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Bambini con problemi intestinali?

Bambini con problemi intestinali?

13 ottobre 2017bambinichronproblemi intestinalisole5Visualizzazioni

Una nuova ricerca dalla Nuova Zelanda mostra che i bambini che vivono nell’isola del sud hanno almeno tre volte il rischio in più di contrarre malattie intestinali come la malattia di Crohn (CD) e la colite ulcerosa (UC) [1] rispetto a coloro che vivono sul Isola del Nord.

Traduzione e commenti: Angelo

Prima di andare avanti ricordiamo che, nell’emisfero australe, il nord è più vicino all’equatore e quindi a maggiore esposizione solare.
Ricordiamo inoltre che queste malattie terribili ed invalidanti erano pressoché assenti neanche 20-30 anni or sono dato che i bambini solevano noralmente giocare all’ara aperta con i coetanei.

Secondo un articolo a cui fa riferimento a questa ricerca, queste malattie dell’intestino di solito appaiono negli anni pre-adolescenziali o adolescenti e sono incurabili.

INCURABILI!

I ricercatori ritengono che l’esposizione al sole e uno dei suoi fotoprodotti, la vitamina D, possano svolgere un importante ruolo. Anche il basso contenuto di selenio del suolo potrebbe avere un’influenza sulle malattie intestinali.

Nell’emisfero meridionale, ovviamente, più a sud, fa più freddo ed il clima è più nuvoloso. Quindi, l’Isola del Sud ha molto meno esposizione al sole rispetto all’esposizione di cui beneficiano nell’isola a Nord e questo è importante per i bambini per prevenire la malattia intestinale.
Anche se i ricercatori non sapevano con certezza che l’ipotesi luce del sole e della vitamina D fossero corrette, la loro idea ha sicuramente sufficiente sostegno.

La malattia di Crohn è strettamente correlata alla carenza di vitamina D e alla stagione invernale [2], indicando una relazione inversa con l’esposizione al sole e la produzione di vitamina D. Uno studio sulle infermiere negli Stati Uniti ha rilevato che “rispetto alle donne residenti nelle latitudini settentrionali [nell’emisfero settentrionale] all’età di 30 anni, il rischio di adattamento multivariato per UC per le donne residenti nelle latitudini meridionali era inferiore della metà“. [3] Inoltre, in un’indagine di 12 anni su centinaia di migliaia di pazienti con malattie intestinali, ospedalizzazioni e ospedalizzazioni prolungate, sia per UC che per CD erano più alte tra coloro che avevano un’esposizione al sole minore rispetto a quelli con un’elevata esposizione al sole [4].

Uno dei migliori articoli del nostro blog mostra che il sole agisce proprio come un probiotico. Ma nessuno lo dice perchè è gratuito!

IL MIGLIOR PROBIOTICO? IL SOLE E LA VITAMINA D…

È importante capire che la malattia intestinale causa malassorbimento di sostanze nutritive nell’intestino, portando col tempo a malattie legate alla malnutrizione [5]. La vitamina D è una delle “sostanze nutritive” che non possono essere assorbite in modo efficace e quindi l’esposizione al sole può essere fonte vitale di vitamina D per una persona con malattia intestinale.

Così per un’intestino sano, l’esposizione al sole svolge un ruolo fondamentale. Assicuratevi di godere di un’esposizione al sole sicura; attenti a non ustionarvi!

RIFERIMENTI:

[1] http://www.radionz.co.nz/news/national/340048/shining-light-on-bowel-disease-rates

[2] Gilman J, Shanahan F, Cashman KD. Determinants of vitamin D status in adult Crohn’s disease patients, with particular emphasis on supplemental vitamin D use. Eur J Clin Nutr. 2006 Jul;60(7):889-96.

[3] Khalili H, Huang ES, Ananthakrishnan AN, Higuchi L, Richter JM, Fuchs CS, Chan AT. Geographical variation and incidence of inflammatory bowel disease among US women. Gut. 2012 Dec;61(12):1686-92.

[4] Limketkai BN, Bayless TM, Brant SR, Hutfless SM. Lower regional and temporal ultraviolet exposure is associated with increased rates and severity of inflammatory bowel disease hospitalization. Aliment Pharmacol Ther. 2014 Sep;40(5):508-17.

[5] Margulies SL, Kurian D, Elliott MS, Han Z. Vitamin D deficiency in patients with intestinal malabsorption syndromes–think in and outside the gut. J Dig Dis. 2015 Nov;16(11):617-33.

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

MA MIO NONNO MANGIA PASTA E PANE DA SEMPRE E STA BENE!