Dieta chetogenica: una valida opzione per curare l’obesità?

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Salute

30 Aprile 2014

A cura di Mario.
ketogenic

L’obesità è sempre più un problema serio e grave, al quale si associano direttamente disturbi metabolici, cardiovascolari, probabilmente alcune forme tumorali.

Il dott. Antonio Paoli (Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova) ha approfondito quale possibile ruolo può avere una dieta chetogenica contro l’obesità; ha passato in rassegna la letteratura scientifica relativa, contribuendo così a chiarire gli argomenti a sostegno della sua salubrità o meno.
Dalla letteratura si evince chiaramente che la chetogenica consente una riduzione del grasso corporeo, e quindi di migliorare i parametri con i quali si valutano i rischi di natura cardiovascolare.Nella recente review pubblicata dal dott. Paoli si evidenzia come l’obesità sia un fenomeno crescente, e che risulta molto complesso da gestire sia per i soggetti obesi che per i loro medici. La dieta appropriata per combattere l’obesità è uno dei temi scientificamente più controversi dell’intera questione. La dieta consigliata dalla maggioranza delle istituzioni sanitarie e dei medici prevede alti consumi di carboidrati e pochi grassi; un approccio criticato però da chi sottolinea quanto siano esigui i risultati ottenuti, e quali siano le difficoltà a sostenerlo nel lungo periodo.
Nella ricerca, c’è una notevole mole di studi relativi alle diete chetogeniche, con apporti molto bassi di carboidrati e più elevati di grassi.
Innanzitutto le chetogeniche risultano utili in ambito clinico, per trattare alcune malattie ma anche per gestire il dimagrimento di alcuni pazienti. I dati in nostro possesso confermano l’efficacia delle diete chetogeniche nel contrasto, a breve e medio termine, dell’obesità e del rischio cardiovascolare.
Molti medici tuttavia ritengono che siano dannose.Ciò che risulta dalla review del dott. Paoli è che:
– le diete chetogeniche sono efficaci per la riduzione del grasso corporeo, anche se c’è ancora discussione sui meccanismi attraverso i quali opera questa riduzione. Sono più efficaci delle diete con pochi grassi;
– secondo alcuni autori potrebbero proteggere dal declino cognitivo associato all’obesità;
– hanno effetti positivi sull’umore delle persone in sovrappeso (anche se i primi 4-5 giorni può avvenire il contrario);
– migliorano nei soggetti insulino-resistenti anche la capacità di gestione dei livelli di glicemia;
– migliorano i marker della sindrome metabolica, più delle diete con pochi grassi;
– potrebbero avere effetti positivi contro i rischi di cancro;
– in base ai dati disponibili, nel tempo medio e lungo dovrebbero comportare minori rischi dell’effetto yo-yo e del recupero del grasso perso;
– dimostrano effetti benefici rispetto ai fattori di rischio cardiovascolare. Ridurre i carboidrati riduce il colesterolo totale, aumenta i livelli di HDL, riduce i trigliceridi, aumenta il volume e la dimensione delle particelle di LDL (che sembrano essere dannose, per semplificare, solo quanto sono piccole: se sono piccole cioè sono più aterogeniche);
– non si riscontrano problemi a carico dei reni in persone che hanno una normale funzionalità di questi organi, che facilmente si adattano al carico di una dieta più ricca di proteine; in ogni caso le diete chetogeniche non sono iperproteiche, ma normoproteiche;
– con la riduzione del grasso corporeo, migliora inoltre la pressione sanguigna, che a sua volta ha una ricaduta positiva anche sulla salute dei reni stessi;
– allo stato della ricerca, gli effetti negativi per gli esseri umani che possono essere imputati alle chetogeniche sono probabilmente classificabili come ipotesi controverse;
– negli uomini non ci sono attualmente prove sicure relativamente all’impatto sulla salute delle ossa; di certo tuttavia le ossa vengono compromesse dall’obesità e dalle malattie correlate.

Per dire quali effetti possa avere una dieta chetogenica nel lungo termine mancano studi sufficienti per affermare che resti sicura o meno, secondo le conclusioni della review; è invece sufficientemente comprovato, si sostiene in base ai dati di cui disponiamo, che dalle 3 settimane a 6-12 mesi non ci siano ragioni per considerarla non sicura.
E’ altamente probabile concludendo, che funzioni ottimamente nel dimagrimento e nel miglioramento metabolico. Anche nell’ottica di un ritorno a uno stile alimentare ricco di carboidrati come la cosiddetta “dieta mediterranea”, la chetogenica si è dimostrata essere una buona transizione; il passaggio dall’una all’altra dovrebbe essere però graduale e sotto controllo di medici competenti.

Riferimento:
Ketogenic Diet for Obesity: Friend or Foe?
Int J Environ Res Public Health. Feb 2014; 11(2): 2092–2107.
Published online Feb 19, 2014
Department of Biomedical Sciences, University of Padova, Padova 35131, Italy
Link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3945587/

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