La nutrizione paleolitica 25 anni dopo…

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Pillole | Salute

23 Marzo 2014

A cura di Angelo.

Articolo del grande Boyd Eaton uno dei padri fondatori del movimento paleo mondiale.

generazioni

Nella foto 3 generazioni a confronto, da dx verso sx: Eaton, Cordain e Wolf. Uno maestro dell’altro!

E’ ormai trascorso un quarto di secolo da quando fu pubblicata la prima ipotesi della discordanza evolutiva, secondo cui, scostarsi dai modelli nutrizionali ed i modelli di attività fisica dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori avrebbe contribuito notevolmente, ed in modi particolarmente definibili, allo sviluppo di malattie endemiche croniche della civiltà moderna. I parametri del modello sono cambiati in alcuni aspetti, ma le prove antropologiche continuano ad indicare che le diete umane ancestrali prevalenti durante la nostra evoluzione sono state caratterizzate da livelli molto più bassi di carboidrati raffinati e di sodio, livelli molto più elevati di fibre e proteine​​, e livelli comparabili di grasso (grassi prevalentemente insaturi) e colesterolo. Anche i livelli di attività fisica erano di molto superiori ai livelli attuali, con conseguente rendimento energetico elevato. Dicemmo fin dall’inizio che tali prove avrebbero potuto solo suggerire ipotesi verificabili nel futuro e che le raccomandazioni avrebbero dovuto, in ultima analisi, poggiare su studi epidemiologici clinici e di laboratorio più convenzionali. Tali studi, in questi anni, si sono moltiplicati ed hanno sostenuto molti aspetti del nostro modello, al punto che, per alcuni punti, le raccomandazioni ufficiali odierne si sono avvicinate a quelle che facemmo 25 anni fa. Inoltre, sono stati sollevati dubbi circa le raccomandazioni ufficiali sulla necessità di livelli molto bassi di proteine, molto bassi persino di grassi e l’assunzione di colesterolo. La cosa più impressionante è che gli studi randomizzati e controllati hanno cominciato a confermare il valore delle diete dei cacciatori-raccoglitori in alcuni gruppi ad alto rischio, persino in confronto con le diete di routine consigliate dalle linee guida ufficiali. Ancora molto deve essere fatto, ma l’ultimo quarto di secolo ha dimostrato l’interesse ed valore euristico, se non ancora la validità finale, del modello.

Riferimento:
Paleolithic Nutrition Twenty-Five Years Later
Nutr Clin Pract December 2010 vol. 25 no. 6 594-602
Melvin Konner, MD, PhD1
S. Boyd Eaton, MD2
1Department of Anthropology and Program in Neuroscience and Behavioral Biology
2Departments of Radiology and Anthropology, Emory University, Atlanta, Georgia
Melvin Konner, MD, PhD, 1 Department of Anthropology and Program in Neuroscience and Behavioral Biology, Emory University, 1557 Dickey Drive, Atlanta, GA 30306; e-mail: antmk@mindspring.com.

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