GRANO “ANTICO E MODERNO”: TRA FAVOLE E REALTA’

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Salute

22 Ottobre 2017

Introduzione: Angelo.
Questo posso definirlo un articolo definitivo sul perchè qualsiasi grano, antico o moderno che sia, non è adatto al consumo umano ma specie specifico solo per alcuni volatili dotati di gozzo e cieco ipertrofico. E’ un compendio di tutto il lavoro del nostro blog, sul tema, in oltre 4 anni di vita. Potrà essere utilizzato come manualetto pratico per zittire, di volta in volta, gli amici pastaioli…

Il pollo mangia granaglie ed ha l’apparato digerente in grado di sintetizzarne le poche sostanze nutrienti in esse contenute, la mucca mangia l’erba ed è capace di sintetizzarne le pochissime sostanze nutrienti in esse contenute, grazie a ben 4 stomaci, l’uomo mangia pollo e mucca…
E’ la BANALE catena alimentare che ci insegnano alle scuole sin dalle elementari che vede l’uomo sedersi proprio in cima…
Ma niente, sin dal neolitico, siamo costretti a mangiare grano…

di: Alessio

L’ ultima grande trovata del marketing riguarda la strategica colpevolizzazione dei grani “moderni” con il conseguente riscatto dei buoni grani “antichi”.

I grani moderni sono dipinti come causa principale dell’aumento delle intolleranze (celiachia, sensibilità al glutine non celiaca, allergia al frumento, ecc..) a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni [1], [2].

Ogni giorno esplode roboante uno dei cavalli di battaglia più gettonati dai supporter dei cosiddetti “grani antichi”:

“I grani moderni sono tossici, sono meno nutrienti, il glutine è cambiato…”.

La risposta a questa affermazione arriva (udite udite) da un personaggio ancorato mani e piedi al  “main stream” e, quindi, paladino della dieta mediterranea: Dario Bressanini [3].

Bressanini parte con lo spiegare l’assurdità della definizione di “antico”, fuorviante manipolazione di marketing.

Innanzitutto il grano tenero selvatico non esiste nemmeno, ma è nato come fusione genetica tra il farro coltivato e una graminacea spontanea.

E l’autore continua:

Alcune mutazioni genetiche porteranno poi al grano duro (Triticum durum) che usiamo principalmente per la pasta, mentre un’ulteriore fusione genetica con geni provenienti da un’altra graminacea spontanea porterà, ultimi arrivati, al Farro spelta e al Grano tenero (Triticum aestivum), un vero e proprio mostro genetico.

(il Maestro Giovanni Cianti aveva già parlato della strana traiettoria evolutiva dei cereali [4]).

Indubbiamente il grano ha subito modificazioni e ibridizzazioni nel corso dei millenni, che non hanno portato però a grosse variazioni relative alla percentuale di glutine e alla sua struttura chimica.

Alcuni studi mostrano addirittura un maggior contenuto di epitopi tossici nelle vecchie popolazioni di frumento tenero rispetto a quelle più recenti.

Le gliadine sono rimaste praticamente invariate mentre si è lavorato maggiormente sulle glutenine per migliorare le qualità pastificatorie (queste ultime rappresentano la frazione proteica meglio tollerata).

I grani moderni, quindi, hanno un rapporto gliadine/glutenine addirittura più basso di quelli antichi.

Quindi, in teoria ed anche in pratica, i grani moderni sono addirittura più tollerabili!

“Nel 2010 Hetty van den Broeck e colleghi studiano la presenza di due epitopi tossici per i celiaci (chiamati  Glia-alpha9 e Glia-alpha20), entrambi sulla gliadina. Il primo, tossico per il 90% dei celiaci, è presente nel famoso frammento di 33 amminoacidi non digeribile dagli enzimi digestivi.”

Come accade spesso, però, dopo una brillante analisi arriva la deviazione verso il condizionamento personale che va a cozzare contro l’evidenza.

LA CONTRADDIZIONE:

Bressanini dichiara che solo i soggetti celiaci possono avere problemi, dimenticando che:

  1. Lui stesso dichiara che l’uomo non possiede il patrimonio enzimatico volto alla digestione del glutine (alle prolamine in generale).
  2. Il glutine provoca permeabilità intestinale in ognuno di noi [5]. Alla permeabilità intestinale sono collegate quasi tutte le malattie che affliggono la nostra società [6], [7], [8].
  3. Questo studio recente ha evidenziato i biomarker legati alla sensibilità al frumento [9].
  4. Il glutine è collegato ad una serie innumerevole di problemi [10], [11],[12],[13], [14],[15], [16],[17].
  5. Il glutine altera il microbiota intestinale [18], [19].
  6. I grani, oltre al glutine, hanno altri “guerrieri” valorosi (ATIs, lectine) [17], [18].
  7. La parziale idrolizzazione del glutine porta all’attivazione di molecole (esorfine) che si legano ai recettori degli oppioidi [19], [20].

    La digestione di pane e pasta può rilasciare molecole biologicamente attive e potenzialmente dannose per la salute

  8. Tutti i cereali, in generale, presentano una distribuzione glucidica a-cellulare, provocando meccanismi disbiotici con conseguente infiammazione sistemica [21], [22].
  9. I cereali sono sempre e comunque una miseria nutrizionale [23]. 
  10. Notare che i cereali hanno un indice di densità  nutrizionale pari a -6.2 (si signori, in negativo) contro 17 (il massimo) per il fegato e frattaglie varie!
  11. I cereali sono portatori di micotossine che contribuiscono all’attivazione di infiammazione sistemica cronica e alle malattie ad essa correlate [24].

Per chi volesse approfondire ulteriormente, consiglio la bellissima review di due ricercatori dell’università di Padova (Paola Bressan e Peter Kramer) pubblicata sul nostro blog [qui] e il capolavoro del bravissimo Trevor Connor, ricercatore del team di Cordain [qui].

Alla luce di quanto evidenziato, pare proprio che ci siano abbastanza evidenze, non solo per zittire i sostenitori dei grani “antichi”, ma per eliminare QUALSIASI tipo di grano dalla base della piramide alimentare tornando a porre l’enfasi sul cibo specie-specifico del Sapiens (carne, pesce, verdura, frutta e qualche uovo).

IL NUOVO VIVERE SECONDO NATURA!!!! Distingui la realtà dalla fantasia dei markettari!

Articoli recenti…

FOTOBIOMODULAZIONE E LUCE BLU

FOTOBIOMODULAZIONE E LUCE BLU

Dopo anni di divulgazione e migliaia di copie vendute dal best seller “INSONNIA: IL MALE DEL NUOVO SECOLO”, in cui si...