Il diabete di tipo 2 sarebbe reversibile con la sola dieta, ma nessuno ce lo dice.

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione

14 Settembre 2017

Di Angelo

Diabete di tipo 2: i numeri fanno spavento, roba da brividi:

Il diabete mellito tipo 2 ha assunto le caratteristiche e le dimensioni di una vera propria emergenza sanitaria a causa della sua elevata prevalenza. Secondo stime attuali, si contano nel mondo circa 415 milioni di soggetti affetti da diabete mellito e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040” (1)

I costi in Italia:

“Il diabete costa moltissimo alla comunità. In Italia la quota di spesa che il Fondo Sanitario Nazionale si accolla per curare le persone con diabete, una malattia che condiziona un più facile sviluppo di qualsiasi altra malattia (9),

è di circa 15 miliardi di euro all’anno,

pari ad oltre il 10% del totale. Questa somma è calcolata utilizzando i costi reali dei ricoveri e della varie prestazioni specialistiche e non le tariffe virtuali. Utilizzando questi ultimi, comunque, la spesa, seppure inferiore a quella di altri Paesi occidentali, è comunque ingente e ammonta a circa 10 miliardi di euro per anno (9, 15). A questa grande quantità di denaro pubblico vanno aggiunti circa 3 miliardi di euro di spese dirette sostenute dalle persone e dalle loro famiglie e non meno di 10-12 miliardi di euro di costi indiretti, molti dei quali a carico delle casse dello stato per prepensionamenti e assenze dal lavoro (16).

Il totale ammonta a 25-30 miliardi di euro, l’equivalente di una finanziaria o, come si usa dire oggi, di un patto di stabilità.

Una somma in continuo aumento e che fra poco non sarà più sostenibile se non si riuscirà a circoscrivere la diffusione del “virus”. Per questo “virus” esiste un solo vaccino: la conoscenza della malattia, dei suoi fattori di rischio, del modo di prevenirla cambiando lo stile di vita degli individui ma anche cambiando la struttura della società per evitare il “contagio”. (1)

Questi sono numeri che si commentano da soli. Viene considerata una malattia cronica irreversibile da gestire con farmaci, attività fisica e controllo della dieta. Poi vai a vedere i programmi di allenamento e soprattutto le diete proposte (ricche di carboidrati) e ti viene da ridere; no, anzi da piangere!
Il diabete di tipo 2 è considerato inevitabilmente progressivo, con una distruzione fatalmente irreversibile delle cellule beta pancreatiche.

Appena 2 ore e mezza di attività fisica a settimana significativamente superiori alla metformina per prevenire il diabete…

Questo studio (2) ha voluto valutare l’impatto della SOLA DIETA sui parametri relativi al diabete di tipo 2 in alcuni (11) pazienti.

E’ stata testata l’ipotesi che sia la distruzione delle cellule beta che la resistenza all’insulina possano essere invertite con la sola restrizione calorica dietetica.

Metodi

Sono stati studiati undici persone con diabete di tipo 2 (49,5 ± 2,5 anni, BMI 33,6 ± 1,2 kg/m2, nove maschi e due femmine) prima e dopo 1, 4 e 8 settimane di 2,5 MJ (600 kcal)/dieta giornaliera. Sono stati misurati l’emissione basale del glucosio epatico, la sensibilità dell’insulina epatica e periferica e la funzione delle cellule beta. Il contenuto di trigliceridi pancreatici ed epatici è stato misurato utilizzando l’imaging a tre punti di risonanza magnetica di Dixon. Contemporaneamente è stato studiato un gruppo di controllo di otto partecipanti non diabetici di simile età, sesso e peso.

Risultati

Dopo 1 settimana di dieta, il glucosio plasmatico a digiuno si è normalizzato nel gruppo diabetico (da 9,2 ± 0,4 a 5,9 ± 0,4 mmol/l, p = 0,003).

Cioè i pazienti sono scesi da una media di glicemia di 166 mg/dl a una media di 106 mg/dl IN UNA SOLA SETTIMANA DI DIETA!

La soppressione dell’insulina per la produzione di glucosio epatico è migliorata dal 43 ± 4% al 74 ± 5% (p = 0,003 rispetto alla linea di base, il gruppo di controllo 68 ± 5%). Il che è ottimo!

Il contenuto di trigilceridi epatici è sceso dal 12,8 ± 2,4% nel gruppo diabetico a 2,9 ± 0,2% alla settimana 8 (p = 0,003).

La risposta insulinica di prima fase è aumentata durante il periodo di studio (0,19 ± 0,02 a 0,46 ± 0,07 nmol min-1 m-2, p <0,001) avvicinandosi ai valori del gruppo di controllo (0,62 ± 0,15 nmol min-1 m-2; p = 0,42 ). La risposta massima dell’insulina è diventata supranormale a 8 settimane (1,37 ± 0,27 vs controlli 1,15 ± 0,18 nmol min-1 m-2). Il trigliceridi pancreatici sono diminuiti da 8,0 ± 1,6% a 6,2 ± 1,1% (p = 0,03).

Significa che alla fine delle 8 settimane il gruppo con diabete aveva una sensibilità insulinica SUPERIORE al gruppo di controllo sano!

Conclusioni/interpretazione

La normalizzazione sia della funzione delle cellule beta che della sensibilità dell’insulina epatica nel diabete di tipo 2 è stata ottenuta solo dalla restrizione energetica alimentare. Ciò è stato associato a diminuiti depositi pancreatici ed epatici di trigliceridi. Le anomalie alla base del diabete di tipo 2 sono reversibili riducendo l’assunzione di energia alimentare.

Ora vi lascio immaginare se fosse stato inserita anche della corretta attività fisica (breve ed intensa) e soprattuttola connessione con la Natura ed il reset circadiano…
I nostri libri sono avanti 20 anni e ti dicono esattamente cosa fare per vivere sano in un mondo che ti vuole malato!

Riferimenti: 
(1) qui

(2) Diabetologia. 2011 Oct; 54(10): 2506–2514.
Published online 2011 Jun 9. doi: 10.1007/s00125-011-2204-7
PMCID: PMC3168743
Reversal of type 2 diabetes: normalisation of beta cell function in association with decreased pancreas and liver triacylglycerol
Autori Vari
Link: qui

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