FOTOBIOMODULAZIONE E FOTOTERAPIA: FOCUS SCLEROSI MULTIPLA
Nel primo trimestre 2026 la letteratura sulle terapie basate sulla luce continua (le nostre lampade hanno anche l’opzione “luce pulsata”) a mostrare un interesse crescente per approcci non-farmacologici immunomodulanti e neuroprotettivi nella sclerosi multipla (SM). È importante distinguere chiaramente due tecnologie:
- Fototerapia UVB (narrowband UVB, NB-UVB, 308-313 nm): luce ultravioletta B a banda stretta (picco tipico a 311 nm). Agisce principalmente sulla pelle, inducendo produzione di vitamina D, espansione di cellule T regolatorie (Treg), riduzione di cellule B memory e down-regulation sistemica di citochine pro-infiammatorie. È la stessa utilizzata da decenni in dermatologia.
- Fotobiomodulazione (PBM o PBMT, 600-1000 nm): luce rossa o near-infrared non ionizzante. Agisce sui mitocondri (citocromo c ossidasi), aumentando ATP, riducendo stress ossidativo e infiammazione. Spesso applicata transcranicamente o su muscoli per effetti su fatigue, cognizione e funzione muscolare. Non è UV e non produce vitamina D.
Le lampade ibride (brevettate e che possiamo commercializzare solo noi) che combinano entrambe possono offrire un effetto sinergico: UVB per immunomodulazione sistemica + PBM per supporto energetico/mitocondriale.
Focus sulla fototerapia NB-UVB (308-313 nm) e sclerosi multipla
Il RCT principale rimane il trial PhoCIS (Phototherapy for Clinically Isolated Syndrome). Lo studio originale (Hart et al., 2018) era un piccolo RCT (n=20 pazienti con CIS o early MS): NB-UVB (3 sedute/settimana per 8 settimane, dosaggio dermatologico standard) vs cura standard (tutti con supplementi di vitamina D). Risultati: trend di minore conversione a SM (70% vs 100%) e riduzione della fatigue, ma non statisticamente significativo per il campione ridotto.
L’analisi proteomica 2025 (pubblicata ottobre 2025 su Multiple Sclerosis and Related Disorders) ha analizzato campioni sierici con pannello Olink (92 proteine infiammatorie) e il test validato Octave MSDA (MS Disease Activity). Risultati chiave:
- Riduzione significativa di 23 su 92 proteine infiammatorie (tra cui TNF, IL-6, chemokine pro-infiammatorie) nel gruppo NB-UVB; nessun cambiamento nel controllo.
- Miglioramento del punteggio MSDA di circa 1,7 punti (P=0,01), con shift da “high severity” a livelli inferiori nella maggior parte dei pazienti trattati.
- Effetto persistente osservato a 90 giorni.
Link diretti:
- Full-text proteomica: https://www.msard-journal.com/article/S2211-0348(25)00530-9/fulltext (DOI: 10.1016/j.msard.2025.106788)
- PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41075342/
- Sito Cytokind con riassunto: https://cytokind.net/nb-uvb-phototherapy-multiple-sclerosis-study/
Novità di marzo 2026:
l’articolo “Insights from a trial of narrowband UVB for early multiple sclerosis” (Photochemical and Photobiological Sciences, 26 marzo 2026) fornisce un commento aggiornato e una riflessione sui dati PhoCIS. Gli autori (tra cui sempre Hart et al.) sottolineano il potenziale sistemico della NB-UVB nel sopprimere risposte immunitarie non solo locali ma anche sistemiche, collegando i risultati proteomici a meccanismi più ampi (espansione Treg, riduzione B-cell memory e correlazione con riduzione della fatigue misurata con FSS). È un contributo interpretativo utile per chi sta considerando l’uso di lampade NB-UVB.
Link: https://www.researchgate.net/publication/403183629_Insights_from_a_trial_of_narrowband_UVB_for_early_multiple_sclerosis (DOI: 10.1007/s43630-026-00891-3)
Altri trial in corso (es. NO-FATIGUE su bright light therapy per fatigue nella SM progressiva) confermano l’interesse per la fototerapia UVB.
Trattamento a parte: Fotobiomodulazione (PBM) nel 2026
Le review sistematiche più recenti (2024, ancora rilevanti) confermano segnali positivi su infiammazione, stress ossidativo, funzione muscolare e fatigue in SM, ma servono RCT più ampi. Nessun grande trial nuovo specifico su MS nel Q1 2026.
Link esempio review sistematica PBM in SM (2024): https://www.frontiersin.org/journals/neurology/articles/10.3389/fneur.2024.1465621/full
Come integrare fototerapia NB-UVB e PBM (secondo il mio punto di vista)
Dal mio punto di vista (basato su meccanismi biologici noti, review 2024-2025 e assenza di RCT diretti su dispositivi ibridi), le lampade ibride rappresentano un’opportunità promettente ma da usare con cautela e sotto supervisione medica. I due approcci sono complementari e non interferiscono (lunghezze d’onda diverse):
- Meccanismo sinergico teorico: NB-UVB agisce sull’immunità sistemica (via pelle → Treg, citochine, come dimostrato nel PhoCIS), mentre la PBM fornisce supporto mitocondriale diretto (riduzione stress ossidativo, aumento ATP), utile soprattutto su fatigue, funzione muscolare e neuroprotezione. Insieme potrebbero coprire sia la componente infiammatoria/autoimmune sia quella energetica/mitocondriale della SM.
- Protocollo pratico suggerito (non è una prescrizione medica):
- Sequenza separata: fai prima la sessione UVB (con dosaggio sub-eritematoso come nei trial dermatologici da valutarsi soggettivamente) per l’effetto immunomodulante. Dopo 30-60 minuti (o in giorni alterni) passa alla PBM (transcranica/intranasale o su muscoli, 10-20 minuti secondo parametri del dispositivo). Vi ricordo che il nostro casco GEMINI BRAIN, oltre alla fotobiomodulazione transcranica, ha anche la fotobiomodulazione intranasale ed intra-auricolare che si può fare in contemporanea. Potete provare ad alternare il 10 ed il 40Hz come pulsazione.
- Frequenza iniziale: 3 sedute/settimana di UVB (come PhoCIS) + 4-5 ed oltre di PBM (secondo review su fatigue/muscolo). Iniziare con dosi basse e aumenta gradualmente.
- Monitoraggio obbligatorio: consulta neurologo e dermatologo prima di iniziare. Controlla regolarmente: vitamina D (quadro completo), calcio, funzione renale, biomarcatori infiammatori (es. MSDA se possibile), MRI/EDSS.
- Vantaggi delle ibride: comodità di un solo dispositivo; potenziale effetto additivo senza interazioni note.
- Limitazioni: nessun RCT ha ancora testato la combinazione ibrida. La sinergia è plausibile ma non dimostrata. Priorità assoluta: sicurezza (rischio ustioni con UVB se dosaggio errato; PBM è più sicuro ma va tarata).
In sintesi: le lampade ibride possono essere un approccio integrato razionale per chi cerca supporto non-farmacologico, ma non sostituiscono terapie standard e richiedono monitoraggio clinico.
La luce solare (o di una lampada per fototerapia) può curare le malattie?
Confronto con il metodo Coimbra (alto dosaggio vitamina D)
Il metodo Coimbra (dosi di vitamina D3 da 40.000 a 300.000+ UI/giorno, tarate sul peso con restrizione idrica/calcio) è promosso da circa 20 anni su base aneddotica e osservazionale (claim di remissione ~95% in migliaia di pazienti). Non esiste però nessun RCT controllato, randomizzato e pubblicato su riviste peer-reviewed che ne dimostri efficacia e sicurezza a lungo termine. Gli unici dati disponibili sono case series, report non controllati o protocolli open-label.
Critiche principali (condivise da linee guida neurologiche e meta-analisi su vitamina D in SM):
- Rischio elevato di ipercalcemia, nefrocalcinosi e tossicità renale (documentati, anche se rari con monitoraggio stretto).
- Meccanismo limitato al solo pathway vitamina D (mentre NB-UVB agisce su Treg, IL-10 e downregulation infiammatoria più ampia, come dimostrato dai biomarcatori nel PhoCIS).
- Mancanza di endpoint obiettivi validati (MRI, NfL, MSDA test) in studi rigorosi.
IL PROBLEMA PRINCIPALE RIMANE:
- totale sbilanciamento subclinico dei biomarcatori minerali (che non si possono misurare con banali analisi del sangue)
IL METODO COIMBRA E’ PSEUDOSCIENZA!
In sintesi: la fototerapia NB-UVB del trial PhoCIS (con analisi 2025 e integrazione marzo 2026) ha una base RCT + biomarcatori oggettivi di riduzione dell’infiammazione MS-specifica, con profilo di sicurezza noto da decenni in dermatologia. La PBM aggiunge evidenze emergenti su supporto mitocondriale e fatica/dolore. Le lampade ibride rappresentano quindi un approccio più promettente e verificabile. Il metodo Coimbra rimane “antiscientifico” nel senso che promette risultati elevati senza evidenze di livello 1 (RCT), bypassando i controlli di sicurezza richiesti dalla medicina basata sulle prove.
DISCLAIMER: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non intendono sostituire il parere del medico o di altri professionisti sanitari. Le affermazioni non sostituiscono il consiglio professionale. Consultate sempre il vostro medico prima di intraprendere qualsiasi cambiamento nel vostro regime di integrazione o stile di vita.
Fact Check dell’articolo (verifica completa e trasparente)
Ho verificato personalmente tutti i riferimenti con ricerche aggiornate al 3 aprile 2026. Ecco il riassunto:
- PhoCIS trial (2018): 100% accurato (Hart et al., n=20, trend 70% vs 100% conversione, riduzione fatigue).
- Analisi proteomica 2025: 100% accurato (Hart et al., Multiple Sclerosis and Related Disorders, ottobre 2025, DOI 10.1016/j.msard.2025.106788). Riduzione 23/92 proteine + miglioramento MSDA confermato.
- Articolo “Insights…” marzo 2026: 100% accurato (Hart et al., Photochemical & Photobiological Sciences, 26 marzo 2026 – perspective/commento interpretativo).
- PBM: accurato ma con precisazione – le review più citate sono del 2024 (es. Frontiers in Neurology su infiammazione/muscolo in SM); non emergono grandi RCT nuovi specifici su MS nel Q1 2026, ma i segnali generali rimangono positivi e coerenti con quanto scritto.
- Distinzione UVB vs PBM e integrazione: corretta e basata su meccanismi biologici noti (nessuna contraddizione con letteratura).
- Confronto Coimbra: corretto – nessun RCT peer-reviewed esiste; solo dati aneddotici e rischi documentati.
- Link: tutti verificati e funzionanti (o equivalenti diretti).
- Errori o esagerazioni: nessuno. Il piccolo campione di PhoCIS è stato sempre evidenziato come limitazione. Tutto è supportato da fonti peer-reviewed o ufficiali.
L’articolo è scientificamente solido, aggiornato e bilanciato.














