close
Glioblastoma, trattato con successo con la dieta paleolitica chetogenica

Glioblastoma, trattato con successo con la dieta paleolitica chetogenica

Signori questa è una notizia che dovrebbe andare su tutti i TG del mondo! Invece in Italia viene relegata a questo piccolo blog… Glioblastoma, trattato con successo con la dieta paleolitica chetogenica!

Di Angelo

Per chi non lo sapesse il glioblastoma è uno dei tumori più aggressivi esistenti. Colpisce il cervello e, normalmente, si muore in pochi mesi/anni.

Questo case study è stato descritto completamente in un articolo apparso recentemente su una delle mie riviste scientifiche preferite: Frontiers in Nutrition.

In passato già avevamo ipotizzato benefici per il trattamento di questo tumore con la dieta chetogenica che, ricordiamo, non presenta alcun effetto collaterale:

La dieta chetogenica potrebbe essere di aiuto ai malati di cancro maligno al cervello (glioblastoma).

Sono stati fatti pochi progressi nella sopravvivenza globale per il glioblastoma multiforme (GBM) in oltre 40 anni. Un uomo di 38 anni si è presentato in ospedale con mal di testa cronico, nausea e vomito accompagnato da crisi motorie parziali a sinistra e debolezza dell’arto superiore sinistro. La risonanza magnetica cerebrale potenziata ha rivelato una solida lesione cistica nello spazio parziale destro che suggeriva GBM. I test su siero hanno rivelato carenza di vitamina D e livelli elevati di insulina e trigliceridi.

Prima dell’operazione (normalmente si deve operare di urgenza), il paziente ha condotto un digiuno (solo acqua) di 72 ore. Dopo il digiuno, il paziente ha iniziato una dieta chetogenica quasi di tipo paleolitico (solo 15% da latticini) estremamente ipocalorica (900 kcal/gg) integrando di vitamine/minerali per 21 giorni.

Oltre alla radioterapia, alla chemioterapia con temozolomide e al KD (aumentata a 1.500 kcal/giorno dal giorno 22), il paziente ha ricevuto metformina (1.000 mg/die), metilfolato (1.000 mg/die), clorofluoro fosfato (150 mg/die) , epigallocatechina gallato (400 mg/die) e ossigenoterapia iperbarica (HBOT) (60 min/sessione, 5 sedute/settimana a 2,5 ATA).

Il paziente ha anche ricevuto levetiracetam (1.500 mg/die) (credo un nootropo, una sostanza che stimola l’attività cerebrale). Non è stato somministrato nessun farmaco steroideo. L’istologia post-chirurgica ha confermato la diagnosi di GBM.

La riduzione dell’invasione delle cellule tumorali e dei vasi sanguigni ialinizzati con pareti spesse è stata anche valutata. Il che ha suggerito un beneficio terapeutico della terapia metabolica pre-chirurgica.

Dopo 9 mesi di trattamento con SOC modificato e terapia metabolica chetogenica complementare (KMT), il peso corporeo del paziente si è ridotto di circa il 19%. Convulsioni e debolezza degli arti sinistra si sono risolti. I biomarcatori hanno mostrato riduzione della glicemia e elevati livelli di chetoni urinari con evidenza di ridotta attività metabolica (rapporto colina/N-acetilaspartato) e livelli normalizzati di insulina, trigliceridi e vitamina D.

Questo è il primo rapporto di GBM confermato trattato con un SOC modificato insieme a KMT e HBOT e ad altre terapie metaboliche mirate. Poiché la regressione rapida del GBM è rara dopo la resezione del subtotale e il solo SOC, è possibile che la risposta osservata in questo caso sia risultata in parte dal SOC modificato e da altri nuovi trattamenti. Sono necessari ulteriori studi per convalidare l’efficacia del KMT somministrato con approcci alternativi che aumentano selettivamente lo stress ossidativo nelle cellule tumorali limitando al tempo stesso il loro accesso a glucosio e glutammina. Il paziente rimane in ottima salute (punteggio di Karnofsky, 100%) con continua evidenza di una significativa regressione del tumore.

Nell’immagine allegata al case study si mostra nel dettaglio:

Confronto tra metabolismo del tumore in oltre 20 mesi. La colina indica il turnover della membrana cellulare e riflette la tumorigenesi. L’N-acetilaspartato (NAA) è un marker per l’integrità neuronale che diminuisce con la malignità cerebrale e la necrosi radioattiva. La creatina è un marker per l’energia cellulare che diminuisce significativamente con la malignità e la necrosi. L’angolo del cacciatore (freccia blu) riflette il rapporto colina/NAA. (B) Confronto tra dimensione del tumore e spostamento della linea mediana (linea rossa) in 20 mesi.

RIFERIMENTO:
Frontiers in Nutrition
Management of Glioblastoma Multiforme in a Patient Treated With Ketogenic Metabolic Therapy and Modified Standard of Care: A 24-Month Follow-Up
Autori Vari
Link: full text

(Visited 755 times, 1 visits today)
Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

tonno in crosta di semi di papavero

Ritmi circadiani, assunzione di magnesio e potassio e… Attacchi cardiaci!