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ATIs: i cereali, non solo semplicisticamente “CARBOIDRATI” E “GLUTINE”

ATIs: i cereali, non solo semplicisticamente “CARBOIDRATI” E “GLUTINE”

ATIs: i cereali, non solo semplicisticamente “CARBOIDRATI” E “GLUTINE”

Di Alessio Angeleri

cereali

Davvero stupido e fastidioso “riduzionismo” del cibo in termini di macronutrienti, ovvero proteine-carbo e grassi. Non si fa altro che parlare di diete gluten free, FODMAPs free, ecc… Ignorando in molti casi ed omettendo in altri, il fatto che sono decine se non centinaia le molecole potenzialmente dannose che troviamo nel cibo che non è specie-specifico (adatto alla nostra specie tramite un processo di selezione naturale durato milioni di anni).

Gli inibitori enzimatici dell’amilasi, enzima preposto alla digestione dei polisaccaridi (1) e della tripsina, enzima proteolitico (2), detti ATIs (Amylase Trypsin Inhibitors), giocano un ruolo fondamentale nell’infiammazione sistemica e quindi nell’eziologia delle malattie che affliggono la nostra civiltà.

L’articolo uscito di recente su GEN (Genetic Engineering & Biotechnology News 3), si riferisce al recente studio del dott. Schuppan della Gutenberg University in Germania, che più di “scoprire”  un nuovo effetto di queste molecole, confermano quello che noi di Evolutamente sapevamo a riguardo già da tempo.

Lo studio (4) mostra che queste proteine (utilizzate come difesa naturale dei semi per resistere alla digestione da parte dei predatori), sono collegate a meccanismi proinfiammatori sistemici non solo intestinali, ma anche extraintestinali, colpendo  linfonodi, reni, milza e cervello.

L’evidenza suggerisce che queste possano esacerbare i sintomi dell’artrite reumatoide, sclerosi multipla, asma, lupus, e steatosi epatica, oltre all’infiammazione intestinale.

grain

Gli ATIs , pur rappresentando solamente il 4% delle proteine del grano,  possono scatenare una potente reazione immunitaria intestinale che si può propagare a tutti gli altri tessuti del corpo.

Queste proteine rappresentano una famiglia che (al momento) conta 17 proteine, altamente resistenti ai nostri enzimi proteolitici, in grado di attivare i recettori TLR4 (5) , scatenando la risposta del sistema immunitario innato; questo avviene sia in vitro che in VIVO (evidenza fondamentale a prova di discussione anche da parte del “nerd” più incallito).

Gli autori ritengono che queste molecole siano coinvolte sia nella risposta del sistema immunitario adattativo, il che avviene nel caso della celiachia, sia come fattore scatenante della NCGS (non celiac gluten sensitivity)/NCWS (non celiac wheat sensitivity),  collegate alla risposta immunitaria innata.

Nonostante questo studio lasci pensare che sia una novità assoluta, il ruolo degli ATIs è ben conosciuto da tempo: già nel 2012 si era pienamente consapevoli dei rischi ad essi correlati e dei meccanismi proinfiammatori (6), ma come al solito la verità viene mascherata e sepolta mentre viene promosso l’interesse di mainstream legato alle lobby multimilionarie.

grains

A questo punto, però, potrebbe arrivare come sempre lo pseudo-nerd scienziatino di turno che dice:

Ma noi cuciniamo il cibo e gli ATIs vengono degradati…

Invece, pare proprio di no: questo studio (7) mette a confronto la resistenza degli inibitori della tripsina di vari cereali e:

Gli inibitori della tripsina sono altamente resistenti alla denaturazione, e mostrano vari gradi di resistenza (a seconda della fonte di provenienza), alle alte temperature, basso ph, 8 M urea e 6M guanidina-HCl(queste ultime due soluzioni chimiche per la degradazione delle proteine) (insomma, sono resistenti sia alla cottura che alla digestione).

grain

I cambiamenti morfologici indotti dai denaturanti, coinvolgono solitamente minime perturbazioni molecolari, che vengono invertite dopo che essi vengono rimossi (in parole molto povere, questi ATIs sono indistruttibili!).

Gli autori aggiungono: “L’alta resistenza termica preoccupa”…“Siccome i cereali rappresentano l’alimento più utilizzato oggigiorno, alcune informazioni riguardanti la caratterizzazione e la stabilità termica degli inibitori della tripsina è di interesse per gli scienziati e l’industria del cibo”.

Ma quale interesse ? Nonostante la buona fede e l’auspicio degli autori, mi pare che fino ad ora né alla scienza del mainstream né all’industria sia importato qualcosa di preoccuparsi o far conoscere e divulgare questi rischi!

Lo studio in questione ha evidenziato che TUTTI gli inibitori della tripsina derivanti da diversi tipi di cereali sono termostabili,  e che come potevamo immaginare, quelli del grano sono i più stabili in assoluto.

Tra le altre cose gli ATIs sono collegati al danneggiamento del pancreas (8), e non ci vuole un genio o un super scienziato ad immaginare il meccanismo di affaticamento e successivo esaurimento per contrastare l’effetto inibitorio di queste molecole.

Anche gli inibitori presenti nella soia portano all’ipertrofizzazione pancreatica, con una diminuzione dell’attività intestinale della tripsina. (9).
Gli inibitori della tripsina sono presenti pure nei legumi e nelle patate! In queste ultime, tuttavia, l’azione è molto più blanda.

pancreas

Concludendo: anche un bambino può facilmente comprendere che i cereali contengono decine, se non centinaia di proteine e altre molecole che agiscono in sinergia per creare scompiglio nel corpo del predatore (NOI!), e che ridurre tutto questo delicato e complicatissimo meccanismo biologico al dibattito proteine carboidrati e grassi, è una delle cose più stupide che la mente umana possa concepire.

La domanda retorica finale suona ormai scontata ai nostri lettori, ma pare ancora essere lontana dall’esserlo a chi ci costringe ad alimentarci di questa spazzatura:

Dopo i “mille” modi in cui i cereali cercano di farci ammalare (e ci riescono molto bene) e di ucciderci (nei casi più gravi), perchè mai devono sempre e comunque rappresentare la nostra fonte primaria di cibo?

Riferimenti: cliccare direttamente gli iperlink all’interno dell’articolo.

Cereali? No, grazie!

Chi è Alessio:
Alessio A. 35 anni, laureato in Ingegneria Elettronica ma da sempre appassionato di nutrizione ed esercizio fisico. Ha iniziato a lavorare nel settore nel 2004 come consulente nutrizionale e preparatore fitness presso un negozio di integratori alimentari.
Ha effettuato ricerche ed approfondimenti su tutto quello che riguarda il paradigma evolutivo applicato alla salute e al fitness. Barefooter dal 2011 e membro della Society for Barefoot Living aiuta e segue le persone che vogliono affacciarsi al barefoot hiking e al barefoot running.
Per più info su Alessio potete cercarlo sulla sua pagina Facebook ed è già autore di due dei più bei articoli di questo blog (qui e qui).

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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