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Depressione: farmaci o placebo? La vergogna dei ricercatori…

Depressione: farmaci o placebo? La vergogna dei ricercatori…

7 marzo 2018antidepressividepressioneplacebo185Visualizzazioni

Appena pubblicata sul prestigioso “the Lancet” una review che ha avuto una grande eco negli ambienti di psichiatria e che “finalmente” dissipava il velo di dubbio sull’efficacia dei farmaci nel trattamento della depressione!

Di Angelo (ispirato da un post di Steve Ilardi).

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Nella review, che trovate sotto, si dice che i farmaci sarebbero più efficaci del placebo (pillole di zucchero senza alcun principio attivo). Anche se i ricercatori rimangono molto cauti…

Infatti la review conclude:

All antidepressants were more efficacious than placebo in adults with major depressive disorder. Smaller differences between active drugs were found when placebo-controlled trials were included in the analysis, whereas there was more variability in efficacy and acceptability in head-to-head trials. 

TRADUZIONE:

Tutti gli antidepressivi sono risultati più efficaci del placebo negli adulti con disturbo depressivo maggiore. Sono state riscontrate differenze più piccole tra i farmaci attivi quando gli studi controllati con placebo sono stati inclusi nell’analisi, mentre c’era maggiore variabilità nell’efficacia e accettabilità negli studi testa a testa.

Fa giustamente notare il buon Ilardi che:

Questo nuovo studio è stato salutato come una delle principali rivendicazioni di efficacia degli antidepressi.

I realtà, cosa assolutamente nascosta dalla stampa, c’era una minima differenza tra medicinali e placebo.

Nello specifico, i farmaci hanno un vantaggio di dimensione dell’effetto complessivo di 0,3 deviazioni standard rispetto al placebo, che si traduce in una differenza di poco più di 2 punti sulla scala di valutazione della depressione di Hamilton (HRSD) di 55 voci.

Quanto è grande? Bene, qualsiasi effetto inferiore a 3 punti sull’HRSD è definibile “clinicamente insignificante” dal National Institute for Clinical Excellence (NICE) della Gran Bretagna.

In altre parole, non sposta l’ago da un punto di vista clinico.

Ma leggete ciò che mi ha ancor di più lasciato attonito!

La maggior parte degli studi nell’analisi ha utilizzato un “periodo di washout dal placebo”, in cui inizialmente tutti i soggetti ricevono il placebo e, quelli che rispondono rapidamente a questo, vengono immediatamente esclusi dallo studio!

Ovviamente, questo condiziona PESANTEMENTE I RISULTATI a favore del farmaco. Inoltre, la scala di HRSD è compilata da valutatori esperti, ma di solito possono dire (da segnalazioni di effetti collaterali) chi sta usufruendo in modo positivo dai farmaci – che potrebbero in modo subdolo influenzare i loro rating.

Inoltre, ci sono prove che i “placebo attivi”, che imitano gli effetti collaterali dei farmaci (inducendo i pazienti a credere che stanno assumendo il vero farmaco), portano a maggiori risposte rispetto ai “placebo passivi” usati in questi studi.

E non abbiamo nemmeno parlato di effetti collaterali…

Nel complesso, questo nuovo studio non è assolutamente di supporto come pretende la copertura dei media ed il mainstream…

RIFERIMENTO:
The Lancet
Comparative efficacy and acceptability of 21 antidepressant drugs for the acute treatment of adults with major depressive disorder: a systematic review and network meta-analysis
Autori Vari
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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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