Gli Hunza, tra miti, bugie e verità.

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Salute

Tag: dieta | Hunza | salute

22 Aprile 2018

Ho sentito il bisogno di scrivere questo piccolo articolo sugli Hunza perchè mi sono accorto che mancava qualcosa del genere nel mio blog. Dopo i Gladiatori, i Templari… Gli Hunza, dunque!

di Angelo

I vegetariani ululano che questo fantomatico popolo che vive isolato tra le montagne pakistane possa campare fino 120 e più anni, scevri da malattie, mangiando vegetali, frutta e cereali…

Andiamo per ordine e distinguiamo realtà e fantasia:

  1. c’è l’anagrafe in mezzo alle montagne pakistane? Non credo proprio. Le età sono certamente frutto di racconti e ricordi. Nulla di registrato.
  2. la dieta è sicuramente importante e dopo vedremo realmente cosa e come mangiano gli Hunza
  3. per il resto vivono isolati, lontanissimi dalle grandi città
  4. zero stress
  5. tanto sole
  6. zero inquinamento
  7. acqua glaciale (scarica di deuterio e fortemente ricca di minerali alcalinizzanti)
  8. tanto contatto con la natura
  9. zero tecnologia
  10. escursioni climatiche (caldo di giorno, freddo di notte) che rinforza i mitocondri
  11. rapporti sociali consolidati
  12. felicità?

Per quanto mi  riguarda l’articolo già potrebbe finire qui. Ma purtroppo devo andare ad approfondire la realtà come nel perfetto stile del nostro blog. In particolare la dieta che seguono, altrimenti i vegetariani ed i vegani continueranno a vomitare le loro cavolate…

RIFERIMENTO:
Asklepii. 2002;15:96-7.
[Hunza – a healthy and a long living people].
Vlahchev T, Zhivkov Z.

Qui un bel filmato che vede i teneri e pacifici Hunza coltivare i campi:

https://www.youtube.com/watch?v=7hK5rua98SU

Aspetta! Ho sbagliato a caricare! Cacciano l’ibex una specie di stambecco… Va bè sono vegetariani, lo lasceranno morto lì per gli altri predatori…

Aspetta! Qui che fanno? Allevano pecore… Che le allevano a fare? Ah! Per il latte, latticini e la… CARNE…
Ma non erano vegetariani?

Eppure basta fare una semplicissima ricerca su google… Follia pura!

Ma andiamo avanti traducendo alcuni documenti:

“Il passo per raggiungere Hunza da Gilgit, in Pakistan, era alto 13.700 piedi (4176 m), una pista difficile e insidiosa. Entrando nella valle, gli inglesi trovarono i ripidi fianchi rocciosi della valle fiancheggiati da orti terrazzati, alberi da frutto e animali allevati per carne e latte.

I giardini erano annaffiati con acqua ghiacciata ricca di minerali trasportata da un sistema di acquedotto che percorre una distanza di 80 km dal ghiacciaio di Ultar sul monte Rakaposhi alto 25.550 piedi (7788 m). La depressione in legno dell’acquedotto era appesa alle pareti rocciose da chiodi d’acciaio martellati nelle pareti rocciose. Il limo dal fiume sottostante era trasportato sul lato della valle per formare e riempire i giardini terrazzati. Le precipitazioni medie annue a Hunza sono meno di due pollici”.

Dunque, mangiano ed allevano carne, l’acqua è la migliore possibile, vivono isolati dal mondo (tranquillità e zero stress), il loro terreno, ricco di limo, è ideale per coltivare frutta e verdura, oltre ai cereali…

La dieta dei Gladiatori romani era davvero simil-vegetariana? Pare proprio di si! Ma…

“Gli inglesi riportarono una popolazione di circa 8.000 persone che era in buona salute e viveva una lunga vita, anche se l’età non poteva essere verificata, dal momento che il popolo di Hunza non aveva documenti scritti. Le persone erano relativamente sane, soprattutto se paragonate ai cittadini inglesi che soffrivano di obesità, diabete, cancro e malattie cardiache che avevano devastato gli inglesi a causa della dieta ricca di carboidrati di cereali, pane, zucchero, miele, frutta e patate. Il popolo degli Hunza era snello, sano e atletico rispetto ai parenti dei soldati britannici in Inghilterra che erano grassi e malati”.

Bene, come si legge CHIARAMENTE:

  • non ci sono documenti per certificare queste lunghe vite
  • non sono i cereali a garantire il loro stato superiore di salute, perchè questi già devastavano esattamente gli esploratori occidentali!

Ma andiamo avanti e vediamo che non tutto è oro ciò che luccica… Qualche esploratore ha visto realtà diverse…

Il Dr. Allen E. Banik e Renee Taylor hanno scritto il libro, Hunza Land, nel 1960. Descrivono gli Hunza: in modo completamente diverso. “Non hanno soldi, né povertà, né malattie, né polizia né prigioni”. Tutte queste affermazioni sono false. Il denaro era la rupia pakistana in quanto facevano parte del Pakistan. Avevano povertà. Coloro che non riuscivano ad autoprodursi il cibo moriva semplicemente di fame. I gruppi familiari erano fermamente indipendenti e non aiutavano gli altri come sostiene il dott. Banik. Avevano livelli di malattia considerevoli. Avevano un’organizzazione militare in ogni villaggio con uomini che prestavano servizio in posizioni di sicurezza. Il Mir aveva guardie del corpo armate che tenevano lontano dalla vista dei visitatori. Avevano una colonia penale nella valle di Shimshal nella parte nord della valle, dove i detenuti partecipavano al pascolo delle greggi di pecore del Mir. Gli inverni erano gelidi e gli alti venti soffiavano continuamente. Le affermazioni contenute in questo libro sulla dieta, la salute, la longevità e l’onestà del popolo Hunza sono false.

Per cui si conferma che chi vive di cibo coltivato rischia molto di più la carestia di chi vive ancora come cacciatore raccoglitore.

I cacciatori-raccoglitori erano meno esposti a carestie e soffrivano raramente la fame.

Ma arriviamo alla dieta!

La dieta degli Hunza tradizionali è profondamente diversa tra estate ed inverno:

“Il generale britannico e i soldati arrivarono durante l’estate del 1870 come tutti quelli che si recavano dagli Hunza. Questa era la stagione dei cereali, i frutti e le verdure dei giardini e gran parte del cibo era consumata cruda. In estate si consumava pochissima carne e le verdure erano mangiate crude (per risparmiare la legna per riscaldarsi e cuocere in inverno).

La dieta estiva degli Hunza portò i visitatori a presumere che fossero principalmente vegetariani e mangiassero pochissima carne. Questo era tipico della stagione estiva del raccolto. Esattamente come nelle culture primitive. Gli uomini delle caverne vivevano in modo simile, rimpinzandosi di frutta disponibile durante la breve stagione e mangiando principalmente carne per il resto dell’anno. Il popolo di Hunza differiva nel fatto che non ha mai avuto un’abbondanza di nulla eccetto le rocce. Gli animali non sono abbastanza grandi a causa della mancanza di foraggio. Non volevano uccidere animali femmine che sono produttori di latte a meno che l’animale non fosse vecchio o zoppo”.

I templari, monaci-guerrieri medievali, vivevano 40 anni in più? Forse si, ma…

La vita era ed è dura per gli Hunza. Risorse all’osso da centellinare, pena la morte. Non esiste alcun “giardino dell’Eden” come pretendono nutrite frange di vegetariani, ma anche onnivori amanti di cereali e legumi…

Oltre ad un’ampia varietà di frutti, vegetali e cereali, spicca l’assenza di legumi… Ma come? I legumi non ci sono?

Tuttavia…

“Una grande varietà di animali selvatici indigeni, tra cui pecore Markhors, pecore Marco Polo, oche, anatre, fagiani e pernici fornivano ai primi cacciatori Hunza carne oltre alle pecore, alle capre e agli Yaks domestici. I polli venivano allevati anche per carne e uova fino a quando negli anni ’50 furono banditi dal Mir”.

Ma non erano vegetariani?

“In estate, la carne veniva conservata per occasioni e festival molto speciali. Il bestiame era troppo prezioso per essere ucciso indiscriminatamente, quindi gli animali divennero una delle principali fonti di cibo solo durante il freddo inverno quando altri alimenti finivano”

Di inverno gli Hunza mangiavano frutta disidratata, poco grano conservato e la… CARNE. Ma leggete:

“Consumavano tutte le parti degli animali, non solo la carne. Mangiavano il cervello, polmoni, cuore, fegato, trippa, carne e tutto il resto dell’animale tranne la pelle e i genitali. Pulivano le ossa con uno smalto e le spezzavano per mangiare il midollo. Il grasso era molto apprezzato per la cottura e veniva prodotto uno stufato facendo bollire carne e cereali”.

Non mi sembra una dieta vegetariana. A voi?

Di inverno si mangiavano anche latte e latticini, compreso burro.

“La dieta era ricca di grassi per tutto l’anno, contrariamente a quanto si afferma falsamente che fosse povera di grassi. Il latte era più del 50 percento di grasso su base calorica e nulla era sprecato”.

Il mito della longevità:

La vita era dura in estate anche per gli animali. Quelli più deboli erano uccisi per il cibo. I bambini Hunza erano denutriti.

“Il generale britannico che per primo visitò Hunza nel 1870 disse che c’erano persone anziane, ma non dava alcuna indicazione sull’età. A quel tempo una persona oltre i 50 anni era considerata ben oltre l’aspettativa di vita media.

Decine di foto mostrano i vecchi uomini di Hunza che proclamano ai visitatori che hanno più di 100 anni. Sembrano avere tra gli 70 e gli 80 anni, il che sarebbe più accurato. Questi signori probabilmente non sono mai nati o cresciuti con gli Hunza. Molto probabilmente arrivarono da altre zone del Pakistan, attirati dall’opportunità di raccogliere una mancia dal viaggiatore ignari per il privilegio di farsi fotografare”.

La salute dell’attuale Hunza è nota per certo. Quella che segue è un’osservazione di oggi.

“La gente di Hunza soffre di malnutrizione e di carenze nutrizionali tanto quanto qualsiasi altra remota regione montana dell’Asia meridionale. Sebbene la fede prevalentemente Ismaeli (branca dei musulmani sciiti) sia progressista e relativamente più buona della maggior parte dei loro vicini nelle regioni vicine, dirà a tutti i visitatori che la loro aspettativa di vita è di circa 50 – 60 anni, proprio come qualsiasi altra regione del nord del Pakistan “.

La mancanza di risorse lasciò il popolo Hunza in una lotta costante per ottenere il cibo, e l’agricoltura di montagna ai lati della ripida valle rocciosa richiedeva un sacco di duro lavoro. L’apporto calorico era naturalmente basso e mai in abbondanza. Questa combinazione di fattori ha impedito agli abitanti di Hunza di diventare obesi e di evitare le malattie causate da una dieta con un’abbondanza di carboidrati”.

“Gli Hunzakuts avevano sviluppato la pratica di equiparare l’età con saggezza, esperienza e successo. Un saggio agricoltore di 50 anni, che aveva accumulato molto più del contadino medio, poteva giustamente affermare di avere 120 anni invece dei suoi 50 anni anagrafici”.

FANTASTICO.

“I visitatori hanno scattato molte foto di gruppi familiari  Hunza mostrando bambini con il loro padre e il loro nonno. È improbabile che questi nonni siano più vecchi di quanto appaiano. Hanno forse 50 anni di età, come è comune per un nonno (del luogo), non 120 anni come affermano falsamente alcuni libri”.

Il mito del vegetarianesimo

“La gente di Hunza non è mai stata vegetariana o simile. Si astenevano dal mangiare molti dei loro animali in estate perché gli animali erano la principale fonte di cibo nei restanti 10 mesi dell’anno. Seguivano una dieta ricca di grassi tutto l’anno, soprattutto in inverno, quando il consumo di grassi animali aumentava. Il burro, lo yogurt e il formaggio prodotti con latte di capra, pecora e yak erano molto ricchi di grassi, specialmente grassi saturi. Il popolo Hunza era in qualche modo vegetariano per due o tre mesi durante l’estate”.

Ah, ecco!

In estate la loro dieta era simile a quella degli antichi egiziani che però avevano una salute devastata:

L’obesità nell’antico Egitto

It was never proven that they had a low incidence of cancer.

NON E’ MAI STATO PROVATO CHE AVESSERO UNA BASSA INCIDENZA DI CANCRO.

Non c’erano ospedali, medici, database, anagrafe…

Leggete che fatica devono fare per mangiare un pugno di grano.

Solo la carestia può spingere un umano a questa fatica per poche, malnutrienti calorie.

“Gli Hunzakuts schiacciano il grano tra due rocce per fare una farina molto grossolana, la mescolano con acqua e l’appiattiscono. L’impasto era cucinato leggermente sopra una roccia riscaldata nei giorni precedenti”. 

Le malattie

Gli Hunzakuts erano pieni di malattie e il tasso di mortalità era molto alto, come osservato da John Clark 10 anni prima dell’arrivo di Renee Taylor. Clark fu accolto da orde di malati che cercavano assistenza medica in ogni villaggio (oasi) che visitava. Ha diagnosticato molte malattie e trattato quelli che poteva aiutare. Le malattie che ha elencato sono:

Dissenteria
Tigna
Impetigine
cataratta
Infezioni oculari
Tubercolosi
Scorbuto
Malaria
Ascariasis (vermi)
leucoderma
Staphylococcus
Carie dentale
Denti morbidi
Gozzo
Bronchite
Sinusite
Mani screpolate e sanguinanti
Beriberi
Influenza
Polmonite
infezioni
Ginocchia reumatiche di rachitismo sub-clinico

John Clark fece un’indagine sui ragazzi di Hunza nella sua scuola per accertare quanti degli studenti avessero perso membri della famiglia. Questo mostra il tasso di mortalità altissimo del popolo Hunza. Non erano sani e privi di malattie come falsamente affermato. I risultati sono scioccanti per questi ragazzi di età compresa tra 12 e 16 anni.

Gohor Hayat  morti madre, 3 fratelli, 2 sorelle
Sherin Beg morti 1 fratello, 1 sorella
Nur-ud-Din morti madre, 2 fratelli, 2 sorelle
Muhammed Hamid morti madre, 1 sorella
Burhan Shah morti 1 Fratello, 1 sorella
Nasar Muhammed morti madre, 2 fratelli, 1 sorelle
Mullah Madut morti 2 Fratelli
Suleiman morto 1 fratello
Ghulan Rasul morto il padre

Il tasso di mortalità tra i bambini era il 30%

Concludendo:

Potremmo andare avanti descrivendo anche la struttura sociale REALE degli Hunza ma aggiungerebbe poco al nostro discorso. C’erano i soldi, struttura sociale, prigioni, regole…

Inoltre non è ormai non più verificabile questa leggendaria longevità tra gli Hunza moderni. Infatti anche lì sono arrivati i “cibi” occidentali ed in particolare i famigerati oli vegetali low cost…

La fantasia umana non ha confini. Basta pochissimo per creare distorsioni e falsità. Credenze… Noi umani a volte siamo così creduloni e stupidi…
PAZZESCO.

Per chi volesse approfondire:

RIFERIMENTI:

Hunza – myth, truth and lies

HUNZA Lost Kingdom of the Himalayas
di
JOHN CLARK

Hunza Land
Dr. Allen E. Banik e Renee Taylor

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