I cacciatori-raccoglitori erano meno esposti a carestie e soffrivano raramente la fame.

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Pillole

22 Novembre 2015

Adattamento: Angelo

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L’idea che le società di cacciatori-raccoglitori sperimentavano frequentemente carestie è pervasiva nella letteratura sull’evoluzione umana.

Questa idea è alla base, per esempio, dell’ ipotesi del ‘genotipo parsimonioso‘. Questa ipotesi propone che i nostri antenati cacciatori-raccoglitori si fossero adattati alle frequenti carestie, e che queste, avessero formato ‘genotipi parsimoniosi‘ il che spiegherebbe pure l’epidemia di obesità moderna.

Il suggerimento che i cacciatori-raccoglitori siano più inclini alla carestia sottende anche l’ipotesi diffusa che queste società vivano in habitat estremi. Nonostante questo, in letteratura, si trovano raramente riferimenti seri a queste cose.

Allora i ricercatori protagonisti di questo lavoro hanno voluto analizzare la frequenza e la gravità delle carestie attingendo i dati da un grande database cross-culturale, al fine di esplorare le relazioni tra sussistenza (ndr. vita da nomade cacciatore-raccoglitore) e rischio carestia.

Questo è il primo studio a riferire che, se si controlla la qualità degli habitat, i cacciatori-raccoglitori in realtà avevano significativamente meno rischio di avere carestie e di soffrire la fame (ndr. rispetto ai primi agricoltori).

I ricercatori, quasi sbigottiti, concludono: questa scoperta si contrappone ad alcune delle ipotesi di base per i modelli sull’evoluzione della dieta umana, così come la nostra comprensione della recente epidemia di obesità e di diabete di tipo 2.

Tradotto: ragazzi, state buoni calmi che ancora non ci abbiamo capito un cazzo!

Riferimento:
Biol Lett. 2014 Jan 8;10(1):20130853. doi: 10.1098/rsbl.2013.0853. Print 2014 Jan.
Hunter-gatherers have less famine than agriculturalists.
Berbesque JC, Marlowe FW, Shaw P, Thompson P.
Link: qui

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