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Intervista ad Alessio Fasano, massimo studioso mondiale degli effetti del glutine sul corpo umano.

Intervista ad Alessio Fasano, massimo studioso mondiale degli effetti del glutine sul corpo umano.

Abbiamo provato a contattare il dr. Fasano per un’intervista inviandogli varie e-mail che non hanno avuto risposta.

Abbiamo allora deciso di tradurre ed in certi punti sintetizzare questa bella ma lunga intervista che abbiamo trovato online su questo sito.

Ricordiamo che Alessio Fasano è autore del libro di recente pubblicazione: “Gluten Freedom” acquistabile su Amazon in lingua inglese. Fasano è anche direttore del Center for Celiac Research presso il Massachusetts General Hospital for Children. Esplora argomenti dai miti che stanno diffondendo sulla celiachia alla ricerca di marcatori di sensibilità al glutine, come la ricerca che si sta sviluppando sul “microbioma“.
Ricordiamo che è un italiano di origini salernitane e che si è laureato proprio in Italia.

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Traduzione: Angelo

Domanda: sei concentrato sulla celiachia da molti anni, che cosa ti ha fatto decidere di scrivere il proprio libro ora?

Alessio Fasano: Domanda interessante. Personalmente non avrei mai pensato in vita mia di scrivere un libro come questo. Sono stato costretto a farlo in realtà, perché quando abbiamo iniziato questo cammino tanti anni fa, abbiamo affrontato una grande sfida: la conoscenza in un settore sconosciuto: la celiachia; nessuno ne sapeva niente. C’erano poche informazioni sulla dieta priva di glutine, era percepita come inesistente negli Stati Uniti, confinato al Nord Europa, e così via.

Poi abbiamo iniziato questo viaggio. Abbiamo creato – almeno credo che siamo stati tra i principali attori – questa esplosione della questione e la consapevolezza che ha fatto spostare il pendolo nella direzione opposta. Ora vedo le persone che affermano di essere esperti, facendo alcune dichiarazioni che veramente mi disturbano molto.

Domanda: quindi si volevano mettere le cose in chiaro?

Alessio Fasano: Assolutamente. Perché c’è un sacco di confusione, spesso si sentono anche parlare colleghi in modo estremamente contraddittorio.

Domanda: perché pensi che la celiachia e la sensibilità al glutine abbiano avuto un drammatico simile aumento della prevalenza rispetto al recente passato?

Alessio Fasano:  credo che ci siano due componenti che giustificano questo aumento. In primo luogo – una maggiore consapevolezza. Ancora una volta, quando abbiamo iniziato questo viaggio ci è stato detto: “la celiachia non è mai arrivata in Nord America e mai lo farà, siamo solo diversi, e questa è la fine della storia”.

Questo mi dava una sensazione spiacevole, perché gli ingredienti della ricetta c’erano, ma non venivamo a capo del problema. Quindi la domanda è stata: “Come mai? Cosa sta succedendo? “

Quando abbiamo iniziato a studiare il problema, ci siamo resi conto che non siamo diversi dall’Europa. E c’è voluto un po’ per educare i professionisti sanitari che, nonostante quello che gli avevano insegnato alla scuola di medicina, la celiachia esiste negli Stati Uniti. E quando si inizia a cercarla, si trova.

Il secondo componente è che vi è un vero aumento della prevalenza nel tempo. E questo non è unico per la malattia celiaca o sensibilità al glutine; è ciò che vediamo in molte altre malattie autoimmuni. Siamo nel bel mezzo di una epidemia.

Domanda: si parla nel libro che anche chi non ha una predisposizione genetica per la malattia celiaca potrà svilupparla lo stesso. Vuol dire che c’è qualcosa nell’ambiente che ‘innesca‘ la celiachia nelle persone?

Alessio Fasano:  Fino al recente passato, la risposta è stata “è il glutine, e quindi se siete geneticamente predisposti e si ingerisce glutine, è destino che si svilupperà la malattia”. Non è più così. C’è stato un interessante studio che abbiamo fatto in adulti sani nel quale in un periodo di 50 anni abbiamo visto la malattia celiaca raddoppiare ogni 15 anni. Queste persone mangiavano glutine per decenni senza ammalarsi, e, tutto ad un tratto, hanno sviluppato la malattia.

Ciò significa che certo la predisposizione conta, certo, bisogna ingerire glutine. Ma questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Un’altra cosa deve essere allora inclusa nel quadro generale del problema. Personalmente, credo che sia un cambiamento nella composizione del microbioma il che potrebbe essere un’ulteriore causa che incrina la salute e predispone alla malattia.

Il glutine fa male a tutti?

Domanda: di solito sentiamo che il glutine possa essere un problema solo per le persone con malattia celiaca o con disturbi correlati al glutine, ma ricordiamo che nessuno è in grado di digerire correttamente il glutine. Puoi spiegare il perché?

Alessio Fasano:  Questo è uno dei motivi per cui ho scritto il libro! Perché alcune persone in altri libri sostengono che a causa di ciò che hai appena citato, tutti abbiamo bisogno evitare il glutine. Il glutine non può essere digerito da nessuno, il glutine può indurre una risposta immunitaria in tutti, e quindi tutti hanno bisogno di fare diete senza glutine.

Domanda: Ma non sei d’accordo con questo?

Alessio Fasano:  No, io sicuramente non la penso così. Come spiego in alcune parti del libro, tramite un errore evolutivo, il glutine viene interpretato dal nostro sistema immunitario come nemico, come parte di un batterio. Quindi reagiamo come quando siamo esposti ai batteri. Utilizziamo lo stesso tipo di armi.

Ma siamo tutti esposti ai batteri ogni giorno. Siamo tutti impegnati in questa lotta. Pochissimi perdono questa lotta e sviluppano infezioni, molto pochi. La stessa storia si propone con il glutine. Siamo tutti esposti al glutine. Siamo tutti impegnati in questa lotta. Pochissimi di noi perderanno questa guerra e svilupperanno disturbi correlati al glutine. La stragrande maggioranza di noi vincerà la guerra, e, probabilmente non sapremo nemmeno che questa guerra è in corso.

Domanda: Abbiamo sentito parlare molto di sensibilità al glutine. Puoi spiegarci in cosa è diversa dalla celiachia?

Alessio Fasano:  Ci sono molte differenze tra le due cose, ma ci sono anche somiglianze. Le complicanze cliniche sono sovrapponibili – non è possibile distinguerli solo in termini di sintomi.

La celiachia è una malattia autoimmune, che ha normalmente una componente genetica. La sensibilità glutine non è una malattia autoimmune, e non ha la stessa componente genetica. La malattia celiaca è quasi completamente confinata in un certo patrimonio genetico, la sensibilità al glutine no.

Poichè la celiachia è una malattia autoimmune, rimarrà per tutta la vita. La sensibilità al glutine, non lo sappiamo. Si potrebbe guarire, ma non lo sappiamo.

La celiachia è guidata anche da un minimo di contaminazione incrociata del glutine. Nella sensibilità al glutine, non è necessariamente così. Ci sono alcune persone che, come con la celiachia, è la contaminazione incrociata a farli ammalare. Altre persone, tuttavia, possono tollerare le contaminazioni incrociate o addirittura non hanno alcun problema con un morso di pizza, ma se abbondano troppo col glutine, hanno problemi.

Poiché non è geneticamente determinata, la sensibilità al glutine sembra non avere un aumento del rischio all’interno della stessa famiglia, con la malattia celiaca questo fattore esiste per certo. Con la malattia celiaca, hai comorbilità [Condizioni di salute legate], come la altre malattie autoimmuni, e, per quanto ne sappiamo, non abbiamo queste comorbidità con la sensibilità al glutine.

con la celiachia si possono avere conseguenze se non si elimina il glutine dalla propria dieta. Così si può sviluppare problemi nel corso del tempo, come l’osteoporosi, il linfoma, e così via. Per quanto ne sappiamo, se siete sensibili al glutine non ci sono tali conseguenze nel corso del tempo.

Domanda: C’è un modo per testare la sensibilità al glutine?

Alessio Fasano:  Non ancora. In questo momento non abbiamo validato i test, pertanto facciamo diagnosi con criteri di esclusione. Normalmente escludiamo la celiachia e l’allergia al grano prima di fare la diagnosi della sensibilità al glutine. Attualmente, stiamo facendo uno studio in doppio cieco che sta cercando di identificare alcuni biomarcatori così, ci auguriamo, di avere un test al più presto.

Domanda: Hai menzionato prima il microbioma intestinale, e abbiamo sentito molto su di esso in rapporto alla celiachia, la allergie e un’ampia varietà di condizioni. Che ruolo gioca il microbioma nella malattia celiaca e nella sensibilità al glutine?

Alessio Fasano:  Da quello che abbiamo capito, le modifiche del microbioma da batteri “amichevoli” a batteri “bellicosi” è quello che può predisporre alla malattia celiaca o la sensibilità al glutine. Questo concetto è abbastanza rivoluzionario perché significherebbe che non sei nato per sviluppare la malattia celiaca, il cancro, la sensibilità al glutine, l’asma o le malattie autoimmuni. Hai la possibilità di svilupparle, ma questo potenziale si tradurrà in realtà solo da come l’ambiente inciderà suoi tuoi geni. Ed è il microbioma che trasmuta gli stimoli ambientali e che incide davvero sul nostro genoma.

L’effetto del glutine sul cervello

Domanda: hai scritto che il glutine sembra giocare un ruolo in alcune malattie neurologiche come l’autismo, l’ADHD e persino la schizofrenia. In che modo il glutine colpisce il cervello?

Alessio Fasano:  Ci sono due teorie sui meccanismi su come il glutine possa provocare sintomi neurologici. Si dice che alcuni di questi “frammenti” di glutine non digerito sono strutturalmente simili ai prodotti chimici che controllano il nostro comportamento. Questi “frammenti” sono chiamati endorfine e più precisamente, gliadorfine. Entrano nel flusso sanguigno e infine, attraverso la barriera ematoencefalica, raggiungono il cervello e modificano il comportamento dell’individuo. A seconda che si sia, ancora una volta geneticamente predisposti, è possibile sviluppare l’ADHD, la cefalea cronica, la schizofrenia, l’autismo e qualunque altra cosa.

L’altra teoria, che sembra essere un po’ più basata sull’evidenza, è quella neuroinfiammatoria. I primi passi sono gli stessi: si ingerisce glutine, il glutine è parzialmente digerito, e passa attraverso la permeabilità intestinale nel corpo. Il sistema immunitario inizia a combattere la guerra, al fine di sbarazzarsi del nemico. Per fare questo, deve sviluppare armi e distribuirle. E il danno collaterale, quando si scatta questo corsa all’armamento, è l’infiammazione.

Alcuni di questi soldati (cioè le cellule immunitarie) sono programmate per rimanere sul campo (cioè l’intestino) e quindi creano danni collaterali lì, e questo è un tipico esempio della celiachia. Altri soldati, sono programmati per lasciare l’intestino e andare altrove, come il sistema nervoso, e creare infiammazione lì. Questo è ciò che chiamiamo neuroinfiammazione, che si traduce ancora una volta, a seconda della predisposizione in un diverso tipo di risultato clinico.

Domanda: Ma occorre ancora essere scettici sul tema asse glutine e cervello?

Alessio Fasano: Mi stai scherzando, vero? Questo problema affliggerebbe la stragrande maggioranza degli individui.

Domanda: stai facendo progressi? Pensi che ci sono meno persone scettiche ora?

Alessio Fasano: Penso di sì, lentamente ma inesorabilmente. Lo scetticismo si solleva sempre quando alcune convinzioni sono radicate. Ecco, questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di scrivere questo libro. Perché alcune persone dicono: “non c’è dubbio – il vostro cervello sarà fritto se non vivrete senza glutine”. Questo è un argomento molto difficile da difendere. Questo annullerà anche la piccola verità che vi è in questa affermazione.

In termini di atteggiamento scientifico sarebbe più onesto affermare: “noi non lo sappiamo ancora per certo ma c’è la possibilità che ad un sottogruppo di individui il glutine possa avere conseguenze nefaste al cervello se ingerisce glutine”. 

Domanda: Sono passati quasi 20 anni da quando hai fondato il Center for Celiac Research. Puoi farsi il punto della situazione?

Alessio Fasano: Non siamo solo andando avanti, ma abbiamo già raggiunto una destinazione che mai avrei previsto quando ho iniziato questo viaggio. È incredibile. Persino 5 anni fa, era impensabile concepire ciò che noi oggi conosciamo. Siamo davvero arrivati ​​molto lontano.

Domanda: A che punto siamo per un trattamento per la malattia celiaca?

Alessio Fasano: Ci sono diversi approcci, alcuni che effettivamente utilizzano batteri come una sorta di enzima in grado di completare la digestione. Quindi possiamo utilizzare questi batteri al posto degli enzimi.

Ci sono alcune persone che stanno cercando di utilizzare immunomodulatori per bloccare la reazione del sistema immunitario. I più avanzati, ora stanno passando ad una fase 3 di test. In pratica si blocca l’aumento della permeabilità intestinale in modo che il glutine non possa uscire dall’intestino [la pillola zonulina sviluppato dalla Alba Therapeutics].

Domanda: Guardando al futuro, cosa ne pensi possa essere realizzato nei prossimi 5 a 10 anni di ricerca sulla celiachia? Pensi che ci sarà mai una cura?

Alessio Fasano: credo che un trattamento è una possibilità; una cura, non sono sicuro. Niente è impossibile in biologia, così a un certo punto potremmo avere una cura, diciamo un vaccino o qualcosa che ti libererà dal celiachia. E sarebbe fantastico, e ciò significherebbe che si avrebbe la possibilità di estrapolare questo trattamento per qualsiasi altra malattia autoimmune. Sarà dura, ma niente è impossibile.

Ma quello che credo veramente impressionante e, credo, realizzabile, è la prevenzione. Così si avrà un modo per ingannare il destino in modo da rimanere sepre in salute. Abbiamo appena iniziato un mega progetto chiamato CDGEMM, che sta per Celiac Disease Genomic Environmental Microbiome and Metabolomic Study. Seguiremo 500 bambini a rischio celiachia dalla nascita, per vedere se siamo in grado di identificare perchè si sviluppa l’autoimmunità, in modo da poter intervenire in anticipo.

Domanda: ti ringrazio molto per aver parlato con noi oggi riguardo il tuo libro ed averci espresso le tue opinioni sulla celiachia.

Alessio Fasano: è stato un vero piacere.

Le tantissime interviste del nostro blog!

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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