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Ci può essere un solo colpevole per l’incredibile deterioramento della salute mentale dei nostri ragazzi negli ultimi 5 anni!

Ci può essere un solo colpevole per l’incredibile deterioramento della salute mentale dei nostri ragazzi negli ultimi 5 anni!

8 aprile 2018940Visualizzazioni

L’incredibile studio che dimostra che la salute mentale degli adolescenti si deteriora in modo netto in cinque anni: c’è un (molto) probabile colpevole!

Traduzione ed adattamento: Angelo

Intorno al 2012, qualcosa è iniziato andando storto nella vita degli adolescenti.

In soli cinque anni tra il 2010 e il 2015, il numero di adolescenti statunitensi che si sentivano inutili ed infelici – i classici sintomi della depressione – è cresciuto del 33% nelle grandi indagini nazionali. I tentativi di suicidio per teenager sono aumentati del 23%. Ancora più preoccupante: il numero di bambini tra i 13 e i 18 anni che si sono suicidati è salito al 31%.

In un nuovo articolo pubblicato su Clinical Psychological Science, si è scoperto che gli aumenti di depressione, tentativi di suicidio e suicidio sono accaduti tra adolescenti di ogni provenienza – più privilegiati e meno privilegiati, di tutte le razze ed etnie e in ogni regione del paese . Tutto sommato, l’analisi ha rilevato che la generazione di adolescenti che identifichiamo con “iGen” – quelli nati dopo il 1995 – ha molte più probabilità di sperimentare problemi di salute mentale rispetto ai loro predecessori millennials.

Che cosa è potuto accadere in questo breve intervallo di tempo?

Dopo aver setacciato diversi sondaggi sugli adolescenti per trovare indizi, si è scoperto che tutte le possibilità risalivano a un grande cambiamento nella vita dei ragazzi: l’improvvisa ascesa dello smartphone.

Tutti i segni indicano gli schermi come colpevoli! La famigerata luce blu!

Poiché gli anni tra il 2010 e il 2015 sono stati un periodo di costante crescita economica (ndr. in USA) e calo della disoccupazione, è improbabile che il malessere economico potesse influire su questa situazione. La disuguaglianza di reddito era (ed è tuttora) un problema, ma non è apparsa improvvisamente nei primi mesi del 2010: questo divario tra ricchi e poveri si era già dilatato da decenni. Si è scoperto inoltre che il tempo trascorso dagli adolescenti a fare i compiti è rimasto più o meno costante tra il 2010 e il 2015; il che fa escludere anche lo stress da studio come causa.

Tuttavia, secondo il Pew Research Center, i proprietari degli smartphone hanno superato la soglia del 50% alla fine del 2012 – proprio quando la depressione e il suicidio adolescenziale hanno iniziato ad aumentare. Nel 2015, il 73% degli adolescenti aveva accesso a uno smartphone.

Non solo l’uso degli smartphone e la depressione sono aumentati in tandem, ma anche il tempo trascorso online è stato collegato a problemi di salute mentale attraverso due diversi set di dati. Si è scoperto che gli adolescenti che trascorrevano cinque o più ore al giorno online avevano il 71% di probabilità in più rispetto a quelli che spendevano meno di un’ora al giorno di avere almeno un fattore di rischio per il suicidio (depressione, pensare al suicidio, fare un piano per suicidarsi o tentare il suicidio ). Nel complesso, i fattori di rischio per il suicidio sono aumentati in modo significativo già dopo due o più ore al giorno online.

Naturalmente, è possibile che possa essere il viceversa, ovvero che la depressione faccia stare più tempo online. Ma altri tre studi dimostrano che è improbabile (almeno, se visto attraverso l’uso dei social media).

Due gruppi di persone seguite nel tempo, in questo studio, che trascorrevano più tempo sui social media erano più infelici; tuttavia l’infelicità non ha portato a un maggiore utilizzo dei social media. Un terzo gruppo di partecipanti assegnati in modo casuale a rinunciare a Facebook ha riferito di sentirsi meno depressi già dopo una settimana.

L’argomento secondo cui la depressione potrebbe spingere le persone a trascorrere più tempo online, inoltre, non spiega perché, questa, sia aumentata così improvvisamente dopo il 2012. In tale scenario, un numero maggiore di adolescenti è diventato depresso per un motivo sconosciuto e ha iniziato a comprare smartphone, il che non sembra troppo logico .

Cosa succede quando siamo collegati?

Anche se il tempo online non danneggia direttamente la salute mentale, potrebbe comunque influire negativamente in modo indiretto, specialmente se il tempo online toglie il tempo per altre attività.

Ad esempio, gli adolescenti oggi passano molto meno tempo a interagire con i loro amici di persona. Interagire con le persone faccia a faccia è una delle fonti più profonde della felicità umana; senza di essa, i nostri stati d’animo iniziano a soffrire e spesso sorge la depressione. Sentirsi socialmente isolati è anche uno dei principali fattori di rischio per il suicidio. Si è scoperto che gli adolescenti che passavano più tempo della media online e meno della media con gli amici erano i più inclini alla depressione. Dal 2012, è quello che è successo in massa: gli adolescenti hanno speso meno tempo in attività note per il beneficio della salute mentale (interazione sociale di persona) e più tempo in attività che potrebbero danneggiarla (tempo online).

Inoltre gli adolescenti dormono meno e gli adolescenti che passano più tempo sui loro telefoni hanno maggiori probabilità di non dormire a sufficienza (ndr. questo è un cavallo di battaglia del nostro blog!). Non dormire in modo adeguato è un importante fattore di rischio per la depressione, quindi se gli smartphone stanno causando questa epidemia del sonno; solo questo potrebbe spiegare perché la depressione e il suicidio siano aumentati così repentinamente!

Depressione e suicidio hanno molte cause: predisposizione genetica; ambienti familiari; bullismo e traumi possono tutti avere un ruolo. Alcuni adolescenti sperimenterebbero comunque problemi di salute mentale, non importa in che epoca sarebbero vissuti.

Ma alcuni adolescenti vulnerabili che altrimenti non avrebbero avuto problemi di salute mentale potrebbero essere caduti in depressione a causa del troppo tempo trascorso online; senza una sufficiente interazione sociale, sonno inadeguato o una combinazione di tutti e tre.

Si potrebbe sostenere che è troppo presto per raccomandare meno tempo di permanenza davanti agli schermi, dato che la ricerca non è completamente definitiva. Tuttavia, il lato negativo di limitare il tempo dello schermo, ad esempio due ore al giorno o meno, è minimo. Al contrario, il lato negativo del non fare nulla – viste le possibili conseguenze della depressione e del suicidio – sembra abbastanza alto.

Non è troppo presto per pensare a limitare il tempo dello schermo; speriamo che non sia troppo tardi.

Jean Twenge, l’autore, è professore di psicologia presso l’Università statale di San Diego

RIFERIMENTO: qui

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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