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FREDDO SI, MA CON COGNIZIONE
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FREDDO SI, MA CON COGNIZIONE

8 Dicembre 2019freddoTERAPIA DEL FREDDO259Visualizzazioni

Un altro ragionamento riduzionistico di alcuni biohackers improvvisati, che ragionano in modo monodimensionale, è quello riguardante l’esposizione al freddo, di cui il nostro editore Angelo ha già parlato in articoli e libri.

Essa può indubbiamente rappresentare un valido strumento di biohacking; però, e come sempre c’è un però, non è per tutti, e va strettamente introdotta e settata in base a una serie di caratteristiche individuali dell’utente.

In generale, l’adattamento al freddo è multifattoriale e coinvolge pathways genetici, fenotipici, fisiologici, morfologici e comportamentali.

Gli studi a riguardo, hanno coinvolto popolazioni indigene, spedizioni polari, sport invernali, training militare (1), ecc… Le principali risposte sono in termini di isolamento termico (aggiustamenti circolatori, incremento degli strati adiposi), metabolici (termogenesi tramite brividi oppure tramite aumento del tasso metabolico).

Gli adattamenti dipendono dal tipo di medium al quale si è esposti (aria o acqua) e dall’intensità (esposizione continua o intermittente).

Inoltre, altri fattori individuali come età, sesso, composizione corporea, attività fisica, dieta, livello di fitness, eventuali problemi di salute, soprattutto legate alla funzionalità metabolica, possono essere determinanti.

Già alla luce di questa premessa, non viene già spontaneo pensare che questo strumento debba essere cucito addosso al cliente in modo ‘sartoriale’, e non in modo ‘ignorante’ e generalista?

L’adattamento alla sensazione del freddo sopraggiunge prima di tutto (e questo è ovvio, perché la società iper-coperta tende ad averne un’amplificazione importante, percependolo come un possibile pericolo), seguita dalla risposta cardiovascolare, metabolica ed endocrina.

Gli organismi attivi sono sistemi termodinamicamente aperti e relativamente stabili, volti a mantenere un costo energetico minimo.

Gli adattamenti al freddo risultano in una maggior economia omeostatica in termini di preservazione del calore, ma spesso al costo di una minor temperatura corporea media.

Le risposte fisiologiche sono sia isolanti (decremento della temperatura media della pelle), oppure metaboliche (termogenesi), oltre al meccanismo dei brividi, ossia rapide contrazioni muscolari atte a generare calore.

Molto spesso, si assiste ad un mix di alcuni o tutti i meccanismi.

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Angelo

Angelo

Angelo 52 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica). Co-autore de IL NUOVO VIVERE SECONDO NATURA ed autore del best seller INSONNIA. IL MALE DEL NUOVO SECOLO.

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