L’allenamento aerobico ad alta intensità favorisce la proliferazione neuronale e la memoria a lungo termine.

Scritto da Angelo

Categorie: Salute | Sport

14 Ottobre 2016

Adattamento: Angelo

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Interessante trial del 2013 che mi piacerebbe riassumere per i cari lettori del blog.

Alcuni giovani ciclisti sono stati assegnati a vari gruppi di allenamento:

  • gruppo di controllo (no allenamento) (GC)
  • gruppo esercizio intenso (80% del battito cardiaco massimo) per 20 m (Vig20)
  • gruppo esercizio intenso (80% del battito cardiaco massimo) per 40 m (Vig40)
  • gruppo esercizio moderato (60% del battito cardiaco massimo) per 20 m (Mod20)
  • gruppo esercizio moderato (60% del battito cardiaco massimo) per 40 m (Mod40)

I test sono stati eseguiti su cicloergometro.

Per tutti i soggetti sono stati eseguiti test ematici prima e dopo il test ed è stato misurata la concentrazione del “fattore neutrofico cerebrale” o  BDNF (Brain-derived neurotrophic factor) che è una neurotrofina. Storicamente è stato il secondo fattore neurotrofico ad essere caratterizzato dopo il fattore di crescita nervosa. BDNF agisce su determinati neuroni del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico, contribuendo a sostenere la sopravvivenza dei neuroni già esistenti, e favorendo la crescita e la differenziazione di nuovi neuroni e sinapsi. Nel cervello, è attivo nell’ippocampo, corteccia cerebrale, e prosencefalobasale – aree vitali per l’apprendimento, la memoria, e il pensiero. Il BDNF riveste di per sé un ruolo importante per la memoria a lungo termine (ndr copiato ed incollato da wikipedia).

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RISULTATI:

  • L’esercizio fisico, in generale, ha provocato un aumento medio del BDNF di circa il 32% e che era più alto di circa il 45% rispetto al gruppo di controllo.
  • Analisi con modelli di calcolo integrali (area sotto la curva) del BDNF modellate ha mostrato valori sostanzialmente maggiore per le condizioni Vig40 e Mod40 rispetto alle condizioni Vig20 e Mod20.
  • Collettivamente, questi risultati dimostrano che né la durata (20 vs. 40 min) né l’intensità (60% HR vs. 80% HR) influenzano significativamente i benefici di esercizio se si valuta l’aumento del BDNF in un singolo istante di tempo post-esercizio. Tuttavia, quando si confrontano sia la probabilità di ottenere un significativo aumento di BDNF o l’integrale (cioè il volume circolante di BDNF nel tempo) la condizione Vig40 offre vantaggi massimi.

I ricercatori quindi concludono che:

Futuri studi sugli effetti dell’esercizio aerobico sulla neuroprotezione mediata dal BDNF dovrebbero prendere in considerazione il volume di rilascio BDNF nel corso del tempo (post esercizio).

Io aggiungerei anche una valutazione su un programma di allenamento più lungo di una singola sessione e soggetti più anziani. Magari replicarlo anche per sessioni di allenamento contro resistenza (palestra).
Per approfondimenti: sotto trovate il rimando all’articolo originale completo.

Riferimento:
J Sports Sci Med. 2013 Sep; 12(3): 502–511. Published online 2013 Sep 1. PMCID: PMC3772595
The Effects of Aerobic Exercise Intensity and Duration on Levels of Brain-Derived Neurotrophic Factor in Healthy Men
Matthew T. Schmolesky, David L. Webb and Rodney A. Hansen.
Link: full text

Lo sport come prevenzione delle malattie.

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