La dieta paleolitica si dimostra superiore ad una classica dieta standard nel miglioramento dei parametri relativi alla sindrome metabolica

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Pillole | Salute

16 Ottobre 2014

Adattamento: Angelo

Paleo

L’obiettivo principale di questo studio pilota randomizzato controllato in singolo cieco olandese, appena pubblicato su PUBMED, è stato quello di studiare se, indipendentemente dalla perdita di peso, una dieta paleolitica potesse modificare (in positivo) alcuni parametri della sindrome metabolica.

METODI:

Sono stati selezionati 34 soggetti con almeno due parametri della sindrome metabolica; 18 di essi sono stati sottoposti ad un regime di dieta Paleolitica per 2 settimane e 14 di essi a una dieta “sana” isoenergetica di riferimento, sulla base degli orientamenti del Consiglio Sanità olandese (2 soggetti non hanno completato lo studio). Trentadue soggetti hanno completato lo studio. Sono state prese misure per mantenere stabile il peso corporeo. Come outcome primario sono stati eseguiti test di tolleranza orale al glucosio e misurati alcuni parametri caratterizzanti la sindrome metabolica (circonferenza addominale, pressione arteriosa, glicemia, lipidi). Altre misurazioni eseguite sono state la permeabilità intestinale, l’infiammazione ed il cortisolo salivare.

Chiaramente i dati sono stati raccolti al basale e dopo l’intervento.

RISULTATI:

I soggetti avevano 53.5 anni medi di età gli uomini (n = 9) e le donne (n = 25) con BMI (ndr. Body Mass Index) medio di 31,8 kg/m2. La dieta paleolitica (ndr. in sole 2 settimane!) ha abbassato sia la pressione sistolica (-9.1 mmHg, P = 0,015) che quella diastolica (-5.2 mmHg, P = 0,038), ha abbassato anche colesterolo totale (-0,52 mmol / l, P = 0.037), i trigliceridi (-0,89 mmol / l, P = 0.001) ed ha alzato il colesterolo HDL (+0,15 mmol / l, P = 0.013), rispetto al gruppo di riferimento. Il numero di caratteristiche della sindrome metabolica è diminuito di 1.07 (P = 0,010) con la dieta paleolitica rispetto al riferimento. Nonostante gli sforzi per mantenere il peso corporeo stabile, lo stesso è comunque diminuito nel gruppo che ha adottato la dieta paleolitica rispetto al riferimento (-1,32 kg, p = 0.012). Tuttavia, gli effetti positivi sono rimasti anche dopo le rettifiche (ndr. matematico-statistiche) per questa perdita di peso non intenzionale. Non sono state osservate variazioni sui parametri della permeabilità intestinale, infiammazione e cortisolo salivare (ndr. lo studio si è protratto per sole 2 settimane e quelli sono parametri, per i quali, normalmente occorre molto più tempo per osservare cambiamenti significativi).

I ricercatori hanno così CONCLUSO:

Una dieta paleolitica protratta per due settimane migliora diversi fattori di rischio cardiovascolare rispetto ad una dieta “sana” di riferimento in soggetti con sindrome metabolica.

Riferimento:

Lipids Health Dis. 2014 Oct 11;13(1):160.
Favourable effects of consuming a Palaeolithic-type diet on characteristics of the metabolic syndrome: a randomized controlled pilot-study.

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