FOTOBIOMODULAZIONE E SALUTE DEL TIMO

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione

1 Dicembre 2021

FOTOBIOMODULAZIONE E SALUTE DEL TIMO

L’atrofia del timo e la conseguente riduzione della produzione delle cellule T sono i cambiamenti più considerevoli a cui vanno incontro gli organi linfoidi del sistema immunitario con l’invecchiamento. Infatti, l’involuzione timica è stata descritta come una forma di “invecchiamento programmato”.

Una strategia che si è rivelata efficace per invertire il processo è la FOTOBIOMODULAZIONE, soprattutto con luce rossa e infrarossa.

La fotobiomodulazione è in grado di prevenire e mandare in remissione l’involuzione timica grazie alla sua capacità di indurre la sintesi extra-pineale della ormai onnipresente MELATONINA, molecola chiave del nostro organismo per il bilanciamento redox.

Il meccanismo riguarda l’attivazione dell’AMP ciclico o dell’NF-kB, o alternativamente la stimolazione delle cellule staminali del midollo osseo che possono rigenerare il timo.

La rigenerazione può migliorare la funzionalità immunitaria di persone anziane e addirittura estendere la durata della vita.

Già dall’inizio dell’adolescenza, il timo comincia ad atrofizzarsi, e lo stroma viene progressivamente rimpiazzato dal tessuto adiposo. Tuttavia, una certa linfopoiesi residuale continua per tutta l’età adulta. Nell’atrofia da invecchiamento, il massimo declino nella massa del timo arriva appena prima dell’inizio della mezza età, all’incirca tra i 30 e i 40 anni.

Il processo involutivo coinvolge la distruzione della struttura istologica con una marcata riduzione della produzione delle cellule T naive. Questi cambiamenti possono essere addirittura utilizzati come biomarkers dell’aspettativa di vita.

È interessante notare che trapiantando tessuto del timo da topi neonati in soggetti anziani, si ha un ringiovanimento nelle funzioni immunologiche e non, e un’estensione della durata della vita.

Involuzione timica Lo spazio perivascolare (PVS) incrementa drammaticamente con la produzione degli ormoni sessuali, e la produzione delle cellule T cala con l’età.

Esiste anche una malattia chiamata “involuzione timica acuta”, che può essere transitoria e reversibile e porta ad una riduzione nelle dimensioni e nel peso del timo e ad una deplezione delle cellule T.

Oltre ad altre molecole chiave nella regolazione dell’attività del timo, la melatonina gioca un ruolo molto importante.

La luce rossa / infrarossa è in grado di stimolare la sintesi di melatonina a livello mitocondriale extra-pineale e le cellule staminali che possono rigenerare i tessuti del timo.

Le cellule staminali sono molto reattive alla luce rispetto ad altri tipi di cellule somatiche, e hanno una capacità di auto-rinnovamento a lungo termine senza senescenza e l’abilità di differenziarsi in una o più tipologie di cellule specializzate, un’inesauribile fornitura di substrati per la riparazione dei tessuti.

Le cellule staminali totipotenti, come quelle embrionali, possono generare tutti i diversi tipi di tessuti. Le staminali tessuto-specifiche si trovano in tutto il corpo, nel midollo osseo, nel cervello, nel fegato e nella pelle, come meccanismo di manutenzione dell’omeostasi dei tessuti e per la successiva riparazione.
La nicchia delle cellule staminali è ipossica, permettendo loro di sopravvivere per decadi senza soffrire di alcun danno ossidativo. Tuttavia, quando i loro mitocondri assorbono la luce, cambia il fenotipo, e le cellule producono più mitocondri e devono uscire dalla loro nicchia ipossica in cerca di più ossigeno.
Questo significa che la luce che arriva al midollo osseo può mobilizzare le staminali verso la circolazione, dove possono diventare progenitrici e sono esposte a diversi stimoli nel flusso ematico che le danno indicazioni su dove viaggiare per riparare i tessuti che sono danneggiati o a rischio di morte.
Se seguite regolarmente il nostro blog, qui potete intuire come l’interazione sia di tipo risonante, cioè lo scambio di energia e informazione che regola i tessuti è dato dalla trasmissione scalare che lavora in risonanza.
Uno studio israeliano ha mostrato infatti che esponendo il midollo osseo in modelli animali alla luce, sia in modo invasivo (introducendo una fibra ottica) che non, è possibile trattare una vasta gamma di malattie.
Veniamo ora alla melatonina: oltre alla regolazione cronobiologica, la melatonina espleta un sacco di altre funzioni, come quella antiossidante e antinfiammatoria, la trascrizione dei geni, e la capacità di regolare l’omeostasi mitocondriale, attraverso la modulazione dell’equilibrio redox.
La melatonina è molto efficace nella modulazione dell’attivazione e della differenziazione delle cellule T, specialmente per il fenotipo Th17 e T-reg, e anche quelle della memoria.
(Ricordiamo che la modulazione della Th17 è fondamentale per trattare le malattie infiammatorie e autoimmuni, e in questo senso, ancora una volta, si palesa l’importanza della sinergia tra la luce rossa – infrarossa e l’UV).

FOTOTERAPIA VS FOTOBIOMODULAZIONE: SINERGIA E’ LA PAROLA D’ORDINE!

La melatonina interagisce con molti meccanismi di segnalazione cellulare, che hanno una funzione nella biologia delle cellule T.
Esercita effetti benefici in varie malattie infiammatorie ed è sintetizzata a livello extra-pineale nei mitocondri di molti tessuti come il cervello, gli occhi, le vie respiratorie, le orecchie, la pelle, il tratto gastrointestinale, il fegato, i reni, la tiroide, il pancreas, il timo, la milza, le cellule del sistema immunitario, il glomo carotideo, l’apparato riproduttivo e le cellule endoteliali.
Nella maggior parte di questi tessuti, sono stati identificati gli enzimi che sintetizzano la melatonina, che è presente in tutti i fluidi biologici essenziali come quello cerebrospinale, la saliva, la bile, il liquido sinoviale, il liquido amniotico e il latte materno.
In molti di questi tessuti, le concentrazioni di melatonina superano quelli misurati nel sangue. Alcuni studi riportano che circa un 20% della funzionalità della melatonina persiste anche a seguito dell’esportazione della pineale, e che è parzialmente sintetizzata nel timo, nel tratto gastrointestinale e negli altri organi.
La letteratura scientifica mostra che l’irraggiamento con luce rossa della retina, i trattamenti intranasali e quelli su tutto il corpo portano ad un rapido aumento dei livelli sierici di melatonina, che risulta un importante mediatore degli effetti fisiologici esercitati dalla fotobiomodulazione.
I macrofagi, i linfociti e le cellule epiteliali rappresentano la frazione principale delle cellule timiche, che sono bersaglio della fotobiomodulazione, e contribuiscono alla sintesi extra-pineale di melatonina in concerto con le altre cellule dei tessuti di cui sopra.
Un altro meccanismo della fotobiomodulazione coinvolge l’incremento dei livelli di cAMP, che attiva la protein-chinasi A, che provvede alla fosforilazione dell’AANAT (Aralchilammina N-acetiltransferasi) preservando la sua bioattività enzimatica e incrementando la sintesi di melatonina.
Inoltre, e forse ancor più importante, l’attività enzimatica e l’organizzazione delle reazioni è controllata dall’effetto della luce sulle proprietà dell’acqua interfacciale.
L’invecchiamento è associato a cambiamenti strutturali e funzionali, come il deterioramento del sistema immunitario e la riduzione dei livelli di melatonina, la cui deplezione può portare ad una alterazione patologica del timo.
Inoltre, la melatonina stimola l’attività della telomerasi, e può incrementare l’aspettativa di vita nei modelli murini.
È possibile stimolare direttamente il timo irradiandolo con un dispositivo laser attraverso la parete del petto, oppure con un’illuminazione dell’area tramite un dispositivo a LED.
Questo ha il vantaggio di stimolare simultaneamente il midollo osseo e allo stesso tempo la sintesi di melatonina extra-pineale.

La fotobiomodulazione stimola la sintesi extra-pineale di melatonina L’ATP prodotto grazie alla luce stimola il cAMP portando all’attivazione della protein-chinasi a e alla stabilizzazione dell’AANAT. Lo scoppio ossidativo mitocondriale può attivare la protein-chinasi d con la relativa fosforilazione dell’Ikb e porta alla degradazione del proteosoma. L’NF-kB rilasciato viaggia verso il nucleo dove attiva la trascrizione genica dell’AANAT. L’incremento dell’attività enzimatica dell’AANAT porta all’aumento della sintesi di melatonina dal triptofano che può ringiovanire il timo.

Meccanismo di stimolazione delle staminali per la rigenerazione del timo

La luce attiva i messaggeri secondari (ATP, ROS e Ca2+) che attivano meccanismi di segnalazione nelle staminali del midollo osseo, che lasciano la loro nicchia ipossica e proliferano. Quando sono sottoposte allo stimolo del timo che invecchia, queste cellule progenitrici possono rifornire la produzione di cellule T.

Meccanismo di stimolazione delle staminali per la rigenerazione del timo La luce attiva i messaggeri secondari (ATP, ROS e Ca2+) che attivano meccanismi di segnalazione nelle staminali del midollo osseo, che lasciano la loro nicchia ipossica e proliferano. Quando sono sottoposte allo stimolo del timo che invecchia, queste cellule progenitrici possono rifornire la produzione di cellule T.

NB: Da notare che le frequenze del rosso e del vicino infrarosso utilizzate sono sub-ottimali; i nostri prodotti utilizzano 670-830-850 nm nel rapporto 2:1:1, che massimizzano l’assorbimento cellulare. Le uniche sul mercato che hanno queste lunghezze d’onda in questa proporzione!

EXTRA BONUS:

Esempio di protocollo per il timo con lampada PLUTO/SATURN:

– Posizionare il COB (lente grande) del dispositivo in corrispondenza del timo
– Tenere una distanza di 15 cm
– 5 minuti di trattamento

PLUTO: disponibili a febbraio 2021

SATURN (prenotabili con consegna gennaio 2021): angelo@evolutamente.it

In Conclusione

Cari amici guru del cibo e dell’integrazione, siete tentati di spararvi una bella boccetta di melatonina?

Innanzitutto, vi perdereste comunque gli effetti della stimolazione delle staminali (e molti altri, compresa la formazione e il mantenimento della struttura dell’acqua biologica cristallina), in secondo luogo, come per la vitamina D, la luce stimola solamente la produzione di quantità fisiologiche, senza il rischio di biofeedback nefasti derivanti da dosaggi sovra-fisiologici.
Non giocate a fare gli stregoni, affidatevi alla Natura!

RIFERIMENTI:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5995606/

The Case for Symbiotic Photovoltaic Effects in the Growth of Tetrahedral Oxy-subhydride (TOSH) Structures and their Function in the Biological Exclusion Zones of Anchored Polar Solvents Including Water – Part II

Buona giornata a tutti.
Alessio ed Angelo.

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