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ALCUNI ATLETI POSSONO ESSERE ALLENATI MA NON IN SALUTE?

ALCUNI ATLETI POSSONO ESSERE ALLENATI MA NON IN SALUTE?

29 ottobre 2018allenatoatletaMaffettonesalute0Visualizzazioni

Grande review che appoggia pienamente l’alimentazione PALEO PER ATLETI il il mio MITOCHONDRIAL TRAINING.

di Angelo.

Le parole “allenato” e “sano” vengono normalmente utilizzate come sinonimi nel linguaggio quotidiano. In realtà i termini hanno significati completamente diversi. Essere allenati descrive la capacità di eseguire un determinato esercizio, ed essere “sani” racconta dello stato di benessere di una persona, dove i sistemi fisiologici lavorano in armonia. Anche se in genere si vedono gli atleti come persone allenate e sane, spesso sbagliamo. Il termine generale che si utilizza per inquadrare atleti malsani è la sindrome da overtraining. Nell’opinione generale si pensa che l’overtraining sia generato da due fattori principali, vale a dire l’intensità (ed il volume) alto di allenamento (e gare) e la dieta moderna quotidiana composta per gran parte di cibi processati industrialmente e ricchi di zuccheri ad alto indice glicemico. Entrambi i fattori provocano una risposta del sistema simpatico attraverso l’asse ipotalamo-ipofisi-surrenale che, a sua volta stimola la produzione delle “reactive oxygen species” (radicali liberi ossidanti e pro-infiammatori). Questi provocano uno stato infiammatorio ed uno squilibrio metabolico che sposta un utilizzo del substrato energetico verso i carboidrati piuttosto che dai grassi (bruciando, rimpicciolendo e riducendo di numero, nel tempo, i preziosi mitocondri). I sintomi normalmente sono etichettati come overtraining. In definitiva, questi sintomi rivelano un atleta malsano. I ricercatori protagonisti di questa splendida review propongono che i praticanti, gli scienziati e gli atleti possano spostare la lancetta più verso la salute ed alleviare la sindrome da sovra-allenamento, abbassando l’intensità dell’allenamento e rimuovendo alimenti dall’alimentazione trasformata e/o ad alto impatto glicemicio. In questo modo si aumentano i tassi di ossidazione dei grassi e si potenziano i mitocondri (e la salute).
Solo così gli atleti possono sperare di essere in forma e in buona salute contemporaneamente.

Ma ecco il passaggio più importante!

Nella nostra esperienza ultratrentennale di atleti di endurance crediamo che il ruolo dei carboidrati sia cruciale ma che sia ancora più cruciale il timing con il quale questi vengono somministrati. Solo un questo modo si potrà essere:

– in salute
– performanti
– utilizzare al meglio substrati a più o meno ottani (carboidrati o grassi) a seconda dello sforzo profuso.

Introduzione al Mitochondrial Training: endurance

Infine crediamo che le normali tabelle di allenamento che i vari “esperti” propongono ai loro assistiti siano quanto di peggio possa esistere sia in termini di volume che intensità di allenamento. Purtroppo il mainstream ed i pochissimi soggetti “dotati” dalla natura di capacità di resistere a stress e recuperare velocemente condizionano modi di pensare ed allenarsi. L’allenamento dovrebbe essere personalizzato a seconda delle capacità dell’atleta e del momento della stagione agonistica.

Se volete provare il mitochondrial training (sport di endurance) scrivete ad angelo@evolutamente.it
Questo è il momento migliore per preparare la stagione 2019.

Riferimento:
Sports Medicine – Open20162:24
Athletes: Fit but Unhealthy?
Philip B. Maffetone and Paul B. LaursenEmail author
LINK: FULL TEXT

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Angelo

Angelo

Angelo 50 anni, ingegnere, papà di una bellissima figlia, ex ciclista e triatleta agonista con alcuni risultati apprezzabili. Dal 2004 ha sperimentato su se stesso la dieta paleo abbinata allo sport di endurance e seguito decine di altre esperienze analoghe su, forum tematici, di altri atleti ed appassionati come lui. Uno degli organizzatori dell'evento "paleomeeting", past president, attuale segretario e socio fondatore del SIMNE (Società Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica)

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