Colesterolo alimentare e problemi cardiovascolari, la fine di un bugia lunga 60 anni…

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Pillole | Salute

18 Settembre 2015

Il colesterolo alimentare è spesso accostato ad un aumento di rischio di malattie cardiovascolari (CVD), il che ha portato la stragrande maggioranza dei medici a consigliare ai propri pazienti di ridurlo.

Adattamento: Angelo

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Il colesterolo alimentare è spesso accostato ad un aumento di rischio di malattie cardiovascolari (CVD), il che ha portato la stragrande maggioranza dei medici a consigliare ai propri pazienti di ridurlo.

Gli autori di questo lavoro appena pubblicato sul prestigioso American Society for Nutrition, hanno voluto esaminare gli effetti del colesterolo alimentare sul rischio cardiovascolare negli adulti sani utilizzando una revisione sistematica ed una meta-analisi (ndr. il top per quanto riguarda affidabilità).

I ricercatori hanno cercato tutti gli studi in letteratura che soddisfacevano criteri di qualità e coerenza.
Sono stati selezionati ben quaranta lavori (17 di coorte in 19 pubblicazioni con 361.923 soggetti e 19 trial in 21 pubblicazioni con 632 soggetti) pubblicati tra il 1979 e il 2013.

Il colesterolo alimentare NON era statisticamente significativamente associato:

    • con qualsiasi malattia coronarica in 4 studi di coorte;
    • non era associato ad ictus ischemico in 4 studi di coorte;
    • non era associato ad ictus emorragico in 3 studi di coorte.

Il colesterolo alimentare ha aumentato in modo statisticamente significativo:

    • il colesterolo sierico totale in 17 studi
    • le lipoproteine ​​a bassa densità (LDL) in 14 studi con  variazione netta di 6,7 mg/dl).

L’aumento del colesterolo LDL non era più statisticamente significativo quando le dosi di intervento superavano i 900 mg/die.
Il colesterolo alimentare ha però anche aumentato in modo statisticamente significativo le lipoproteine ​​ad alta densità (HDL) in 13 studi clinici con variazione netta di 3.2 mg/dL e l’LDL ad il rapporto LDL/HDL in 5 studi; variazione netta: 0,2.
Il colesterolo alimentare non ha cambiato in modo statisticamente significativo i livelli dei trigliceridi o le concentrazioni delle lipoproteine ​​a bassissima densità (ndr. che sono le particelle più pericolose perchè tendono ad ossidare).

Ecco le conclusioni degli studiosi:

gli studi esaminati erano eterogenei e mancavano di rigore metodologico per trarre conclusioni circa gli effetti del colesterolo alimentare sul rischio di malattie cardiovascolari. Sarebbe opportuno ideare studi di coorte migliori per capire se il colesterolo alimentare possa aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Che tradotto in linguaggio molto terra terra:

i ricercatori sul tema colesterolo dal 1979 al 2013 hanno lavorato a cazzo di cane e ci hanno preso per il culo sui mass media con questa storia che fa venire l’infarto…
IL NUOVO VIVERE SECONDO NATURA!

Riferimento:
2015 American Society for Nutrition
Dietary cholesterol and cardiovascular disease: a systematic review and meta-analysis
Samantha Berger, Gowri Raman, Rohini Vishwanathan, Paul F Jacques, and Elizabeth J Johnson.
Link: qui

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