Agricoltura e salute: un rapporto difficile… (SECONDA PARTE)

Scritto da Angelo

Categorie: Nutrizione | Salute

14 Ottobre 2013

Continua il lavoro di analisi ed estrapolazione certosina dal volume: Paleopatology at the origins of agricolture del nostro esperto di paleopatologia.

Buona lettura!

di: begreenordie

paleopathology

Asia

Growth, nutrition, and pathology in changing paleodemographic settings in South Asia – by Kenneth A. R. Kennedy[1]

Crescita, nutrizione e patologie durante i cambiamenti paleodemografici  in Asia meridionale – di Kenneth A. R. Kennedy

Questo studio prese in considerazione un centinaio di siti archeologici (che portarono alla luce più di 1000 reperti umani), dall’India al Pakistan, dal Bangladesh all’Afghanistan, dal Nepal al Buthan fino allo Sri Lanka e alle isole minori dell’Oceano Indiano e si possono far risalire a un periodo che in Europa corrisponde al Paleolitico-Età del Ferro.

Dando un’occhiata alle tabelle riportate, ci si rende facilmente conto di come le più antiche società agricole siano molto ben rappresentate, con oltre 600 reperti umani provenienti da 11 siti dell’India centrale e meridionale; ovviamente meno numerose le comunità di cacciatori-raccoglitori del Pleistocene superiore-Olocene, con un centinaio di reperti. Questi numeri, aldilà dell’inevitabile incompletezza del record archeologico, ci danno un’idea di come il processo di domesticazione di piante e animali abbia influito sull’andamento demografico di quest’area del pianeta, oggigiorno fra le più popolose.

Il fatto che fra le bande di cacciatori-raccoglitori che nel Paleolitico superiore “gironzolovano” nei pressi del Gange ci fossero soggetti di 50-60 anni può apparire sorprendente, soprattutto se rapportato al profilo di mortalità delle prime comunità di agricoltori e allevatori:

The apparent stability of the food resource base for many hunting-gathering communities may be reflected in the relatively high ages at time of death for skeletalized individuals from these sites compared to lower ages at time of death for representatives of later farming-herding communities. At the terminal Pleistocene site of Mahadaha in the Gangetic Plain some human remains have been recovered that are assessed as having died in the fifth and sixth decades of life. (…) the high incidence of dental pathology and attrition in certain terminal and post-Pleistocene hunting-gathering series is attributable, in part, to the greater number of older individuals found in these series… [p. 173]

L’apparente stabilità nell’approvvigionamento di risorse alimentari per molte delle comunità di cacciatori-raccoglitori, può essere dedotta tenendo presente la maggiore longevità degli individui provenienti da questi siti e comparandola con la più scarsa longevità nelle successive comunità di agricoltori-allevatori. Nel sito databile al Pleistocene superiore di Mahadaha nella Piana del Gange, alcuni reperti umani mostrano un’età al momento del decesso di 50-60 anni. (…) l’elevata incidenza di patologie e usura dentarie in alcune serie di reperti del Pleistocene superiore e post-pleistocenici di cacciatori-raccoglitori è attribuibile, parzialmente, al maggior numero di soggetti anziani portati alla luce. [p. 173]

Come avevamo già avuto modo di notare per l’Europa, anche in Asia, durante la transizione verso economie basate sulla coltivazione e l’allevamento, si assiste a un decremento generalizzato delle stature. Reperti umani provenienti dai siti di Sarai Nahar Rai e di Mahadaha, databili fra i 14.000 e i 12.000 anni fa (dunque qualche migliaio di anni prima dell’avvento del modo di vita agricolo), presentano stature maschili comprese fra i 168 e i 192 cm e stature femminili comprese fra i 162 e i 176 cm.

La descrizione che segue è veramente notevole:

The early Gangetic hominids are exceptionally robust in cranial and post cranial anatomy, their large heads supporting well-developed supraorbital tori, sharp nuchal lines, large mastoid processes with prominent supramastoid crests, and well-marked temporal lines. Mandibles are massive and have well-formed mental eminences and everted gonia. These features of tall stature and skeletal robusticity lead to the conclusion that these people of terminal Pleistocene times realized the full potential of their ontogenic development. [p. 174]

I primi ominidi gangetici presentano un’eccezionale robustezza craniale e post-craniale, le loro grandi scatole craniche si caratterizzano per tori sopraorbitari ben sviluppati, ampi processi mastoidei con prominenti creste supramastoidee e linee nucali e temporali marcate. Le mandibole sono massicce e la protuberanza mentale e l’angolo goniaco sono ben formati. Queste elevate stature e robustezze scheletriche portano alla conclusione che tali popolazioni pleistoceniche realizzarono compiutamente il loro potenziale sviluppo ontogenetico. [p. 174]

Cari lettori, non so voi, ma quando ho letto questo passaggio mi è venuta in mente una frase del grande Totò: “Alla faccia del bicarbonato di sodio!” Sembra la descrizione di supereroi dei fumetti…

Repetita iuvant: “(…) these people of terminal Pleistocene times realized the full potential of their ontogenetic development.”

Un’affermazione che può forse lasciare interdetti i fautori di diete a base di cereali e legumi (“Ma come? Non erano quelli che morivano a 30 anni perché mangiavano troppa carne e non facevano colazione con pane e marmellata???”), e che viene rafforzata dal passaggio successivo:

Examination of Indian hunting-gathering series from sites in Uttar Pradesh, Madhya Pradesh, Gujarat, and Rajasthan reveals a trend toward reduced stature and skeletal strength. The decrease in stature that occurs in prehistoric South Asia with the onset of food production is coincident with a reduction in sexual dimorphism. More gracile body form characterizes skeletons of individuals of both sexes. [p. 174]

L’esame delle serie di cacciatori-raccoglitori provenienti dai siti di Uttar Pradesh, Madhya Pradesh, Gujarat e Rajastan rivelano un trend verso una riduzione delle stature e della robustezza scheletrica. Il decremento delle stature che si verifica nell’Asia meridionale preistorica con il sorgere di economie basate sulla produzione di cibo coincide con una riduzione del dimorfismo sessuale. Corporature più gracili caratterizzano gli scheletri di entrambi i sessi. [p. 174]

Un altro fenomeno cui si assiste man mano che le innovazioni tecnologiche consentono un maggior processamento dei cibi, riducendo così il contributo della bocca al processo di predigestione, è la riduzione delle dimensioni dei denti:

Mesolithic hunters and gatherers exhibit large tooth size while full-time agriculturalists have very small teeth. Samples drawn from mixed economic systems display an intermediate range of tooth sizes.
(…) the smallest teeth were found in those populations with the longest history of agricultural practices and in those for whom hunting and gathering played the smallest role. (…) dental reduction is one aspect of facial reduction, and continued decrease in the use of the mouth as tool came about as a consequence of technological innovations as well as socioeconomic changes.
[pp. 175-176]

I cacciatori-raccoglitori mesolitici mostrano ampie strutture dentali mentre le popolazioni di agricoltori possiedono denti molto ridotti. Campioni provenienti da economie miste indicano valori intermedi nella dimensione dei denti.
(…) i denti più piccoli sono stati individuati in quelle popolazioni con una lunga storia di pratiche agricole, mentre fra le popolazioni di cacciatori-raccoglitori queste caratteristiche sono rare. (…) la riduzione delle dimensioni dei denti è un aspetto della complessiva riduzione delle dimensioni facciali e il progressivo abbandono della bocca come “attrezzo” è il risultato delle innovazioni tecnologiche così come dei cambiamenti socio-economici.
[pp. 175-176]

Agricoltura e salute: un rapporto difficile… (PRIMA PARTE)

Le vere e proprie affezioni del cavo orale (carie, malocclusioni, agenesi dentale, ovvero mancato sviluppo di determinati denti e tartaro) oltre a indicatori ossei di carenze croniche di ferro, sostanzialmente assenti nei gruppi di cacciatori-raccoglitori[2], diventano la regola nelle popolazioni più avanzate di agricoltori e allevatori:

(…) a dramatic rise in caries frequency with increasing dependence on agricultural subsistence. Dental calculus (tartar) is reported sporadically among hunting and gathering and early food producing populations. [p. 177]

(…) un incremento drammatico della frequenza delle carie, legato alla sempre maggiore dipendenza dall’agricoltura. Le concrezioni di tartaro sono molto sporadiche nelle serie di cacciatori-raccoglitori e nelle prime popolazioni di produttori di cibo. [p. 177]

(…) with the single exception of a specimen (…), preagricultural human skeletal remains in India and Sri Lanka do not exhibit porotic hyperostosis [p. 182]

(…) con l’eccezione di un singolo caso (…), i resti umani preagricoli dell’India e dello Sri Lanka non presentano iperostosi porotica [una rarefazione delle ossa craniali indicativa di anemie da carenza cronica di ferro]. [p. 182]

Ci risiamo: è lo stesso processo osservato in Europa.

Eccoci dunque alle conclusioni del lavoro:

The adoption of intensified utilization and processing of vegetable food sources that allowed for greater food stability led to lower quality nutrition and increase in certain pathologies with the onset of agricultural economic patterns in South Asia (…). These pathological variables are represented in skeletal remains by higher incidences of porotic hyperostosis, caries, abscess, and abroad a spectrum of specific diseases identified in individual specimens as (…) long bone deformations (…), rickets, and scurvy. [p. 183]

L’intensificazione dell’utilizzo e del processamento di risorse alimentari di origine vegetale, che permise una maggiore stabilità nell’apporto di cibo, si accompagna ad una minore qualità nutrizionale e ad un incremento di specifiche patologie sin dal sorgere delle prime società agricole nell’Asia meridionale (…). Queste patologie sono evidenziate nei resti scheletrici da una più elevata incidenza di iperostosi porotica, carie, ascessi, deformazioni degli arti (…), rachitismo e scorbuto. [p. 183]

(…) increasing population growth may have placed stress on these groups and encouraged greater exploitation of the food resource base by practices of incipient pastoralism and plant cultivation. (…) agricultural communities tended to limit the range of foodstuff of their inhabitants. [p. 184]

(…) l’incremento della popolazione può aver causato uno stress alle comunità preagricole, spingendole a un maggior sfruttamento delle risorse di cibo attraverso l’allevamento e la coltivazione. (…) le comunità agricole iniziarono a ridurre la varietà delle risorse alimentari disponibili per gli abitanti [nascono i tabù alimentari! Un passaggio molto interessante che qui non vogliamo trattare…]. [p. 184]

Evidence for nutritional fluctuations appears in the higher incidence of dental enamel hypoplasia, Harris lines, and bowing of diaphyses of long bones in individuals from food producing populations. (…) Stature and body size decrease in many local areas with the abandonment of a full-time hunting-gathering economy, and it is interesting that specimens whose ages at time of death are estimated to be in the fifth and later decades of life are seldom observed in sedentary and agricultural communities. [p. 184]

Evidenze di fluttuazioni nell’approvvigionamento di cibo sono testimoniate dalla maggiore frequenza di ipoplasia dello smalto, linee di Harris [trattasi di indicatori di arresto della crescita] e dalla curvatura delle diafisi delle ossa lunghe in individui provenienti da popolazioni dedite alla produzione del cibo. (…) La statura e le dimensioni corporee si riducono in molto aree in seguito all’abbandono delle economie di caccia-raccolta, ed è interessante notare che individui la cui età al momento del decesso è stimata essere di cinquanta o più anni si osservano raramente nelle serie scheletriche agricole. [p. 184]

Sperando di aver messo in evidenza gli aspetti più importanti di questa corposa indagine, vi ricordo che il nostro viaggio nello spazio-tempo non è finito! Tocca all’Africa… Alla prossima!

FINE SECONDA PARTE – CONTINUA…

Note e riferimenti bibliografici

[1] Tratto da Paleopathology at the Origins of Agriculture – Mark Nathan Cohen & George J. Armelagos, Academic Press, 1984 – pp. 169-192.

[2] Lo studio delle affezioni dentali dei cacciatori-raccoglitori ha invece messo in evidenza la presenza di una notevole usura delle superfici occlusali, oltre che di alcune affezioni periodontali

Terza Parte ((l’Africa)

Quarta Parte (le Americhe)

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