipidiche intramuscolari nei giovani maschi sani durante esercizi ripetuti intermittenti ad alta intensità.

Tuttavia, è apparsa una relazione temporale per il volume dei lipidi sottosarcolemmatici, inclusa un’apparente tendenza verso un aumento delle fibre sia di tipo 1 che di tipo 2 dopo il periodo di esercizio iniziale, come risultato di un aumento significativo delle dimensioni delle goccioline lipidiche.

…which reverted to baseline levels after the complete exercise session (decline in both size and number of droplets).

Lo studio ha anche confermato i risultati precedenti di un volume più elevato di lipidi intermiofibrillari nelle fibre di tipo 1 rispetto alle fibre di tipo 2, mediato esclusivamente da un aumento del numero e non della dimensione delle goccioline lipidiche.

Al contrario, non sono state osservate distinzioni specifiche del tipo di fibra nei volumi lipidici subsarcolemmatici, sebbene la dimensione delle singole goccioline fosse maggiore di circa il 17% nelle fibre di tipo 2 rispetto alle fibre di tipo 1, contrariamente a un numero di goccioline inferiore di circa il 3% nelle fibre di tipo 2.

“Presi insieme, i risultati attuali suggeriscono che le riserve di lipidi intramuscolari non funzionano come un serbatoio di energia significativo durante esercizi intermittenti ripetuti ad alta intensità…

“…ma che l’esercizio ripetuto ha provocato una modulazione temporale del pool lipidico subsarcolemmale e con una sostanziale eterogeneità di base nella forma di deposito dei lipidi.”

RIFERIMENTO: https://journals.physiology.org/doi/abs/10.1152/ajpendo.00298.2023

Quindi, ricapitolando e sintetizzando ed estrapolando ciò che ci serve ai fini pratici:

ALLENARE SOLO L’ALTA INTENSITA’ NON E’ IDEALE PER LA BIOGENESI MITOCONDRIALE (UTILIZZO DELLE GOCCIOLINE LIPIDICHE), MA SERVE PIU’ A STIMOLARE LA PRODUZIONE DI CELLULE STAMINALI E, QUINDI ALTRI PROCESSI FONDAMENTALI PER UN INVECCHIAMENTO SANO. PER UN LAVORO A 360° OCCORRE ANCHE ALTRO.

TUTTAVIA L’ALLENAMENTO AD ALTA INTENSITA’ PUO’ PROMUOVERE LA BIOGENESI MITOCONDRIALE SE ABBINATO AD ALTRE SESSIONI AEROBICHE DI BASSA INTENSITA’ E LUNGA DURATA (QUESTO SI INTUISCE DAI RISULTATI).

LA CONFERMA ULTERIORE DEL MIO METODO MITOCHONDRIAL TRAINING CHE MIXA SAPIENTEMENTE LUNGHI ALLENAMENTI AEROBICI A BASSA INTENSITA’ E BREVI ALLENAMENTI DI SPRINTING (IDEALMENTE 2 AL MESE) E SESSIONI IN PALESTRA CON BASSE RIPETIZIONI ED ALTO CARICO.

 

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