FOTOBIOMODULAZIONE E LUCE BLU

Scritto da Angelo

Categorie: Salute

10 Luglio 2024

Dopo anni di divulgazione e migliaia di copie vendute dal best seller “INSONNIA: IL MALE DEL NUOVO SECOLO”, in cui si parla dei danni delle luci artificiali (TV, smartphone, tablet, illuminazione a led convenzionale, fari e cruscotti delle auto, ecc.), provocati dall’ECCESSO di luce blu non opportunamente bilanciata dalle altre componenti dello spettro luminoso…

Di: Alessio Angeleri

Insonnia. Il male del nuovo secolo

…quei pazzi di Evolutamente si sono messi a vendere dispositivi di fotobiomodulazione con luce blu (ANTEA, ASTEROID, PROMETHEUS E KALLISTO).
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Ma si sono bevuti il cervello? Ma la luce blu non faceva male?

Abbiamo già spiegato ampiamente che la luce blu ci tiene svegli durante il giorno, permettendoci di lavorare, fare sport, ecc., stimolando la produzione di cortisolo e altre molecole fondamentali per l’energia e l’assertività.

Il problema è dato dal PICCO di luce blu peculiare delle fonti luminose moderne, in grado di provocare un vero e proprio disastro circadiano, distruzione endocrina e il famigerato “stress ossidativo”.

Come ampiamente spiegato nel libro “ELETTROMAGNETISMO: LE BASI DELLA VITA”, le teorie mainstream sullo “stress ossidativo” sono fuorvianti e pericolose.

ELETTROMAGNETISMO: LE BASI DELLA VITA

I ROS hanno un ruolo fondamentale di regolazione dei processi fisiologici, e sono coinvolti nella comunicazione “biofotonica” e nel “detox” dell’organismo.

E quindi?

La chiave è sempre nel bilanciamento (Yin/Yang) della concentrazione delle specie molecolari e della coerenza del campo elettromagnetico che emettono (teoria dei campi vs teoria molecolare).

La luce blu può essere “piuma” o “fero” a seconda del contesto e del dosaggio luminoso che viene fornito ai tessuti bersaglio.

Da un po’ di anni a questa parte ricercatori, medici e influencers ci hanno provocato una bella orchite a furia di ripetere che “la citocromo-c ossidasi (o complesso IV) è il target primario della luce rossa e infrarossa”.

Peccato per loro che non sia così:

“Il laboratorio Cooper ha presentato gli spettri di assorbimento del CCO che coprono l’intero intervallo 400-950 nm…un rapido calcolo mostra che la trasmittanza del CCO ossidato per i fotoni a 660 e 810 nm è pari al 91. 7% (8,7% assorbito) e 83,8% (16,2% assorbito), ma per 415 e 540 nm è rispettivamente del 18,0% (82,0% assorbito) e del 73,3% (26,7% assorbito). Le lunghezze d’onda di 415 e 540 nm sono correlate positivamente con lo spettro di assorbimento del CCO ossidato e si è visto che sopprimono la sintesi di ATP e producono una forte segnalazione ROS. In altre parole, l’assorbimento del CCO per il blu a 415 nm (0,744) e il verde a 540 nm (0,106) è rispettivamente circa 20 e 3 volte superiore a quella relativa a 670 nm (0,032).”

Cosa vuol dire?

Questo significa che il famoso complesso enzimatico mitocondriale ha un’affinità elettiva per la luce blu (elevata risonanza), e proprio per questo ne occorre “poca” per indurre effetti profondi.

La luce blu stimola la produzione di specie reattive, stimolando una forte emissione di biofotoni (energia e informazione) ed effetti detox (detto “brutalmente” va a “spurgare” l’organismo da tossine e detriti cellulari).

Quindi, fornendo una dose fisiologica di luce blu, è possibile “ripulire” i tessuti (ad esempio quelli soggetti ad effetto citopatico), mentre esagerando è possibile provocarne ulteriormente la “morte” e la degradazione.

Questa potrebbe essere la vera spiegazione del presunto effetto “disinfettante” della luce blu. Secondo la teoria del terreno, il profilo microbico è solamente il risultato del substrato energetico (cibo) che diamo a batteri, funghi, e altri microrganismi che lavorano come “spazzini” del nostro organismo, metabolizzando le sostanze di scarto.

È pertanto possibile aiutarli con la giusta quantità di luce blu, evitando di trasformare un innocuo banchetto in un rave party (un processo impropriamente definito “infezione”).

Oltre al processo di “pulizia”, le specie reattive indotte dalla luce blu possono stimolare la rigenerazione dei tessuti:

“…Questi risultati suggeriscono che gli effetti benefici della PBM mediata dalla luce blu sull’osteogenesi possono essere indotti dal rilascio controllato di ROS.” [2].

BREVE APPROFONDIMENTO (da leggere solamente se siete noiosi nerd altrimenti fate un doppio salto carpiato):

Che cos’è verosimilmente lo “stress ossidativo” triangolando la prospettiva della fisica di Steinmetz/Thomson/Faraday?

Secondo la teoria mainstream, le specie reattive sono affamate di “elettroni” e cercano di stabilizzarsi “fregandoli” alle altre molecole (ossia provocandone l’ossidazione).

Gli elettroni potrebbero essere in realtà le terminazioni dei tubi di induzione di Faraday, per cui potremmo ipotizzare il loro flusso come la redistribuzione di carica molecolare all’interno di una dinamica induttiva; la biologia è governata da flussi elettromagnetici.

Grazie allo shift di induzione dielettrica, le specie reattive riescono a regolare i meccanismi di apoptosi, la strutturazione dell’acqua interfacciale biologica e il potenziale dei tessuti, con effetto downstream su tutta la biochimica.

FINE APPROFONDIMENTO (uà, non ce la facevo più…)

Questa review di 22 studi (in vitro/misti, preclinici e clinici) pare avvalorare questa prospettiva:

“La densità di potenza utilizzata è stata di 10-680 mW/cm2 nella maggior parte degli studi in vitro/preclinici, il tempo di esposizione compreso tra 5 s e 10 min e sono state utilizzate diverse lunghezze d’onda e densità di energia. Negli studi clinici, la lunghezza d’onda utilizzata è compresa tra 405 e 470 nm e la densità di energia tra 1,5 e 30 J/cm2. Conclusioni: Una bassa densità di energia (<20 J/cm2) è in grado di stimolare i diversi tipi di cellule e le proteine coinvolte nella guarigione, mentre un’alta densità di energia, 20,6-50 J/cm2, ha ridotto significativamente la proliferazione cellulare, la migrazione e il metabolismo…”. [3]

I nostri prodotti che utilizzano la luce blu hanno una bassa irradianza, per cui nei tempi di trattamento consigliati vanno a stimolare i meccanismi “virtuosi” appena visti, soprattutto senza effetti collaterali.

Invece, da qui si evince che stare dalla mattina alla sera sotto luci artificiali (dosaggio luminoso per unità di superficie= irradianza per unità di superficie * tempo di esposizione), va inesorabilmente a stimolare gli effetti nefasti.

E se la medicina del futuro volesse invece utilizzare l’effetto “pro-ossidante” in modo intelligente?

“La fotobiomodulazione con luce blu (PBM) ha recentemente attirato grande attenzione per diminuire la proliferazione e indurre la morte delle cellule tumorali. L’osteosarcoma (OS) si manifesta principalmente nei bambini e negli adolescenti, e le limitazioni della resistenza ai farmaci e il salvataggio degli arti rendono urgente lo sviluppo e l’identificazione di nuove strategie terapeutiche adiuvanti. In questo lavoro si è cercato di studiare gli effetti antitumorali e i meccanismi biologici della PBM a luce blu nelle cellule umane OS MG63. Gli effetti dei vari parametri della luce blu sulle cellule MG63 indicano la soppressione della proliferazione e della migrazione cellulare, nonché l’induzione dell’apoptosi, valutata sperimentalmente mediante diversi test.
Contemporaneamente, la luce blu ad alto dosaggio ha indotto l’aumento dei livelli di ROS e l’inibizione dell’espressione di PI3K e AKT nelle cellule MG63. Inoltre, la SOCS3 è una delle principali molecole antitumorali inducibili e la luce blu ne promuove sostanzialmente l’espressione. Pertanto, la PBM a luce blu potrebbe essere un approccio terapeutico futuro nel trattamento clinico dell’OS.” [4].

PRECISAZIONE PER I NERD: I TRATTAMENTI CON LUCE BLU CONVENZIONALMENTE SONO DA DEFINIRSI “FOTOTERAPIA” E NON FOTOBIOMODULAZIONE

 

TAKE HOME

Per la fotobiomodulazione viene utilizzata principalmente la luce rossa e del vicino infrarosso, ma altre componenti spettrali si stanno rivelando interessanti per varie applicazioni; tutto ciò richiede criterio, buon senso, individuazione dell’obiettivo e conoscenza dei probabili meccanismi sottostanti.

I nostri dispositivi sono progettati per lavorare a 360 gradi sul maggior numero possibile di variabili legate alla salute e al benessere modulando lunghezze d’onda, irradianza e tutti i parametri fondamentali per esercitare effetti biologici virtuosi.

CI FERMIAMO QUI PERCHE’ NON POSSIAMO SPOILERARE TROPPO… PERCHE’ CI SEGUONO PER COPIARCI… SENZA NEANCHE CAPIRE COSA FANNO. OLTRE NON RIESCONO…

RIFERIMENTI

1- Sommer AP. Mitochondrial cytochrome c oxidase is not the primary acceptor for near infrared light-it is mitochondrial bound water: the principles of low-level light therapy. Ann Transl Med. 2019 Mar;7(Suppl 1):S13. doi: 10.21037/atm.2019.01.43. PMID: 31032294; PMCID: PMC6462613.

2- Albaqami, M., Aguida, B., Pourmostafa, A. et al. Photobiomodulation effects of blue light on osteogenesis are induced by reactive oxygen species. Lasers Med Sci39, 5 (2024). https://doi.org/10.1007/s10103-023-03951-7

3- Prado TP, Zanchetta FC, Barbieri B, Aparecido C, Melo Lima MH, Araujo EP. Photobiomodulation with Blue Light on Wound Healing: A Scoping Review. Life (Basel). 2023 Feb 18;13(2):575. doi: 10.3390/life13020575. PMID: 36836932; PMCID: PMC9959862.

4- Yang J, Jiang H, Fu Q, Qin H, Li Y, Liu M. Blue light photobiomodulation induced apoptosis by increasing ROS level and regulating SOCS3 and PTEN/PI3K/AKT pathway in osteosarcoma cells. J Photochem Photobiol B. 2023 Dec;249:112814. doi: 10.1016/j.jphotobiol.2023.112814. Epub 2023 Nov 7. PMID: 37956614.

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